NASDAQ100 WEEKLY - Settimana positiva sugli indici azionari USA. Target 100% raggiunto su un altro titolo !


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Settimana (corta) appena trascorsa non ha lesinato soddisfazioni per i mercati azionari USA. Non così, come vedremo in seguito, per quanto riguarda i dati macroeconomici usciti. In attesa della riunione della FED in materia di decisione dei tassi, il prossimo 18 settembre, tiene sempre banco la “querelle” USA-CINA sui dazi anche se, come sembra dalle dichiarazioni che riportiamo in seguito, che un’apertura ad un prossimo colloquio ci sia da entrambi gli schieramenti, la data non è ancora certa ma si parla degli inizi di ottobre.

Ma andiamo ad analizzare subito i numeri dei principali indici azionari USA, iniziando da quello che nella settimana appena passata ha riportato la performance maggiore, l’indice NASDAQ100 con un + 2,10% ha chiuso le contrattazioni a 7852,54, seguito dall’indice S&P500 che chiudendo a 2978,71 ha guadagnato il + 1,785%, infine l’indice DOW JONES che ha chiuso a 26797,46 guadagnando il + 1,49%. Di seguito i relativi grafici:

ORO

Risale la propensione al rischio e l'ORO venerdì scorso ha messo a segno la peggior seduta da tre anni ad oggi (- 2,2%) dovuta evidentemente alle più che giustificate prese di profitto dopo aver guadagnato il + 25% da inizio anno. Nell’ultima settimana, dopo aver toccato un massimo relativo a 1557,31(area che avevamo evidenziato nei grafici pubblicati nelle ultime settimane), ha chiuso le contrattazioni a 1506,58 perdendo dai max il – 3.26%. Forti vendite si sono riscontrate anche sul contratto dell’ARGENTO. Di seguito il relativo grafico weekly:

LA POLITICA USA DI DONALD TRUMP.

A metà settimana il sentiment ha avuto altro carburante dalla comunicazione, da parte del Ministero del Commercio cinese, che il Vice Premier Liu He ha accettato di recarsi ai primi di ottobre a Washington per un nuovo round di trattative. La svolta sarebbe avvenuta durante un colloquio telefonico tra lui, Mnuchin e Lighthizer. Da parte americana si è riferito che discussioni "a livelli elevati" verranno tenute nelle prossime settimane, senza specificare altro. Ma entrambe le parti hanno dichiarato che vi saranno contatti nelle prossime settimane per preparare l'incontro.

Ovviamente, sviluppi materiali non ce ne sono: i dazi elevati il primo settembre da ambo le parti restano in piedi, e gli USA hanno ancora in programma dazi imposti del 25% su circa $ 250 miliardi di importazioni cinesi, e di elevarne altri del 15% su circa $ 112 miliardi di prodotti cinesi il prossimo 1°ottobre, mentre un lotto separato di circa $ 160 miliardi di beni cinesi - inclusi laptop e telefoni cellulari - sarà colpito con tariffe del 15% il 15 dicembre data di un ulteriore round di misure e contromisure, prendendo di mira beni di prima necessità che vanno dalle calzature  all'abbigliamento, ai tessili per la casa, nonché ai prodotti tecnologici. Visti i risultati degli ultimi colloqui di Shanghai (Trump annunciò appena 24 ore dopo l'imposizione di dazi sulle restanti importazioni di beni cinesi) non c'è certezza sull'esito di questi nuovi incontri, in particolare alla luce della radicalizzazione delle posizioni nei 2 paesi, e della sempre più evidente diminuzione dell'attitudine al compromesso da parte della Cina (che sta forse veramente puntando ad un cambio di interlocutore tra 14 mesi).

