Il direttore responsabile Emilio Tomasini è apparso su:

FIFA, ansia e Asia.


La FIFA è l’organizzatore dei mondiali di calcio 2026, ma per molti risparmiatori fifa è anche sinonimo di paura quando leggono:

https://blog.ilgiornale.it/trading/2026/03/12/bruciati-miliardi-in-borsa/

La fifa, al di fuori del calcio, è diversa dall’ansia in quanto è una risposta a un pericolo presente e identificabile. Quando si vede un lupo si prova paura, una reazione automatica che, grazie al rilascio di adrenalina nel sangue, fornisce più energia rendendo il corpo vigile e preparato a reagire immediatamente.

L’ansia al contrario è uno stato di apprensione legato a una minaccia futura, incerta o immaginata che prepara ad affrontare possibili difficoltà o pericoli. Entrambe sono emozioni normali e svolgono un'importante funzione di protezione: la paura quando il pericolo è immediato, l’ansia quando il pericolo è solo possibile.

"Ho avuto un sacco di preoccupazioni nella mia vita, la maggior parte delle quali non è mai accaduta" M Twain. L'ansia diventa patologica quando la risposta è sproporzionata rispetto al reale livello di minaccia oppure persiste anche in assenza di un pericolo concreto. In questi casi può diventare invalidante e si manifesta con preoccupazione eccessiva, difficoltà di concentrazione, irritabilità. Può interferire con la vita quotidiana ed indurre a evitare situazioni percepite come minacciose limitando progressivamente le normali attività come giocare a calcio o recarsi al lavoro.

Molti risparmiatori in vari periodi hanno sottoscritto fondi azionari Asia e Cina perché, tra tutti i mercati mondiali, “il futuro è lì”. Paolo, ad esempio, può dire di aver avuto paura all’inizio, poi ansia infine di aver avuto la sensazione di stare a bagnomaria. Un’impressione simile a quella che si prova quando una parte imperfetta del nostro corpo ci accompagna da anni ed ormai fa parte di noi.

La Cina dal 2024 sta performando bene come tutta l’Asia. Di conseguenza logica vuole che, se non tutti, almeno una buona parte di fondi azionari Asia registri buone performance. Paolo è tra quelli che ne anno uno ottimo ed uno scadente e vorrebbe comprendere il motivo di questa differenza.

Desidera inoltre capire perché ancora non è tornato in pari sulla Cina. Ha perso però la voglia di controllare anche perché non esiste un unico indice in Cina: il CSI 300 è l'equivalente dello S&P500, il FTSE A50 ha le blue chip, il MSCI si allarga verso Hong Kong e USA ed è più Tech, lo Shanghai Composite sovrappesa banche ed energia.

Paolo ha subito gli eccessi ribassisti del 2012 seguiti da poderosi rimbalzi ai quali è seguita una lunga fase laterale, così si è assuefatto all’idea di stare a bagnomaria invece di guardare altri mercati mondiali.

Legge che in Asia va tutto bene, in Cina crescono le importazioni, i consumi interni sono deboli, il real estate è depresso, le imprese non ricorrono al debito; vi è un eccesso di risparmio, una rivalutazione del cambio, il Growth è messo meglio del Value ma i suoi fondi azionari Cina sottoperformano il resto delle borse emergenti e dei mercati mondiali.

È vero che “la volatilità è il prezzo che paghi per ottenere rendimenti superiori nel lungo periodo” come dice M House, ma nel caso della Cina il lungo periodo si sta allungando.

https://www.lombardreport.com/2026/6/24/un-diamante-per-sempre-o-nel-lungo-termine/

Ecco che, nella scelta dei mercati sui quali investire, assume importanza la validità dei segnali, l’attendibilità delle indicazioni tecniche e lo storico del gestore vs benchmark affinché, lungo il percorso, la paura cali, si dia un calcio all’ansia e si eviti di stare a bagnomaria.

Non accontentarti solo degli articoli Free!

Registrati gratuitamente e avrai accesso senza limitazioni ai servizi premium per 7 giorni!

Gli ultimi articoli di Marco Biagioli