Dividendi dalla A alla Z: tanti numeri verso la messe di primavera

Alcune vicende di leader della Borsa italiana, con le storie di dintorno. Risultati molto soddisfacenti per il cassettista che abbia saputo acquistare bene.

Cedole & dividendi

Una rassegna di notizie e soprattutto di numeri sui dividendi che Borsa Italia si appresta a pagare nei prossimi mesi.

Iniziamo da Poste Italiane: “payout” pari all’80% dell’utile netto 2017, corrispondente a un dividendo di 0,42 euro per azione, con un +7,7% (0,39 euro per azione nel 2016 e 0,34 euro nel 2015). La società ha registrato un consistente aumento della raccolta BancoPosta e del risultato operativo di PosteVita e un incremento dei ricavi nel comparto pacchi, segno dell’abilità nel cogliere le crescenti opportunità di sviluppo dell’e-commerce in Italia. Tale progresso mitiga il calo previsto per i ricavi nel settore postale, legato all’attuale diminuzione di volumi della corrispondenza. Il dividendo sarà pagato a giugno e comporta un “dividend yield” del 6,2% rispetto alla quotazione di questa mattina. E’ un risultato buono, che non trova riscontri nel settore in Europa.

Eni: torna all'utile nel 2017 e porta a casa un risultato netto di 3,4 miliardi di euro, dopo la perdita di 1,46 miliardi nel 2016. Il quarto trimestre dell'anno scorso, in particolare, ha battuto le stime degli analisti sul fronte di utili operativi e produzione di idrocarburi, che a dicembre è risultata a livelli record, con 1,92 milioni di boe/giorno. Il dividendo è stato confermato in 0,8 euro per il 2017, ma l'amministratore delegato Claudio Descalzi ha dipinto scenari rosei per l'esercizio appena cominciato, sostenendo che "le prospettive di crescita sono eccellenti in tutti i business e perseguite con disciplina e attenzione alla loro sostenibilità in presenza di scenari anche più difficili. Se al contrario le condizioni di mercato fossero più favorevoli, saremo in condizione di generare un enorme extravalore per i nostri azionisti". E ciò sta indicare un aumento delle cedole o possibili buyback. Nel 2017 Eni ha ridotto di molto l’indebitamento finanziario netto. Al 31 dicembre ammontava a 10,92 miliardi di euro, in calo di 3,86 miliardi rispetto al 2016. Considerando l’anticipo di dividendo pagato il 20 settembre scorso, fra fine aprile e maggio – non si conosce ancora la data – verrà versato il saldo di 0,40 euro. Il “dividend yield” per la tranche primaverile sarà del 2,93% ma è corretto considerare l’intero importo di 0,80 euro, con un “dividend yield” complessivo del 5,8% alla quotazione di questa mattina.

Mediolanum: il consiglio di amministrazione ha proposto all'assemblea la distribuzione di un dividendo a saldo 2017 di 0,2 euro per azione. Considerando l’acconto distribuito a novembre scorso, pari pure a 0,2 per azione, il totale dei dividendi relativi all’esercizio 2017 ammonta a 0,4 euro per azione. Le date riferite allo stacco a saldo saranno rese note all’approvazione della relazione finanziaria martedì prossimo 27 febbraio. Il “dividend yield” della prossima quota risulta così del 2,74%, mentre quello globale (riferito a 0,40 euro) è del 5,49%.

Mediobanca: ha chiuso il secondo semestre 2017 con utili e ricavi record, sopra le attese di mercato, e rivisto dal 40 al 50% l’indicazione sulla distribuzione di dividendi agli azionisti. La solidità del capitale consentirà di “aumentare progressivamente la remunerazione in funzione dei risultati”: l’ha dichiarato l’ad Alberto Nagel, aggiungendo che esiste “la possibilità di contribuire al ‘reshape’ del gruppo con operazioni tattiche di fusioni e acquisizioni, che - se fatte in maniera continuativa - creano condizioni di crescita migliorative. Il focus per le possibili acquisizioni resta nelle gestioni e nel consumer, ma se non trovassimo buone opportunità potremo sempre rivedere al rialzo la guidance per il payout”. Pagando la società a novembre, non è possibile fare previsioni, ma qualche sorpresa non si può escludere.

Unipolsai: il risultato netto consolidato, vagliati gli effetti del piano di ristrutturazione del comparto bancario, è stato pari nel 2017 a 537 milioni di euro, in crescita dell’1,8% rispetto al 2016 (527 milioni). Tenuto conto di ciò, si prevede la distribuzione di un dividendo per l’esercizio 2017 pari 0,145 euro per ciascuna azione ordinaria, in crescita del 16% in confronto al 2016 (0,125 euro) e con un “pay-out” di circa il 71%. Il pagamento avviene di solito fra maggio e giugno. Il “dividend yield” alla quotazione di oggi risulta del 7,25%, uno dei migliori in assoluto nel comparto e conferma la politica di elevata distribuzione di profitti, assai apprezzata dal mercato.

Ubi Banca: ha chiuso il 2017 con un utile di 690,6 milioni di euro, a fronte di una perdita di 830,2 milioni nel 2016. Ai soci verrà proposto un dividendo di 0,11 euro (con stacco il 21/5 e pagamento il 23/5) in linea con lo scorso esercizio, per un monte di 125,5 milioni (107,1 milioni nel 2016). La banca - si è appreso di recente - ha deciso la vendita nel corso dei prossimi 3 anni di un pacchetto significativo di crediti deteriorati per ridurre, tra il 2019 e il 2020, sotto il 10% il rapporto tra Npl e totale dei crediti. Il “dividend yield” alla quotazione di questa mattina risulta del 2,8%.

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