Funzionari cinesi e statunitensi stanno lottando per concordare il programma di una prossima riunione dopo che nelle conversazioni della scorsa settimana, le due parti non sono riuscite a concordare almeno due richieste: un appello americano per fissare alcuni parametri per il prossimo round di colloqui e una richiesta cinese per ritardare l’entrata in vigore dei nuovi dazi. In virtù di questa posizione la CINA ha presentato, lunedì scorso, un reclamo presso l'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) contro le tariffe statunitensi nell'ambito del processo di risoluzione delle controversie, del quale parleremo nel prossimo capitolo “LA CINA RISPONDE”. Nonostante gli sforzi (!?!?) del presidente Donald Trump per calmare i mercati finanziari e illustrare i colloqui come progressi, Trump è comunque andato avanti con l’imposizione dei dazi domenica 1° settembre, raddoppiando su una strategia che sembra essere l'opposto dell'effetto desiderato, quando una valanga di critiche sono state presentate dai rappresentanti delle imprese americane tacciati, a loro volta dal Presidente, di cattiva gestione aziendale (semplicemente FOLLE !).

Così come invece, ci sembra POLITICO, l’atteggiamento che dimostra attraverso i suoi proverbiali “tweet” nei quali spazia tranquillamente e repentinamente tra aperture e stroncature, tipo: "La Cina sta andando avanti, stiamo andando molto bene", “Stiamo parlando con la Cina, l'incontro è ancora attivo, come sapete, a settembre. Non è cambiato, non l'hanno cambiato, no. Vedremo cosa succede. Ma non possiamo permettere alla Cina di fregarci più come paese”. “Non facciamo affari insieme. Non voglio fare affari”.

Mentre per quanto riguarda la decisone da parte cinese di presentare un reclamo ufficiale all’OMC, la parte americana ha accusato la CINA di aver intrapreso pratiche sleali dall'inizio della disputa commerciale lo scorso anno, basandosi sulle proprie leggi nazionali per sostenere che ha il diritto di punire unilateralmente la CINA fino a quando non correggerà le sue pratiche.

Lo scorso anno gli Stati Uniti hanno pubblicato una difesa scritta contro le denunce di Pechino, sostenendo che la CINA e gli Stati Uniti avevano concordato che la questione non avrebbe dovuto essere risolta presso l'OMC. “La CINA ha preso la decisione unilaterale di adottare misure di politica industriale aggressive per rubare o altrimenti acquisire ingiustamente la tecnologia dei suoi partner commerciali; gli Stati Uniti hanno adottato misure tariffarie per tentare di ottenere l'eliminazione delle politiche sleali e distorte di trasferimento tecnologico della CINA", afferma la nota, secondo Reuters.

La decisione cinese di portare la disputa all'OMC è arrivata mentre continuano le discussioni sull'eventuale incontro tra i migliori negoziatori commerciali dei due paesi Washington questo mese. Mentre Trump e il segretario al Tesoro americano Steven Mnuchin hanno espresso fiducia sul fatto che l'incontro avrà luogo, la CINA deve ancora offrire una conferma ufficiale.

Infine, giusto per non lasciare nulla di intentato, nella giornata di venerdì scorso, Trump ha continuato la sua campagna iniziata da un anno ad oggi contro la FED ed il suo Presidente, Jerome Powell, che, a proposto di tassi ha dichiarato: "Era troppo presto per rilanciare (i tassi) e troppo tardi per tagliarli", “Dove ho trovato questo Jerome? Oh bene, non puoi vincerli tutti !”

Tenete sempre bene a mente, che è stato lui stesso ad investirlo di questa carica !

LA CINA RISPONDE

Iniziamo dalla decisione della CINA di presentare un reclamo ufficiale all'Organizzazione mondiale del commercio in merito alle nuove tariffe degli Stati Uniti sui prodotti cinesi è in gran parte un tentativo simbolico di guadagnare terreno morale sostenendo il sistema commerciale internazionale nel mezzo della guerra commerciale in corso, hanno detto gli analisti.

Il Ministero del Commercio ha annunciato in una dichiarazione lunedì, un giorno dopo che Washington ha imposto il primo lotto di nuove tariffe US $ 300 miliardi di importazioni cinesi, che la CINA aveva intentato una causa contro gli Stati Uniti nell'ambito del meccanismo di risoluzione delle controversie dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC).

Non è la prima volta che Pechino ricorre all'organizzazione commerciale multilaterale con sede a Ginevra per affrontare le controversie contro le tariffe imposte dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. La CINA si è formalmente lamentata con l'OMC dopo che gli Stati Uniti hanno imposto un dazio del 25% sui beni cinesi da $ 50 miliardi a luglio e agosto dello scorso anno, e di nuovo a settembre 2018 dopo che Washington ha posto le tariffe del 10% su beni cinesi da $ 200 miliardi.

