Il toro corre da circa 1335 giorni, ha superato qualche meno 10% grazie al “fieno” fornito da una prolungata disinflazione, uno schiacciamento del costo del denaro fino a livello rasoterra, un’innovazione tecnologica lanciata che ha esaltato la produttività e amplificato i margini di profitto aziendali. Il tutto unito a valutazioni fondamentali di partenza che erano irrisorie, a finanze pubbliche ok che hanno agevolato una domanda addizionale ed ai salari che non aumentano mentre i profitti vanno sparati. L’orso ancora non si vede dalle parti dello S&P neanche con lo sguardo storto di Totò.
Il toro dovrebbe scorrazzare fino al 19 novembre prossimo per arrivare all’ottavo posto nella classifica della durata facendo registrare un nuovo massimo, dopo averne collezionati 24.
“Signori si nasce, e io modestamente lo nacqui” potrebbe dire il toro, come Totò in un famoso film.
Il toro è stato infatti il protagonista di questo splendido decennio che ha prodotto un ritorno medio annualizzato in termini reali, compresi i dividendi, sopra la doppia cifra percentuale. Quali fattori esogeni saranno in grado di ammazzare il toro e far uscire l’orso dalla tana? Forse un insieme di cose tipo: l’aumento eccessivo dei tassi, una crescita economica deludente, un’espansione dei profitti inferiore alla aspettative o un’euforia dilagante e via discorrendo. Al momento però la classifica è incompleta ed il toro occupa il palcoscenico da protagonista relegando l’orso in camerino.
Il toro Lautaro Martinez, centravanti dell’Argentina, è rimasto in panchina nella finale dei mondiali; come lui anche il toro di wall street si è incamminato verso il fresco della stalla. Ma neanche l’orso del S&P ha tanta voglia di sudare e fuori dalla tana non ci va, mentre suo nipote, l’orso dei semiconduttori, ha sferrato un doloroso graffio vicino al meno 20%: la soglia che separa le correzioni dal vero mercato ribassista.
Gli emergenti vanno giù di un meno 7% mentre nel S&P è in atto una rotazione guidata da energia, finanziari, salute e difensivi. Apple non ha AI, Capex e non semiconduce ma è nuovamente la società piu grande del Mondo. In sintesi abbiamo ancora 9 settori del S&P su 11 in rialzo, le azioni sopra la media mobile a 200 giorni stanno al 70% circa, il dottor Copper si è preso un’altra laurea in quanto viene utilizzato per scopi industriali collegati con la AI, lo S&P equiponderato si comporta bene e la Advance - Decline Line si inerpica sempre più in alto.
Disse Totò nella sua famosa lettera: “veniamo noi con questa mia a dirvi che c’è stata una grande moria di vacche”, bene al momento questo non sembra riguardare il toro su S&P.
Se è vero che è la somma che fa il totale
https://www.lombardreport.com/2026/1/26/la-somma-che-fa-il-totale/
allora devono ancora arrivare dati negativi per svegliare il malefico orso.








