Azioni con dividendi mensili: un prodigio che comporta qualche azzardo


Oggi ne analizziamo cinque, tutte statunitensi, dove questa formula è diffusa e apprezzata. Quanto rendono e come gestirle.

Cedole & dividendi

Sono certamente una nicchia e appartengono ad ambiti un po’ particolari, dove i profitti accumulati risultano elevati e come tali distribuiti mensilmente grazie a elevati flussi di liquidità. Le azioni a dividendo pagato ogni trenta giorni sono inevitabilmente Usa e piacciono agli investitori d’oltre Oceano per la continuità di cash elargito, il che avviene d’altra parte anche per le “shares” ad alta capitalizzazione, data la prassi dell’erogazione trimestrale. Il numero di azioni con “monthly dividend” è significativo ma noi ne abbiamo selezionate oggi cinque fra le più rilevanti nell’ambito di quelle a elevato yield. (1) = Quotazione giorno 19 giugno.

1°) Capitala Finance

E’ una finanziaria particolare: fornisce capitali a piccole e medie società sotto forma sia di prestiti sia di partecipazioni dirette con operazioni medie di importo da 10 a 50 milioni di $. Ha puntato molto sulla diversificazione e su nicchie, con una certa presenza nel settore delle biotecnologie.

Sigla

Mercato

Yield 2019

Yield 2018

Yield 2017

CPTA

Nasdaq

11,2%

13,9%

19,5%

P/e Ratio

Capitalizzazione

Consensus

Quotazione (1)

+/- da 1/1/19

11,5%

144 milioni Usd

Stabile

9,4 Usd

+31,4%

2°) Stellus Capital Investment

L’attività è simile a quella di Capitala, con partecipazioni in piccole e medie aziende allo scopo di svilupparne i business, in presenza di un mercato dei prestiti bancari troppo costoso o dell’impossibilità a quotarsi in Borsa, date le prevalenti modeste dimensioni.

Sigla

Mercato

Yield 2019

Yield 2018

Yield 2017

SCM

Nyse

9,9%

10,5%

10,4%

P/e Ratio

Capitalizzazione

Consensus

Quotazione (1)

+/- da 1/1/19

8,5%

258 milioni Usd

Positivo

14 Usd

+8,4%

3°) AGNC Investment

Si tratta di un Reit, cioè di un fondo immobiliare specializzato nel fornire mutui a società promosse soprattutto da Fannie Mae e Freddie Mac, imprese private ma con supporto diretto dello Stato centrale. Ne conseguono minori incognite rispetto ad altre tipologie di Reit. Si temeva che l’aumento dei tassi potesse comportare effetti negativi per AGNC, accrescendo il costo delle operazioni; ora però che il trend si sta invertendo questa rischiosità si riduce.

Sigla

Mercato

Yield 2019

Yield 2018

Yield 2017

AGNC

Nasdaq

12,0%

12,3%

10,7%

P/e Ratio

Capitalizzazione

Consensus

Quotazione (1)

+/- da 1/1/19

8,5%

8,9 miliardi Usd

Positivo

16,9 Usd

-3,5%

4°) Whitestone Reit

Un altro Reit. Spieghiamo il termine: sta per Real Estate Investment Trust e si riferisce a fondi immobiliari quotati in Borsa, agevolati fiscalmente. Whitestone si è specializzata in edifici dislocati in quartieri prestigiosi e destinati ad aziende con business poco aggredibili dall’e-commerce. Lo sviluppo negli ultimi anni è risultato di tutto rilievo.

Sigla

Mercato

Yield 2019

Yield 2018

Yield 2017

WSR

Nyse

8,8%

9,3%

7,9%

P/e Ratio

Capitalizzazione

Consensus

Quotazione (1)

+/- da 1/1/19

50,7

515 milioni Usd

Positivo

12,9 Usd

+5,5%

5°) Prospect Capital

Di nuovo una finanziaria ma che investe in azioni e obbligazioni di società a media capitalizzazione nei più diversi settori, con l’obiettivo di offrire agli investitori rendimenti non solo elevati ma anche stabili nel tempo.

Sigla

Mercato

Yield 2019

Yield 2018

Yield 2017

PSEC

Nasdaq

11%

11,5%

12,3%

P/e Ratio

Capitalizzazione

Consensus

Quotazione (1)

+/- da 1/1/19

19,8

2,4 miliardi Usd

Negativo

6,5 Usd

+3,6%

Consigli per una buona gestione

● Non sono azioni di primo piano e le relative capitalizzazioni in alcuni casi risultano modeste. Di questo occorre essere coscienti!

● Vanno gestite in un’ottica di lungo periodo, con l’incasso del dividendo che o viene destinato ad altro investimento più tranquillo o è ricollocato su una big share sempre Usa, per esempio una o due volte l’anno, al fine di godere di un indiretto effetto accelerativo dei rendimenti. La scelta di aumentare l’esposizione sullo stesso titolo è invece sconsigliabile, per evitare di accrescere il rischio.

● Naturalmente c’è l’impatto fiscale della doppia imposizione, che grava per circa un 40% sul totale del dividendo incassato ma, nel caso dei Reit, sono previste agevolazioni a monte negli Usa e quindi il peso complessivo si riduce.

● L’ipotesi di recuperare la parte fiscale relativa agli Usa non va presa in considerazione, dati gli importi logicamente non rilevanti collocati su azioni di questo tipo.

● Alcuni titoli prevedono degli anticipi di dividendo ogni mese e dei saldi a fine anno. Ciò può comportare storni e riattribuzioni. E’ quindi consigliabile impostare delle operazioni di lungo termine per massimizzare i profitti.

● Attenzione agli importi dei dividendi versati. Non tutte le piattaforme e/o intermediari sono puntuali da questo punto di vista.

● Il gioco vale la candela? Sì se si effettua un investimento modesto sul totale di un portafoglio (massimo 2-3%) e si punta al “buy and hold” (compra e tieni).

2 Commenti

I commenti dei lettori

2 Commenti

  • Lorenzo R.
    22 Giu 2019

    La rassegna proseguirà nelle prossime settimane e comunque aspetterei prima di posizionarsi uno sciacquone dei mercati. Tendenzialmente io preferisco i Reits, che sono più redditizi e mediamente solidi.

  • Paolo V.
    22 Giu 2019

    Lei ne consiglia qualcuno in particolare?

    Vandelli Paolo

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