Tuttavia, l'OMC, che funge da giudice per la risoluzione delle controversie commerciali tra i paesi membri, deve ancora pronunciarsi su una delle due precedenti denunce della CINA ed è improbabile che riesca a pronunciarsi sul terzo a causa di blocchi strutturali eretti dagli Stati Uniti. Il meccanismo di risoluzione delle controversie dell'OMC rischia di smettere di funzionare perché gli Stati Uniti si sono rifiutati di approvare eventuali nuovi giudici nella divisione di appello dell'organismo. Se entro la fine del 2019 non saranno approvati nuovi giudici, la sezione di appello non disporrà del numero minimo richiesto per ascoltare i casi. Dato che il processo dell'OMC durerà ben oltre la fine di quest'anno, la denuncia ufficiale di Pechino sulle nuove tariffe statunitensi è più un simbolismo che una sostanza, ha affermato Shen Jianguang, capo economista di JD Digit e un veterano osservatore dell'economia cinese.

"Prima di tutto, l'OMC impiega un periodo relativamente lungo [di tempo] per gestire una denuncia - l'acqua da lontano non può placare la sete immediata", ha spiegato Shen, riferendosi ad un antico proverbio cinese. Secondo le regole dell'OMC, gli Stati Uniti hanno 60 giorni per tentare di raggiungere un accordo sull'ultima denuncia. In caso contrario, la Cina può chiedere all'OMC di decidere che gli Stati Uniti devono apportare modifiche, un processo che può richiedere anni, ben oltre quando il processo di risoluzione delle controversie cesserà di funzionare.

"Inoltre, Trump aveva minacciato di allontanare gli Stati Uniti dall'OMC, quindi non c'è modo di costringere gli Stati Uniti a fare qualcosa anche se (la CINA) vincesse il caso", ha aggiunto Shen. Ma la decisione cinese di portare la disputa all'OMC manda un messaggio che "la CINA apprezza il multilateralismo anche se Trump persegue l'unilateralismo", una mossa che potrebbe aiutare Pechino a convincere il resto del mondo che sta occupando il terreno morale nella sua guerra commerciale con gli Stati Uniti, ha detto Shen.

La dichiarazione del Ministero del Commercio di lunedì ha aggiunto che la CINA ha presentato la denuncia per "salvaguardare risolutamente i suoi interessi legittimi e difendere fermamente il sistema commerciale multilaterale e l'ordine commerciale internazionale".

Un editoriale del People's Daily di martedì ha sostenuto che la CINA ha sempre cercato di risolvere le controversie commerciali con gli Stati Uniti con la "massima sincerità" e ha esortato gli Stati Uniti a annullare i loro aumenti doganali per aprire la strada a ulteriori colloqui. Ha fatto eco a una precedente dichiarazione del Ministero del Commercio cinese secondo cui gli Stati Uniti devono invertire la propria decisione di imporre dazi su tutti i prodotti cinesi.

In un primo momento, il ministero del commercio cinese non ha immediatamente risposto a una richiesta di commento su una data di incontro. Da parte loro, i funzionari cinesi non vogliono essere visti come soccombenti a tattiche di forza sui dazi e sono cauti nel fissare una data di riunione a causa della tendenza di Trump a cambiare rotta attraverso le sorprese su Twitter. Geng Shuang, portavoce del ministero degli Esteri cinese, ad inizio settimana ha dichiarato a Pechino che "la cosa più importante al momento è creare le condizioni necessarie per continuare i colloqui commerciali tra CINA e Stati Uniti".

Inoltre altri esponenti del governo cinese hanno dichiarato, sempre riportato dal People’s Daily, che: "Se gli Stati Uniti vogliono davvero raggiungere un accordo reciprocamente vantaggioso e vantaggioso per entrambi con la CINA, alcune persone negli Stati Uniti devono onorare il consenso, lavorare in concerto con la parte cinese e tornare sulla strada giusta con sincerità". Mentre China Daily ha raccolto le seguenti dichiarazioni: "È ora che l'amministrazione americana abbia riconsiderato le sue mosse pessime per colpire la CINA", "Lavorare per garantire un accordo commerciale sarebbe un approccio più fruttuoso."

