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Calo di Borsa non significa la fine del mondo: forse ci voleva ?


Prendere degli stop con il mercato che crolla è la peggiore situazione psicologica che ci possa essere per un investitore di Borsa. Ma c’è di peggio: se prendi lo stop sai che hai probabilità di recuperarlo, se prendi lo stop e il mercato gira al ribasso e non sai quando finisce la tendenza ribassista sai che tutto si sposta temporalmente verso l’infinito e questo terrorizza. Ora abbiamo la notizia negativa degli stop ma abbiamo anche quella positiva che io non vendo e non continuo a vedere segnali di tracollo dei mercati. Ritracciamento sì, ma non tracollo. E questo per una semplicissima ragione: il circo dell’Ai è forse finito, non so se per sempre ma almeno per ora. Ma il resto del mercato è in pieno vigore e lo si vede da come stamattina la Borsa Italiana ha reagito allo svarione di ieri sera a Wall Street.

Il grafico che più conta in questa situazione è quante azioni dell’Sp500 sono sopra la media a 200 giorni: come vedete abbiamo raggiunto il massimo dei massimi e questo non è sicuramente un segnale ribassista.

Se poi guardiamo l’SP500 vediamo come l’obiettivo della rottura del triangolo (markets tops produce markets drops) è a cavallo della media mobile a 200 giorni che tanto piace al mondo istituzionale e quindi possiamo ancora scendere.

Lo stesso sul Nadaq dove trovo ormai scontato il ritracciamento verso quota 24.000.

Se guardiamo il Dow Jones Transportation Index siamo ancora al rialzo con barre setetimanali in congestione.

Se guardiamo il Russell 2000 la trendline passa ancora lontana e siamo fuori pericolo.

Ed infine il nostro indice Ftse MIB 40 sul settimanale e sul daily: congestionato come capita raramente di vedere e sappiamo che le congestioni lunghe e strette (e tanto più sul settimanale) non sono il prodromo di un crollo. Di seguito il grafico giornaliero:

Conclusione: siamo ad agosto e ci tocca soffrire, mercato rarefatto e poche idee, movimenti esplosivi di breve durata come ci è capitato di vedere su diversi titoli.

La pazienza è una dote insostituibile in Borsa.

L’autore del presente articolo è iscritto all’Ordine dei Giornalisti e non detiene gli strumenti oggetto delle sue analisi.
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