Il direttore responsabile Emilio Tomasini è apparso su:

Paolo: “il prezzo del BTP non conta, tanto ho la cedola”.


Mantra buono: “Cosa posso apprezzare in questo preciso momento?”. Mantra cattivo: adesso cosa ordino online? Mantra pericoloso:

“compro BTP senza guardare il prezzo, tanto ho la cedola”.

I Titoli di Stato vanno perché la cedola piace (va) ma logica vuole che si faccia attenzione al prezzo di acquisto del BTP “che può confermare o ribaltare” il rendimento effettivo netto dell'investimento.

Esempio:”un BTP per sette risparmiatori”. Tutti e sette comprano, in anni diversi, lo stesso titolo il BTP 01 feb 2037 IT393465 che ha una cedola del 4% lordo ma ognuno ha un rendimento effettivo netto diverso in quanto cambia il periodo di acquisto ed il prezzo.

Scopriamo chi avrà il rendimento effettivo netto migliore.

Aldo ha venduto casa a gennaio 2020, un motivo in più per continuare sulla strada del BTP e compra il 2037 a 135.

Paolo ha fatto la stessa cosa nel gennaio 2021 e lo compra a 143.

Carlo è stato indotto in tentazione nel gennaio 2022 allettato dal prezzo sceso a 131 e compra.

In questo periodo il rendimento effettivo netto girava in torno all1% scarso.

Giovanna nel gennaio 2023 vende l’appartamento e compra il famoso BTP 2037 a 95.

Enzo la copia nel gennaio 2024 ma trova il prezzo a 100.

Altrettanto fa suo cugino Giuseppe nel gennaio 2025 che compra a 107.

Carlo infine ha venduto un terreno a dicembre scorso ed a gennaio 2026 compra a 104.

Nonostante tutti possano raccontare la stessa storia: il mio BTP paga il 4%”, in realtà i rendimenti sono diversi, “milioni di milioni”. Il rendimento effettivo netto infatti varia in funzione del prezzo di acquisto.

Tra i sette risparmiatori Giovanna ha il miglior rendimento effettivo netto che si avvicina al 4% netto.

Ci sono stati momenti, tipo la crisi del governo Berlusconi nel novembre 2011, in cui i rendimenti schizzarono alle stelle con il BTP 2037 che scese sotto 70. Poi il governo Monti risolse tutti i problemi dell’Italia e il BTP invertì la rotta per proseguire in area 130.

Negli ultimi 10 anni i governativi di mezzo mondo hanno avuto un rendimento medio composto prossimo allo zero considerando pure le cedole incassate. Largo circa se ci mettiamo l’inflazione hanno depauperato il capitale.

Ma prendiamo una risparmiatrice accorta come Cinzia che oggi analizza il btp 2037 ad un prezzo in area 99 con un rendimento effettivo netto del 3,70% circa.

https://www.rendimentibtp.it/

Cinzia non si fa influenzare dalle attese oltre il 60% di un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve. In effetti, dice Cinzia, il debito pubblico dei vari governi non è fuori controllo ed i tassi non sono saliti a causa della sfiducia verso gli USA.

Cinzia inoltre, leggendo il discorso di KW, che non sta per Kilo Watt ma per Kevin Warsh presidente FED, ha percepito che la priorità Warsh è di proseguire nella direzione di riportare l’inflazione al 2% visto che l’indice PCE è salito al 3,7%. Tutto questo in uno scenario in cui l’economia USA è solida, gli investimenti delle imprese crescono al ritmo più veloce dal 2021 e i profitti delle grandi società quotate sono aumentati di oltre il 20% nell’ultimo anno.

Insomma Cinzia non è poi così convinta che la FED aumenti ovvero che se aumento deve essere sarà una volta sola e di poco. Quindi, visto che Lagarde sembra intenzionata a fermare i rialzi al 2,50%, inizia fare un pensierino sui BTP.

In conclusione possiamo dire che la cedola conta ma è il prezzo che dice quanto rende davvero il BTP. Forse se eleviamo questo pensiero al rango di mantra il sig Rossi sarà più motivato in futuro ad approfondire l’argomento.

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