Mentre si riaprono le trattative tra Usa e CINA sui dazi, la Banca centrale cinese ha deciso di ridurre l'ammontare della riserva obbligatoria, ovvero dei depositi che le banche sono tenute a mantenere presso l'istituto centrale. Una misura a sostegno della crescita, considerando che a loro volta le banche potranno aumentare i prestiti alle imprese. In totale, la banca centrale calcola che saranno liberati circa 900 miliardi di yuan (115 miliardi di euro) di liquidità. 

il Consiglio di Stato, gabinetto cinese, ha rilasciato una dichiarazione in cui afferma che i rischi complessivi sono "controllabili" e l'economia è stabile. Allo stesso tempo, gli aggiustamenti anticiclici nella politica economica saranno aumentati, secondo la dichiarazione.

LA POLITICA DELLA FEDERAL RESERVE

Il presidente della Fed di New York, John Williams, ha detto in settimana in un intervento pubblico, che la banca centrale degli Stati Uniti deve essere pronta ad agire in modo appropriato, in caso di rallentamento. Il 18 settembre la Fed dovrebbe annunciare un taglio di 25 punti base dei tassi di interesse, il secondo dell’anno, dopo quello di luglio. Williams ha detto che non ci sono per il momento delle serie evidenze del rallentamento.

Subito dopo sono usciti I commenti di un ex Presidente della FED, Alan Greenspan che ad una trasmissione televisiva su CNBC ha affermato che non passerà molto tempo prima che la diffusione dei tassi di interesse negativi raggiunga gli Stati Uniti.

“Lo vedi praticamente in tutto il mondo. È solo questione di tempo prima che questa situazione venga raggiunta anche negli Stati Uniti ", aggiungendo che gli investitori dovrebbero guardare il rendimento del Tesoro a 30 anni. Il tasso statunitense a 30 anni è stato scambiato all'1,95% a mezzogiorno di mercoledì. Ha raggiunto un minimo storico la scorsa settimana.

Attualmente ci sono più di 16 trilioni di dollari in strumenti di debito a rendimento negativo in tutto il mondo mentre le banche centrali cercano di allentare le condizioni monetarie per sostenere l'economia globale. Le obbligazioni sovrane a 10 anni in Belgio, Germania, Francia e Giappone - tra le altre - sono scambiate con un tasso negativo.

I rendimenti dei titoli del Tesoro USA sono ancora ben entro il territorio positivo, ma la Fed ha già tagliato i tassi una volta e dovrebbe proseguire con un altro taglio entro la fine del mese di settembre. Le aspettative del mercato per un taglio dei tassi a settembre sono al 92,7%, secondo lo strumento FedWatch del Gruppo CME.

Inoltre Greenspan ha detto che una popolazione che invecchia sta spingendo verso una forte domanda di obbligazioni, spingendo i loro rendimenti verso il basso: "Siamo troppo abituati all'idea che non abbiamo avuto tassi di interesse negativi, di conseguenza, c'è la tendenza a ignorare il fatto che ciò ha un effetto negativo sui tassi di interesse netti che riceveranno. Ma ciò registrerà un cambiamento significativo nell'atteggiamento della popolazione che vanno alla ricerca di cedole."

Infine riportiamo delle dichiarazioni del presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, che venerdì scorso a margine di una tavola rotonda presso l'Università di Zurigo. ha detto di non aspettarsi "affatto" che gli Stati Uniti entrino in una recessione, anche se ha lasciato intendere che la banca centrale probabilmente taglierà i tassi di interesse come previsto per questo mese.

"La nostra principale aspettativa non è affatto che ci sarà una recessione". "L'economia americana ha continuato a funzionare bene ed è in una buona posizione". Ha aggiunto, tuttavia, che la guerra commerciale degli Stati Uniti con la Cina - che è stata guidata dal presidente Trump - ha generato incertezza negli affari e che, insieme a un rallentamento dell'economia globale, aumentano i rischi di una recessione. Di conseguenza, ha detto: "Continueremo ad agire come appropriato per sostenere questa espansione".

