Come ci ricordava l’altro giorno il nostro Guido Bellosta, da un po’ di tempo c’è scarso interesse (o scarsa propensione) ad investire in quelle piccole e medie realtà aziendali che poi, da sempre, hanno costituito la parte ricca del nostro tessuto industriale / imprenditoriale.
Nell’era delle grandi IPO e delle quotazioni alla borsa dei matti delle varie aziende interessate da AI e strutture ad essa collegata, sfuggono all’attenzione generale alcune operazioni che di sicuro non porteranno risultati nel breve termine, ma che in prospettiva possono davvero rappresentare un investimento di tutto rispetto.
A questo giro mi piace portare alla vostra attenzione la realtà di due aziende: Innovatec ed Haiki+, due “titolini” che scambiano davvero poco su Borsa italiana (a livello settimanale la sommatoria delle due non arriva al milione di euro), ma che incarnano bene il “savoir faire” italico e che hanno fissato traguardi ed obiettivi ambiziosi nella loro mission. Ma vediamo di analizzarle e conoscerle.
Haiki+ è una realtà davvero giovane, almeno da un punto di vista legale. Nasce a Gennaio dello scorso anno da uno spin-off di Innovatec, e si occupa della fornitura di servizi di gestione dei rifiuti (mia personalissima opinione: uno dei business più interessanti già da tempo). Offre impianti di riciclaggio, smaltimento di rifiuti non recuperabili, gestione di prodotti a fine vita e recupero e valorizzazione dei materiali. La società ha sede a Milano così come del resto Innovatec. La quale, invece, si occupa della fornitura di servizi di gestione e manutenzione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Al suo interno troviamo diverse unità aziendali: Efficienza Energetica, Integrazione di Sistemi, Automazione degli Edifici e Gestione e Manutenzione. L'azienda è stata fondata nel 1960 e recentemente ha avviato un aumento di capitale passato decisamente sottotraccia benché volto non a “sistemare i conti” come spesso accade, bensì per operare una fusione per incorporazione dell’azienda ESI spa. Così facendo viene a crearsi un operatore più grande e integrato nel settore delle energie rinnovabili e dell'efficienza energetica. Si tratta quindi di un’operazione positiva in quanto le nuove risorse entrano sotto forma di capitale di rischio (equity), e ciò permette di rafforzare la struttura patrimoniale della società migliorando, al tempo stesso, i rapporti di leva finanziaria senza appesantire il conto economico con nuovi interessi passivi. Senza contare che l’azionista di riferimento, Sostenya Group srl, si è impegnata in forma scritta a coprire tutto l’inoptato (ovvero tutti i diritti non esercitati) azzerando così il rischio di esecuzione dell’aumento. Ciò a dimostrazione che l’azionista di controllo crede fortemente nel piano industriale post-fusione.
Ma come stanno messe queste due realtà da un punto di vista di quotazioni? In verità lo spin-off dell’anno scorso è stato da subito apprezzato, con Haiki+ partita da € 0,78 ed arrivata ad € 1,00 nel giro di pochi giorni. Poi interesse e quotazioni sono rapidamente scesi fino alla scorsa estate, periodo in cui il titolo ha rivisto le quotazioni iniziali. Ma con l’inizio dell’autunno questo ritrovato entusiasmo ha lasciato spazio ad un ritraccio fino a conseguire a marzo un doppio minimo a € 0,45 replicando così la quotazione vista la primavera 2025. Dati finanziari per ora ne abbiamo pochi e poco significativi, ma il fatturato è aumentato e la stima per quest’anno e quelli a venire è di una progressiva crescita, così come gli EPS che già da quest’anno vedranno un significativo incremento. Le previsioni sull’andamento del titolo sono comunque positive: personalmente non voglio sbilanciarmi su questo genere di titoli sottili, ma da un punto di vista imprenditoriale mi sembra davvero una realtà con belle potenzialità, cinque settori su cui operare ben definiti (personale aumentato del 40%!) e obiettivi ben definiti da qui al 2030.
Ora come ora è chiaro che stiamo parlando quasi di una scommessa, ma dai minimi di marzo stiamo vedendo dei minimi e dei massimi crescenti. Una chiusura su scala settimanale sopra la media mobile a 50 periodi (linea azzurra) potrebbe rappresentare una reale inversione di tendenza per provare a spingere il titolo almeno verso i massimi dello scorso settembre e poi chissà … I bilanci ci aiuteranno a capire strada facendo.
Innovatec, invece, ha accusato lo spin-off tanto che dagli iniziali € 0,40 post operazione è arrivata a quotare € 0,1656 all’inizio dell’estate scorsa. Luglio scorso ha visto un recupero di oltre il 60% da quei minimi, ma successivamente il titolo è tornato progressivamente verso i minimi del 2025.
Fino a quando, appunto, è scattato il discorso dell’aumento di capitale finalizzato ad acquisire un’altra azienda del settore per creare una realtà con maggiori potenzialità. E da lì, su scala daily, forse qualcosa ha iniziato a muoversi.
I numeri, di circostanza, non sono belli: lo spin-off è stato fatto in primo luogo per valorizzare Haiki+, mentre per Innovatec la strada di un nuovo sviluppo aziendale è decisamente più lunga e complessa e probabilmente già contemplava l’acquisizione di ESI spa. Le metriche di profittabilità sono ancora (gioco forza) negative, ma c’è il dato del margine lordo che non ha mai visto il segno negativo e che sul corrente vede anche un dato moderatamente di rilievo (positivo di un 30% circa), con una previsione degli EPS interessante per il 2026 e una previsione di fatturato per i prossimi due esercizi in crescita, specie per il 2027. Anche qui difficile fare previsioni per una – nei fatti – nuova realtà in fase di sviluppo. Ma, da imprenditore, queste sfide mi intrigano parecchio e potrebbero anche dare risultati sorprendenti senza dover attendere tempi biblici. D’altronde il settore ha delle oggettive potenzialità che, se sfruttate a dovere, potrebbero far progredire la nuova azienda molto rapidamente. E quando sul settimanale il titolo porterà l’attacco alla media mobile a 50 periodi (nei fatti sta congestionando da tempo su quella a 20), allora potremmo anche vederne delle belle e, chissà, tornare a prendere soddisfazioni da uno di quelli che chiamavamo una volta “titolini”.
Nei fatti due scommesse: una scissione per valorizzare Haiki+ e un’acquisizione per dare nuova linfa ad Innovatec. Forse per qualcuno potrebbe essere come puntare una fiche al casinò, per qualcun altro vedere come la nostra italica capacità imprenditoriale è ancora in grado di fare la differenza.
Semper fidelis.
L'autore del presente articolo è un trader privato e potrebbe essere direttamente interessato e quindi in conflitto di interesse con i lettori sugli strumenti finanziari da lui citati.
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