Il direttore responsabile Emilio Tomasini è apparso su:

Il fondo della settimana: il portafoglio “all weather” che unisce bond governativi e crescita globale


Il fondo della settimana: il portafoglio “all weather” che unisce bond governativi e crescita globale

Negli ultimi mesi il mercato è passato da un’estrema all’altra con una velocità impressionante.

Prima l’euforia sull’intelligenza artificiale. Poi la corsa ai semiconduttori. Poi il boom delle infrastrutture energetiche, dei data center e di tutto ciò che ruota intorno alla nuova economia digitale.

Nel frattempo però, sotto la superficie, molti investitori hanno iniziato a farsi una domanda molto più concreta e probabilmente molto più importante:

come si costruisce oggi un portafoglio capace di resistere davvero ai diversi scenari di mercato?

Perché la verità è che negli ultimi anni tantissimi portafogli sono diventati sempre più complessi. ETF azionari globali, ETF tecnologici, ETF obbligazionari, ETF monetari, ETF sull’oro, ETF sull’AI. E spesso il risultato finale è un insieme difficile da gestire non solo finanziariamente, ma anche psicologicamente.

Ed è qui che entra in gioco il fondo della settimana.

Non un ETF speculativo costruito per inseguire il trend del momento. Non una scommessa aggressiva sull’ennesimo megatrend di mercato. Ma un fondo multi-asset globale che prova a fare una cosa molto più difficile: combinare crescita, protezione e gestione dinamica del rischio dentro un unico strumento.

Capital Group Global Allocation Fund (LUX)

Il prodotto è:

Capital Group Global Allocation Fund (LUX)
ISIN: LU1006075656

Si tratta di un fondo multi-asset globale a gestione attiva di Capital Group, una delle società di investimento storiche americane con oltre 90 anni di esperienza nella gestione patrimoniale globale.

Ed è proprio il contesto attuale a rendere questo prodotto particolarmente interessante.

Perché il fondo non investe semplicemente in azioni o obbligazioni. Cerca invece di costruire un equilibrio dinamico tra asset differenti, combinando azionario globale, bond governativi, corporate bond investment grade e gestione attiva dell’allocazione.

In pratica, è un fondo che prova a fare automaticamente ciò che oggi molti investitori cercano di fare manualmente utilizzando cinque o sei ETF diversi.

Con una differenza fondamentale: qui la gestione dell’equilibrio del portafoglio viene fatta in modo attivo.

Perché oggi il tema “all weather” sta tornando centrale

Negli ultimi mesi stanno tornando molto forti alcune parole chiave che fino a poco tempo fa sembravano quasi dimenticate:

“all weather portfolio”, “asset allocation”, “difesa”, “resilienza”, “gestione del rischio”.

Ed è normale.

Perché dopo anni di rally quasi lineare della tecnologia, il mercato sta lentamente tornando a ragionare su un concetto molto più antico ma incredibilmente attuale: la diversificazione vera.

Non quella teorica da manuale universitario.

Quella che serve davvero quando arrivano volatilità, recessioni, tensioni geopolitiche o shock improvvisi sui tassi.

Ed è proprio qui che un fondo multi-asset ben costruito può diventare interessante.

Cosa ha dentro davvero

La parte azionaria del fondo punta soprattutto su grandi società globali di qualità, aziende con forte capacità di generare utili, pricing power e business relativamente solidi nel tempo.

La parte obbligazionaria invece serve per costruire una componente più difensiva attraverso bond governativi e corporate investment grade, con l’obiettivo di contenere parte della volatilità nelle fasi più difficili del mercato.

Ed è qui che il prodotto cambia completamente prospettiva rispetto ai classici ETF tematici di cui abbiamo parlato nelle ultime settimane.

Il punto non è cercare il massimo rendimento possibile nel minor tempo possibile.

Il punto è cercare un equilibrio sostenibile tra crescita e stabilità.