Inoltre ha aggiunto: "Penso sia il caso che l'incertezza sulla politica commerciale stia causando alcune società a trattenere gli investimenti". Ha anche ribadito che la Fed ha poca esperienza nell'uso delle politiche degli interessi per combattere le controversie commerciali. Infine Powell ha rifiutato di dire direttamente se era infastidito dalle provocazioni di Trump ribadendo che: "Siamo completamente e totalmente concentrati sul nostro lavoro, ed è tutto su cui ci concentreremo."

 Ciò suggerisce che la Fed probabilmente abbasserà il suo tasso di interesse chiave nella riunione del 17-18 settembre dopo averlo tagliato alla fine di luglio per la prima volta dopo un decennio.

COMMENTI DAL MONDO ECONOMICO

"I dati sui nuovi occupati non agricoli usciti più deboli del previsto hanno senso se si osservano i dati ISM e Markit di giovedì scorso sull'occupazione e si capisce solo come le aziende rispondono al ritmo lento della crescita e alle preoccupazioni commerciali", ha affermato Peter Boockvar, Chief Investment Officer presso Bleakley Advisory Group. "Le aziende si sono prese una pausa per assumere fino a quando la visibilità diventa meno nuvolosa, è solo prudenza".

" I dati sui nuovi occupati non agricoli di venerdì sono ancora un buon segno per il mercato del lavoro, indicando che i lavoratori continuano a entrare a margine (provvisori)", ha affermato Daniel Zhao, economista senior di Glassdoor. "Tuttavia, il ritmo della crescita ha subito un rallentamento e la debolezza settoriale nella produzione e nella vendita al dettaglio non è di buon auspicio per un'economia che affronta le crescenti tensioni commerciali".

"Il restringimento dei margini di profitto, la delusione degli utili societari e un calo del secondo trimestre negli investimenti delle imprese fisse - che ha definito la risposta ai radicali cambiamenti nella politica commerciale - probabilmente porteranno a ridurre le ore, la considerazione dei licenziamenti e, successivamente, riduzioni della forza lavoro ", ha dichiarato Joseph Brusuelas, capo economista di RSM.

"Almeno alcuni proprietari e dirigenti di imprese sembrano aver creduto che il picco della domanda innescato dai tagli delle tasse sarebbe stato sostenuto, nonostante l'intensificarsi della guerra commerciale, ed i piani di assunzione sarebbero aumentati di conseguenza", ha dichiarato Ian Shepherdson, capo economista della Pantheon Macroeconomics. "Ma questo scoppio di ottimismo irrazionale è durato solo pochi mesi."

I livelli percentuali e gli importi dei dazi doganali aumentati sia dagli Stati Uniti che dai cinesi sono arrivati a un livello che può superare l'impatto positivo del taglio dei tassi. "Se verranno implementati tutti dazi attualmente proposti, la crescita nella prima metà del prossimo anno rallenterà sull'orlo di una recessione", ha dichiarato Chris Haefele, Chief Investment Officer di Global Wealth Management di UBS.

DATI MACROECONOMICI

Ad inizio settimana il report più atteso è stato l’indice ISM sulle aspettative dei direttori degli acquisti delle aziende manifatturiere, che in agosto è scivolato sui minimi dal maggio del 2016 a 49.1 (zona recessione), dal 51.2 di luglio. Il consensus si aspettava 51.0. Ma a metà settimana il dato dell’indice ISM non manifatturiero di agosto ha riportato un po' le cose a posto sui servizi (56.4 da precedente 53.7 e contro attese per 54). Forza diffusa anche nei sottoindici (business activity a 61.5 e new orders a 60.3) anche se gli export orders (- 3 punti a 50.5) rasentano la stagnazione (chissà perché ?!?!).

Infine il dato clou della settimana, l’importante Non-farm Payrolls (mensile) relativo al mese di agosto nel settore pubblico e privato. I nuovi occupati nel settore pubblico ha indicato un incremento minore degli ultimi tre mesi facendo segnare un + 130 mila unità nonostante l’incremento legato alle assunzioni temporanee (25.000) degli addetti al censimento del 2020.  Il risultato è inferiore alle 159.000 unità (dato rivisto) del mese di luglio ed alle 160.000 attese dagli analisti. Stessa cosa per il settore privato, anche qui minor incremento negli ultimi tre mesi, con 96.000 nuovi occupati a fronte di 131.000 (dato rivisto) del mese di luglio e nettamente inferiore alle attese degli analisti poste a 150.000 unità. La disoccupazione totale è ferma al + 3,7% mentre sale dello 0,4% la retribuzione media oraria mensile che a livello annua si traduce in un + 3,2% leggermente inferiore al 3,3% (dato rivisto) del mese di luglio.

