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La professione del trader: quando la passione diventa un fuoco che scava dentro di te (FIVE)


Questa mattina, mentre girovagavo su Instagram, mi è capitata sotto gli occhi l’intervista a Gianni Matteucci, DJ di fama internazionale. Con Gianni abbiamo condiviso i banchi delle scuole superiori per cinque anni. Siamo stati vicini di banco, grandi amici, e tuttora lo restiamo. Uniti da una passione, da un fuoco che ci ha sempre spinto e mosso a fare passi, a fare grandi ricerche, a tracciare solchi profondi dentro di noi, alla ricerca di ogni informazione e di ogni spunto che potesse alimentare ciò che da ragazzini non sapevamo neanche direzionare.

A quattordici anni non sapevamo di certo quali sarebbero stati i nostri destini. Avevamo soltanto delle grandi passioni. Gianni ha sempre avuto la passione per la musica e, da quando lo conosco, ricordo un ragazzino che voleva fare il DJ.

Quello che allora, alla metà degli anni '80, non era neanche un lavoro.

Quando dicevi "voglio fare il DJ", ti guardavano e ti rispondevano: "Sì, ok, ma che lavoro fai?".

Se ci pensate bene, è la stessa identica cosa che accade a chiunque si avvicini al mondo del trading. Fare il trader è qualcosa che noi, nati nella generazione degli anni '70, avevamo soltanto visto nei film.

Oggi siamo i professionisti in voga del ramo, abbiamo fatto del trading una professione e un modo di vivere, ma tutto è partito da un sogno proiettato su uno schermo.

Riascoltare l’intervista di Gianni mi ha fatto riprendere contatto con la mia figura di ragazzino che, dopo aver visto un film americano che parlava di Borsa, sognava qualcosa che alle nostre latitudini poteva essere solo narrato al cinema.

Poi quel sogno è diventato una professione. Grazie a cosa? Grazie alle grandi innovazioni come Internet. Ai primi contatti con il trading grazie alle connessioni a 56k, alle attese snervanti davanti ai book che si aggiornavano in tecnologia push (una chimera, all’epoca) e alla necessità di aggiornare la pagina per vedere le nuove quotazioni. Ma prima ancora c’era stata la fila davanti alle banche con il Televideo.

Quel percorso, fatto di attesa e di fame di conoscenza, è lo stesso per Gianni e per tutti i ragazzi che hanno voluto perseguire le proprie passioni fino a trasformarle in professioni. Il consiglio che posso dare è uno solo: non mollare mai. Se credi nei tuoi sogni e nelle tue passioni, tutto si può realizzare. Devi avere fiducia in te stesso, perché andrai a scavare dovunque pur di attingere alimento alla tua mente.

Ascoltare Gianni mi ha ricordato quanto, nella vita, tre elementi – lavoro, amore e passioni – possano fondersi in un unico grande obiettivo, facendoti raggiungere traguardi inaspettati. Nel mio caso, questo ha significato andare alla ricerca di testi nelle più sperdute biblioteche o girovagare su Internet alla ricerca di una soluzione che mi permettesse di comprendere il trading.

Una soluzione a cui, per la verità, sono arrivato da solo, perché nessuno ti racconta mai come si diventa professionisti.

E' stata necessaria però una passione smodata, incredibile a ripensarci, quella passione che ti fa svegliare alla 7 del mattino e staccarti dal monitor alle 22.30 della sera tutti i giorni, per anni, mollare sfinito perchè non si è capito nulla e dopo 3 anni scoprire che quel sacrificio aveva aperto la mente a scoperte importantissime per fare del trading e dell'analisi finanziaria una professione. 

Ed ecco perché ognuno di noi ha una propria strategia, ma condividiamo tutti lo stesso percorso: quello dello scavare pur di arrivare all’obiettivo.

Se dovessi fare un discorso motivazionale ad una squadra di trader, parlerei più del supporto nello scavare piuttosto che della chiave magica.

Ogni professionista ha dei segreti che non racconterà mai, perché gli sono costati una vita di sacrifici. E non li regala, se non a un amico o a una persona talmente stretta a cui vuole fare il regalo della propria vita.

Il mercato stesso è un errore: l’importanza sta nello stop loss

In questa rivista posso però esprimermi e, settimana dopo settimana, fornirvi le mie interpretazioni sui movimenti di medio termine. Spessissimo abbiamo conseguito insieme dei traguardi, ma attenzione: chi segue questo blog lo fa a proprio rischio e pericolo. Io il rischio lo vivo tutti i giorni, ma ho uno stop loss, una barriera difensiva che mi protegge dagli errori. Perché tutti commettiamo errori, e anche perché il mercato stesso è un errore: subisce oscillazioni che sorprendono persino le più grandi sale di trading e gli algoritmi più sofisticati.

Non esiste il metodo perfetto, esiste la capacità di saper leggere i mercati.

Lo spunto che posso regalarvi questa settimana è sull’azionario americano. Vi racconto cosa farò io su questo titolo ai prezzi attuali.

FIVE BELOW (FIVE)


Interverrò soltanto a 168, con stop loss se dovesse scendere sotto questo livello.

Rientrerei poi a 140, sempre con stop loss se bucasse questo punto.

Se i punti verranno tenuti e presi come rimbalzo lascerò correre sempre con un occhio al sentiment generale.


Gli stop loss devono essere adeguati al vostro profilo di rischio personale.

Per concludere questo che articolo che assomiglia più ad un racconto personale, questa passione/professione racconta molto dell’animo umano: racconta le paure, l’eccitazione e le emozioni. Le stesse che il mio amico DJ prova a guidare e comprendere ogni volta che è chiamato a esibirsi dall’alto di una console.

L’utilizzo delle informazioni e dei dati come supporto di scelte personali è nella completa autonomia del lettore e pertanto solo quest’ultimo è responsabile delle proprie decisioni.

Fabio Tanevini è un trader privato e potrebbe detenere gli strumenti finanziari oggetto delle sue analisi risultando così in conflitto di interesse con i lettori.
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