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Un diamante è per sempre. O nel lungo termine?


Un diamante è indistruttibile, l’amore un po' meno e la sua durata forse è assimilabile al lungo termine. La famosa crisi del settimo anno in genere non porta subito alla separazione che sembra avvenire con alcuni anni di ritardo. Questa durata dei sette anni compare in contesti profetici e storici. Banca d’Italia ne parla riguardo agli investimenti e scrive:” non ci sono definizioni precise, ma di solito per breve termine si intende un periodo inferiore ai due anni, per medio termine un periodo dai due ai 5 o 10 anni e per lungo termine un periodo dai 5 o 10 anni in su… l’intero ciclo finanziario … che alcuni autori indicano durare in media 7 anni”.

Ma quanto è lungo il lungo termine? È un tempo uguale per tutti? Quali sono le variabili che ne prolungano o accorciano la durata?

La storia ci dice che, dagli anni 30, chi detiene per un periodo di sei anni un investimento azionario ha una probabilità di circa il 85% di registrare una performance positiva. Dopo nove anni diventa del 90% e sale ancora dopo 11. Il lungo termine rimanda al “long” di chi va lungo e compra asset azionari, al contrario di chi va short, cioè va corto, ossia al ribasso. Dopotutto i mercati finanziari nascono per premiare il long rispetto allo short come vuole la filosofia degli indici come il Dow Jones o il Nasdaq che prevede di eliminare i titoli deboli per rimpiazzarli con quelli forti.

Molti risparmiatori conoscono una frase che, a volte, genera in loro ricordi spiacevoli: “non si preoccupi, investa in questo fondo e lo tenga nel medio lungo termine”. Se l’argomento in questione non ha una durata definita è lecito ricevere questa risposta, buona in tutte le occasioni: la soluzione a tutti i mali. Una risposta sgradevole per quel 30/40% di italiani ansiosi ed insonni che investono a lungo termine ma si spaventano nel breve termine ed, in preda ai dubbi, controllano ogni giorno il portafoglio.

Allora il lungo termine non è un luogo, né una data di scadenza ma diventa il tempo necessario perché i mercati facciano il loro lavoro e perché l’investitore riesca a non sabotarlo. Un investimento nato con un orizzonte di 5 anni può trasformarsi, per forza di cose, in un viaggio lungo il doppio o il triplo. Pensiamo a chi ha comprato il Nasdaq nel 2000, avrebbe dovuto aspettare 15 anni per tornare in pari. Magari, dopo questa lunga e penosa attesa, come spesso accade, non è stato nel lungo termine al quadrato rinunciando a lauti guadagni. Un diamante è per sempre, il Nasdaq no ed altri mercati come il Giappone e l’Italia hanno storie peggiori da raccontare.

Chi invece è entrato nel 2003 con la stessa prospettiva, ha raddoppiato in due anni. E dopo 5 anni avrebbe avuto, largo circa, gli stessi soldi. Come nei lavaggi sbagliati il lungo termine si è ristretto.

Sorge spontanea una domanda: c’è una stagione specifica per fare la semina di medio lungo termine? Certamente i periodi di fine orso sono eclatanti. Quelli veri, con tre sezioni di discesa sopra il 20%, li abbiamo visti nel 2003, 2009 e 2022. Quello del covid era un altro animale, un pò meno feroce e bisognoso di tornare in letargo dopo un mese. Catalano avrebbe detto:” meglio guadagnare tanto aspettando 5 anni piuttosto che guadagnare poco aspettando 10 anni”.

Il concetto di durata cambia profondamente anche in base alla cultura. Un investitore italiano e uno americano risponderanno in modo totalmente diversa alla domanda sulla durata del lungo termine. In USA si ragiona su orizzonti che superano spesso la stessa aspettativa di vita per cui si sceglie l’affidabile ed efficiente S&P. Per quantificare la quota di azionario una volta si usava la regoletta 90 meno l’età. Oggi si è passati a 110 meno l’età. L'investitore italiano, storicamente ancorato al mattone e ai titoli di Stato, percepisce i 10 anni come un'era geologica, faticando a tollerare le oscillazioni dell'azionario globale.

Allora il lungo termine esiste davvero, o esiste solo la nostra capacità di restare investiti abbastanza a lungo? In definitiva, mentre un diamante è per sempre, le domande che il lungo termine ci pone rimangono aperte. Sembra di capire che non sia un numero fisso, ma un orizzonte che dipende da obiettivo, mercato, tolleranza psicologica e coerenza con i propri obiettivi. Inoltre non conta solo quanto dura il lungo termine, ma quanto rischio si è disposti a sopportare, magari pure ad aumentare, mentre si attraversa.

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