Le indicazioni all’insegna della debolezza arrivate dal mercato del lavoro statunitense finiscono per incrementare le probabilità che la FED modifichi ulteriormente il costo del denaro fin dalla prossima riunione del 18 settembre. Più del 90% del mercato sconta già un aumento di 25 bp.

PORTAFOGLIO AZIONARIO

Anche in questa settimana appena trascorsa possiamo dire di aver portato a casa, il famoso “tozzo di pane” con la vendita a target 100% del titolo PAYPAL. Nonostante gli alti e bassi dei mercati su avvenimenti dei quali abbiamo ampiamente scritto, il mercato sembra ben intonato ma, ad onor del vero, dobbiamo riportare percentuali e sensazioni non del tutto positive su alcuni titoli presenti nel nostro Portafoglio, tipo ALIGN TECHNO, ILLUMINA e WORKDAY i quali, nonostante un mercato in ascesa, mostrano una forza relativa nulla andando in controtendenza. Il nostro augurio è che la forza dei mercati e qualche buona notizia proveniente dal fronte economico societario, con il tempo, possa far passare la negatività degli operatori su codesti titoli.

VARIAZIONI IMPORTANTI SUI TITOLI DEL NASDAQ100 NELLA SCORSA SETTIMANA

ACTIVISION + 7,86%. L’azienda che opera nell’ambito dei videogiochi ha ottenuto un giudizio positivo sia da Stephens che da BMO Capital Markets, che hanno alzato la raccomandazione fino a 60$/az. Per celebrare il 15 ° anniversario del fortunatissimo gioco “World of Warcraft”, ACTIVISION ha rilasciato una fedele ricostruzione della versione del 2006 preferita dai fan come “World of Warcraft Classic” . La mossa è stata sensazionale in quanto decine di migliaia di giocatori - sia veterani che nuovi arrivati ​​- hanno aspettato per ore nelle code online per sperimentare la prima iterazione del gioco.

CTRIP.COM + 7,87%. La Società di viaggi cinese, tra le più grandi aziende turistiche al mondo, ha annunciato una partnership con Sua Altezza Reale il Duca di Sussex per lanciare “Travalist” piattaforma che affronterà le questioni urgenti nei viaggi nel mondo: minimizzare l'impatto ambientale, garantire che le comunità locali crescano in modo sostenibile, sostenere iniziative di beneficenza, favorire lo scambio interculturale e approfondire la comprensione reciproca tra i viaggiatori e i loro ospiti.

DOLLAR TREE + 7,98%. Nonostante la Società il 29 agosto u.s. ha riportato utili leggermente inferiori alle attese ed una “guidance” sui ricavi anch’essa inferiore, gli investitori stanno premiando la fase di ristrutturazione dei negozi, la chiusura di quelli non competitivi ed il riacquisto di azioni proprie che nella prima metà dell’anno fiscale ha portato ad un totale di ben 139,2 mln $.

INTEL + 7,40%. NVIDIA + 6,65%. MICRON TECH + 8,17%. Settimana di festa per le società del settore dei semiconduttori. Gli analisti avvertono che un rimbalzo dei prezzi dei chip di memoria (NAND) sta iniziando a diventare realtà. Pertanto le compagnie del settore ad iniziare da MICRON, WESTERN DIGITAL, ecc. potrebbero riportare gli utili al rialzo rispetto alle stime nel prossimo mese o giù di lì, secondo il team di analisti di semiconduttori Cowen & Co.

LAM RESEARCH + 8,27%. Il titolo guadagna in scia all’annuncio fatto la scorsa settimana circa l’aumento di $ 0,05 del suo dividendo trimestrale da $ 1,10 a $ 1,15 per azione ordinaria che il suo Consiglio di amministrazione ha approvato. Il pagamento del dividendo verrà effettuato il 16 ottobre 2019 ai detentori registrati il ​​1° ottobre 2019.

