Piano Bar : Quadro Tecnico del 2016-01-17


Piano Bar  di Virginio Frigieri

Quadro Tecnico del 17 Gen. 2016

Profondi livelli di pessimismo iniziano a manifestarsi tra gli investitori e su diversi indici di fiducia. Questo fa sicuramente parte, ed è normale, in un trend ribassista, ma il quadro non è ancora completamente compromesso. Se sulla maggior parte degli indici sono in pieno svolgimento scorribande dell'orso,  il Dow Jones e il Nasdaq Composite non hanno ancora rotto i minimi del 24 agosto e finchè questo non accade, alcune strutture d'onda alternative come quella del triangolo che abbiamo mostrato sull'articolo della scorsa settimana e ripostiamo qua sotto sono ancora possibili e non si possono non considerare. In questo caso alla conclusione dell'onda b di cycle mancherebbe ancora un'onda 5 che nel caso del Dow potrebbe arrivare in area 20.000 o forse più.

A parte il Dow e il Nasdaq, venerdi l'S&P 500 è sceso a 1857 ,8 punti rompendo il minimo del 24 agosto che era una decina di punti in più... e questo elimina l'ipotesi triangolo almeno da questo indice che va così ad allinearsi alla maggioranza degli indici in quella condizione.

Quello sopra dovrebbe dunque essere il modello d'onda definitivo (condizionale d'obbligo). Interessante notare come le due medie adattive eliminano parecchio le auto oscillazioni e quindi i falsi segnali che si innescano tipicamente con l'impiego delle medie normali. L'indicatore nella parte bassa invece è il frutto di una serie di rimaneggiamenti effettuati sull'indicatore di Larry William "Accumulation/Distribution" a cui Jeffry Kennedy ha applicato un Momentum a 40 periodi e due medie semplici a 10 e 30 periodi, valori da me arrotondati ai miei magici numeri primi 11, 29 per le due medie e 47 per il Momentum. L'Accumulation/Distribution di Larry William impiega i Volumi scambiati rettificandoli al rapporto tra il body della candela del giorno in esame ed il suo Range. I pallini in azzurro e magenta sono punti di Setup al rialzo ed al ribasso; i pallini Blu e rossi danno il segnale di buy e sell. Finchè il rialzo dei prezzi è sostenuto anche dai volumi, l'indicatore tende a muoversi in sintonia con l'andamento dei prezzi ed in questo caso la linea blu sottile con la linea verde più chiara forma degli uncini simili a quelli del MACD  utili per cavalcare il trend. Quando i volumi iniziano a calare ed i prezzi continuano a salire si formano delle divergenze come ben si vede nella zona delimitata dalle due linee verticali nere. In questo caso non si deve scappare dal mercato, ma occorre accendere un campanellino d'allarme che da lì in avanti la crescita dei prezzi è sempre meno sana, man mano che la divergenza aumenta. Come si vede bene poco prima della seconda linea nera verticale la linea verde chiaro rompe al ribasso la linea verde scuro ed in corrispondenza  dell'apice di onda b l'ha staccata nettamente. Per rispondere in parte al lettore preoccupato che è pieno come un uovo e vuole due parole...  l'impiego di questo indicatore anche abbastanza semplice avrebbe dato durante il periodo di tempo evidenziato in giallo la possibilità di uscire da mercato in tutta calma e in tutta tranquillità senza patemi d'animo e bagni di sangue ora difficili da evitare. Se esplodiamo lo stesso grafico a livello daily la situazione si presenta come sotto:

