Perché il delisting tramite fusione con società non quotata è un iter abbastanza lungo e costoso (in termini di advisor, legali, consulenti) ed inoltre diversi azionisti rimarrebbero a bordo non recedendo quindi non riuscirebbero ad avere il controllo totalitario. Inoltre ai prezzi attuali di borsa il recesso sarebbe superiore al prezzo di Opa. Con un rilancio viceversa probabilmente riuscirebbero a superare il 90% con un esborso aggiuntivo simile a quello che gli costerebbe l’iter di fusione ma soprattutto lo otterrebbero subito e non avrebbero più tra le scatole azionisti terzi. Questa cosa è particolarmente vera proprio perché detengono già oltre il 73% e quindi l’eventuale rilancio lo devono riconoscere solo a meno del 27% del capitale azionario.
Guido Bellosta è un trader privato e potrebbe detenere gli strumenti finanziari oggetto delle sue analisi risultando così in conflitto di interesse con i lettori.
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