LULULEMON ATHLETICA + 10,0%. La Società di design e rivenditrice di abbigliamento tecnico sportivo che opera principalmente in Nord America e Australia, ha registrato guadagni nel 2° trimestre 2019 di 0,96 $/az. su ricavi di 883,4 mln $. La stima degli analisti per gli utili era di 0,89 $/az. su ricavi di 842,4 mln $. Il numero di utili inferiori è stato di $ 0,93 per azione. Il fatturato è cresciuto del 22,1% su base annua. Inoltre la Società ha dichiarato di aspettarsi utili del terzo trimestre da 0,90 a 0,92 $/az. su ricavi da 880,0 a 890,0 mln $. L'attuale consensus è per 0,89 $/az. su ricavi di 860,8 mln $. Infine la Società ha innalzato la propria previsione per l’anno fiscale 2019 dichiarando utili per l'anno fiscale da 4,63 a 4,70 $/az. contro i precedenti 4,51/4,58 $/az. e ricavi da 3,80 a 3,84 mld $ contro la previsione precedente di ricavi da 3,73 a 3,77 mld $.

NETEASE.COM + 9,33%. Previsioni ottimistiche per la Società cinese di giochi online e portale internet. In settimana ha venduto ad ALIBABA la propria piattaforma di e-commerce Kaola per circa 2 miliardi di dollari, a seguire la Società potrebbe trarre un gran vantaggio nel settore del “game clouding”. Molti analisti ritengono che il 5G e il cloud computing potrebbero "mettere una console di gioco nel cellulare" proprio come il 4G inserisce i DVD negli smartphone rendendo possibile lo streaming video. Dato che il mercato delle console di gioco vale decine di miliardi di dollari all'anno, c'è un enorme nuovo mercato da catturare per le aziende in quanto il mercato globale del cloud gaming dovrebbe crescere fino a 2,5 miliardi $ nel 2023 dai 387 milioni $ spesi nel 2018.

SYMANTECH + 5,46. La Società di sicurezza informatica che durante la settimana è arrivata a guadagnare fino al 10,84%, è al centro di una disputa circa la propria acquisizione da parte di una grande Società del Nasdaq (BROADCOM) ed alcune Società del private equity (Permira e Advent International). Il fatto è che SYMANTECH ha già accettato la proposta di BROADCOM per un totale di 10,7 mld $, ma la proposta delle due società, Permira che offre 26 $/az. e Advent che offre 27 $/az. è progettata per funzionare in tandem, con l'accordo di SYMANTECH, di vendere la parte separata della sua attività a BROADCOM, sebbene i dettagli esatti non siano ancora stati messi a punto. In uno scenario, SYMANTECH dovrebbe vendere le sue attività di consumo alle società PE dopo la chiusura dell'accordo con BROADCOM. Un'altra possibilità è che Permira e Advent acquistino l'intera azienda e poi vendano l'unità aziendale a BROADCOM in separata sede. Questo è quanto riportato dal Wall Street Journal.

ULTA BEAUTY – 27,63%. Purtroppo nei mercati non c’è pietà per nessuno, quello che lascia perplessi è la difformità di vedute sui dati di bilancio delle varie Società quotate. La scorsa settimana ULTA BEAUTY, con un fatturato cresciuto del 12% su base annua ed a parità di ricavi (1,7 mld $) con le attese degli analisti, ha riportato utili del 2° trimestre 2019 in leggerissima contrazione rispetto al consensus, 2,76 $/az. contro 2,79$/az., ma la spada di Damocle è entrata in azione quando hanno dichiarato di prevedere una diminuzione sia dei ricavi che del dividendo per l’anno fiscale in corso. Per quanto riguarda i ricavi dalla precedente stima di 7,56 mld $ si è passati ad una forchetta tra i 7,32 ed i 7,53 mld $, mentre per quanto riguarda l’utile, dalla precedente stima tra 12,83 e 13,03 $/az. si è passati a 11,86/12,06 $/az.

Questo grande ribasso non è neanche giustificato dal fatto che il titolo potesse aver subito un innalzamento dei valori negli ultimi mesi, anzi. Ma, come comunemente si dice, il mercato ha sempre ragione !



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Pagina a cura di Sandro Mancini

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