tralasciamo i pallini azzurri e magenta di Setup che avvisano quando la curva MOAD scavalla la verde spessa e concentriamoci sui pallini blu e rossi che segnano i momenti in cui entrambe le curve (la MOAD e la media veloce hanno scavallato. Il primo segnale di vendita arriva il 30 luglio (cerchio giallo a sinistra) e il 19 agosto la media adattiva verde conferma scavallando al ribasso le media adattiva magenta. L'8 Ottobre è di nuovo la media adattiva a dare un segnale rialzista sui prezzi confermato il 12 ottobre (due sedute dopo dal pallino blu nella sfera azzurra a centro grafico. Infine il 15 dicembre seconda sfera gialla sul MOAD confermato dalle medie adattive in due occasioni la prima 3 barre dopo ma con prezzi in contropiede e la seconda il 4 gennaio (freccia rossa a destra) supportato da due belle candele nere con un Major Gap netto in mezzo. Come si vede, saper leggere i grafici oltre a far risparmiare soldi elimina anche qualche mal di pancia...  per cui non stancatevi mai di studiare l'A.T. Chiudo la carrellata col Russel 3000:

Aggiungiamo per completezza di informazione che sul Nyse venerdi l'A/D ratio è stato di 0,201:1 con 535 titoli che hanno chiuso al rialzo contro 2665 che hanno chiuso al ribasso.e il TRIN (Nyse Trading Index) secondo Bloomberg è stato di 1,78 , un valore inferiore all' 1,98 del 6 gennaio che a sua volta risulta inferiore al 2,97 del 30 dicembre. A questo punto anche se la tendenza primaria resta al ribasso, bisogna stare attenti perchè in queste condizioni un rimbalzone contro trend ci sta tutto.

Rendimenti dei T-Bond

L'onda (2) sta continuando a diminuire trascinando i prezzi verso i supporti sottostanti. Il primi due supporti forti sono a 2,7449 e 2,6220, tuttavia segnalo che per avere un onda C uguale all'onda A i prezzi dovrebbero scendere in zona 2,50. Da seguire

Dollar Index e EUR/USD:

L'onda iii cerchiata è in fase di svolgimento e romperà presto al rialzo il massimo precedente per andare a concludere l'onda 5 di grado minor. Il target finale di quest'onda ben al di sopra del massimo del 2 dicembre a 100,51. Questo è lo sviluppo a cui do maggiori probabilità, tuttavia dobbbiamo sempre tener aperta la possibilità che che le cose vadano diversamente. Un calo sotto il minimo di onda ii cerchiata (97,190) aprirebbe un quadro tecnico diverso. Una possibile interpretazione alternativa potrebbe essere che l'onda (4) stia ancora evolvendo su uno schema più complesso per cui la fine di onda (4) dove l'abbiamo posizionata ora potrebbe essere on onda A e l'apice della 3 attuale un'onda B mentre la rottura al ribasso si di 97,190 darebbe la stura alla C che completata terminerebbe finalmente la (4). 

L'Euro muove in maniera quasi speculare al Dollar Index per cui se l'onda 5 Minor è in corso la prossima settimana deve iniziare a declinare, poi vale il discorso fatto per il dollar-index... se fosse errata l'interpretazione data sul dollar index anche questa andrebbe rivista.

Oro e Argento:

L'oro sta facendo sudare... il pulback si è fermato a vicino a 1071 (che è il 61,8% della gamba rialzista iniziata il 3 dicembre... c'è un ulteriore supporto a 1057 prima di tornare al punto di partenza. Il colpo di reni di venerdì lascia aperte le nostre speranze ma occorre che il rimbalzo prosegua attaccando il massimo precedente a 1.112 per poi spingere rapidamente verso le trendline blu in area 1.150 che rappresenta la vera resistenza da eliminare per spianare la strada verso 1307 e oltre. Se invece scenderà verso i due supporti evidenziati allora si dovrà prendere in seria considerazione lo spostamento della fine di onda A cerchiata su minimi inferiori.

14,65 è la resistenza da rompere se vogliamo sperare di vedere una più decisa spinta rialzista, dell'argento mentre la non tenuta di 13,72 farebbe propendere per un triangolo di quarta che andrà a generare un v cerchiata più in basso di dove è posizionata ora.

alla prossima.