Portafoglio Rischio Contenuto: primo trimestre col botto


Nuovo appuntamento con il report free sull’andamento del nostro portafoglio Rischio Contenuto.
Si chiude il primo trimestre di questo 2021, segnato ancora dalla pandemia la cui campagna vaccinale in Europa ha fatto acqua da tutte le parti.

In questi mesi l’ennesimo avvicendamento al governo del nostro Paese ha portato Mario Draghi a ricoprire la carica di Presidente del Consiglio, e questo ci ha indubbiamente giovato. Basta guardare dove si trova il famigerato spread Btp/Bund…

Tutto bene, dunque?

Nemmeno per sogno. I mercati, di fondo, hanno proseguito la loro marcia al rialzo, rinvigoriti dalla partenza delle campagne vaccinali, ma lo storno tra febbraio e marzo ha fatto sorgere qualche preoccupazione. Soprattutto per il Nasdaq, che ha subito una brutta correzione.

La volatilità è quindi un po’ aumentata, e naturalmente anche il nostro portafoglio ha disegnato una lieve correzione, prontamente recuperata come di consueto. Inoltre, in questi mesi abbiamo avuto nuovi ingressi in portafoglio che stanno dando non poche soddisfazioni e che stanno dimostrando di fare il loro dovere sia in termini di performance sia in termini di equilibrio all’asset complessivo.

I massimi storici della curva cumulata dei profitti sono proseguiti con una buona regolarità anche in questo primo trimestre del 2021, come si può vedere dal grafico qui sotto. L’equity line continua a mostrare e rafforzare le sue caratteristiche, cioè regolarità di crescita, bassa volatilità negativa e pronto recupero dei drawdown.

Impressionante la salita dopo la breve correzione tra febbraio e marzo, che ha letteralmente sbriciolato il massimo storico di metà febbraio. Notevole anche la progressione, a maggior ragione se osservata su poco più di un semestre.

Infatti, a inizio settembre 2020 avevamo un valore di NAV pari a 101,44 per passare a 102,08 a fine anno. Oggi, dopo altri tre mesi, abbiamo un NAV pari a 103,61. La performance su base annua vola, e si attesta ad un +3,60% rispetto al +2,96% di fine 2020. Ottimo, come sempre, il rapporto rischio/rendimento, posto che la volatilità si posiziona in area 1%.

Pare quindi che anche il 2021 sia partito bene, e naturalmente confidiamo di proseguire su questa strada per l’intero anno. Naturalmente i mercati devono “collaborare”, poiché sappiamo tutti che se si imbarcano l’unica soluzione è scappare a gambe levate e mettersi in difesa. Per ora i segnali sono positivi e le prospettive anche a livello macro paiono incoraggianti. Teniamo gli occhi aperti e godiamoci il viaggio.

Concludiamo questo report free sulla rubrica Rischio Contenuto ringraziando i tanti nuovi abbonati che sono entrati a far parte della “famiglia” RC. Non c’è gratificazione maggiore nel vedere che il proprio lavoro è apprezzato e utile. Poter aiutare i risparmiatori ad investire bene è sempre stata la nostra vocazione. Benvenuti!

Linee guida per seguire al meglio il portafoglio Rischio Contenuto ed essere allineati all’operatività.

1) Il portafoglio Rischio Contenuto ha una strategia conservativa di base, attuata attraverso i migliori fondi in circolazione, capaci di creare valore nel medio lungo termine con costanza e movimentati solo quando necessario. Su questa parte del portafoglio si fa asset strategico nel vero senso della parola. Il portafoglio Rischio Contenuto deve garantire sempre il massimo controllo del rischio cercando di massimizzare la perfomance.

2) I fondi proposti sono tutti acquistabili su FundStore, hub di fondi gratuito che richiede solo delle fee fisse in base alla casa di gestione. Anche la vostra banca on line potrebbe avere (e spesso ha) questi fondi, ma se non dovesse renderli disponibili o renderli negoziabili solo con commissioni elevate, la soluzione è FundStore. Sappiamo di moltissimi lettori che la utilizzano con soddisfazione da tempo per cui è il modo migliore di attrezzarsi per seguire i segnali operativi sui fondi del portafoglio Rischio Contenuto.

3) Gli ETF inseriti in portafoglio sono tutti negoziati sul nostro mercato MTA, sezione ETF-Plus, per cui non ci sono problemi nella negoziazione di questi strumenti. Gli ETF sono destinati in parte sempre ad asset strategico, ma una quota variabile è destinata ad un’operatività in ottica tattica, quindi leggermente più dinamica. Non cambia il rapporto di rischio originario dell’intero portafoglio, che rimane sempre nei limiti stabiliti dal “mandato” Rischio Contenuto. Con questa parte del portafoglio si cerca di apportare maggior rendimento all’intero asset.

4) L’orizzonte temporale del portafoglio Rischio Contenuto è di medio/lungo termine nel suo complesso, perchè il suo scopo è far crescere un patrimonio in ottica di amministrazione del risparmio e non in ottica di trading mordi e fuggi.    

5) Nel Portafoglio Rischio Contenuto, sono inserite tutte le informazioni possibili circa l'operatività come: tipologia e caratteristiche del titolo, prezzo di acquisto, performance, valuta del titolo, controvalore dell'investimento per singolo titolo, peso del singolo titolo sul totale del Portafoglio, ecc.

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