Performance: numeri solidi senza effetto “meme stock”

Secondo i dati Morningstar e Capital Group, il fondo ha costruito nel tempo una performance relativamente stabile rispetto a molti prodotti puramente azionari.

I rendimenti recenti si collocano indicativamente nell’ordine di:

  • circa +9% a 1 anno,
  • circa +23% a 3 anni,
  • circa +40% a 5 anni.

Numeri che naturalmente non hanno la velocità esplosiva degli ETF legati all’intelligenza artificiale o ai semiconduttori, ma parliamo comunque di un 8% annuo, che non è niente male per un fondo che sa difendersi. 

Ma qui il punto è diverso.

Questo fondo non nasce per inseguire l’hype del momento.

Nasce per cercare di attraversare scenari macroeconomici molto diversi tra loro senza dipendere completamente da un unico settore o da una sola narrativa di mercato.

Sharpe Ratio, Ulcer Index e Martin Ratio: quando conta la qualità del rendimento

Ed è qui che il discorso diventa particolarmente interessante.

Molti investitori guardano soltanto ai rendimenti finali. Ma spesso la vera domanda dovrebbe essere un’altra:

quanta volatilità bisogna sopportare per ottenere quei risultati?

Lo Sharpe Ratio misura proprio questo: la qualità del rendimento rispetto al rischio assunto.

Secondo le metriche Morningstar, il fondo mostra un profilo di volatilità generalmente più controllato rispetto a un azionario globale puro, grazie alla presenza della componente obbligazionaria.

Ma esistono anche indicatori ancora più interessanti, soprattutto per chi guarda alla tenuta psicologica del portafoglio nei momenti difficili.

Ulcer Index e Martin Ratio, ad esempio, non osservano soltanto la volatilità giornaliera. Guardano soprattutto alla profondità dei drawdown, alla durata delle fasi negative e alla capacità di recupero del fondo.

Ed è proprio qui che molti prodotti multi-asset tendono a fare la differenza.

Perché magari non sono quelli che corrono di più durante le fasi speculative. Ma spesso riescono a gestire meglio le fasi in cui il mercato smette improvvisamente di salire in linea retta.

Il rischio vero

Naturalmente il rischio non scompare.

Quando salgono rapidamente i tassi, oppure quando azioni e obbligazioni iniziano a scendere contemporaneamente, anche i fondi multi-asset possono soffrire.

E nelle grandi fasi di euforia tecnologica il fondo potrebbe tranquillamente sottoperformare rispetto agli ETF growth più aggressivi.

Ma è perfettamente normale.

Perché il suo obiettivo non è massimizzare l’adrenalina.

È cercare una crescita più stabile e sostenibile nel tempo.

Conclusione

Negli ultimi mesi abbiamo parlato molto di AI, semiconduttori, infrastrutture, elettrificazione e rotazioni settoriali.

Ma il mercato oggi sembra stia aprendo anche una riflessione diversa.

Forse il problema non è trovare l’ennesimo ETF da aggiungere in portafoglio.

Forse il vero problema è costruire un portafoglio capace di sopravvivere a mercati molto diversi tra loro.

Ed è qui che prodotti come il Capital Group Global Allocation Fund diventano interessanti.

Non perché promettano performance miracolose.

Ma perché cercano di affrontare una delle sfide più difficili per qualsiasi investitore:

combinare crescita, protezione e gestione del rischio dentro un unico strumento.

In altre parole:

meno confusione.

Più asset allocation.

Più strategia.

Più resilienza.

L'autore del presente articolo è un trader privato e detenendo gli strumenti finanziari oggetto delle sue analisi potrebbe essere in conflitto di interesse con i lettori.
Il nostro giornale rispetta la Carta dei Doveri dell’Informazione Economica clicca qui >>
Informativa metodo clicca qui >>

Non accontentarti solo degli articoli Free!

Registrati gratuitamente e avrai accesso senza limitazioni ai servizi premium per 7 giorni!