Lo ammetto: vedere il Nasdaq segnare un nuovo massimo storico in questo clima geopolitico è stato sorprendente. Con il rumore di fondo di conflitti, tensioni commerciali e un'inflazione che non molla la presa, il mercato ha scelto la strada più inaspettata, quella di guardare oltre, spingendo l'indice tecnologico su vette inesplorate.
Ma passata la sbornia del record, è il momento di guardare la struttura tecnica, perché è lì che si nascondono le insidie e le opportunità reali. Il future del Nasdaq si sta avvicinando a un appuntamento cruciale: il tocco con quota 29.250 punti. Con la configurazione attuale del grafico, questo livello non è un numero a caso, ma rappresenta un target tecnico ben definito, un punto di approdo naturale di questo movimento.
Il bivio dei 29.250: pausa o trampolino?
Prepariamoci: i target, si sa, possono essere raggiunti con precisione chirurgica o essere leggermente infranti in overextension, innescando trappole sia per i compratori euforici che per i venditori in agguato. Di sicuro, però, area 29.250 sarà un punto di temporeggiamento. È qui che la battaglia tra chi vuole incassare e chi punta a un'ulteriore accelerazione si farà più accesa.
Questo livello agirà come un magnete e, una volta raggiunto, come uno spartiacque. La reazione dei prezzi in questa zona determinerà la prossima gamba del mercato. Una rottura decisa e confermata di questa resistenza spalancherebbe le porte a un secondo target, che a quel punto si sposterebbe molto, molto più in alto, su livelli che oggi sembrano quasi fantascienza ma che la tecnica, nel suo freddo calcolo, renderebbe assolutamente plausibili come proiezioni.
Oro: il pavimento a 4.400-4.500 regge, lo sguardo è in alto
Mentre l'azionario balla sui massimi, l'oro ha ripreso con convinzione la sua corsa, validando ancora una volta quel livello chiave che avevamo prefissato settimane fa. La fascia tra i 4.400 e i 4.500 dollari, che un tempo era un target ambizioso, ora è diventata a tutti gli effetti un solido pavimento per i valori attuali. Ha retto, ed è da lì che è ripartita la nuova fiammata.
La dinamica è chiara: finché l'oro si mantiene sopra questo supporto, la struttura resta saldamente rialzista. I target, inevitabilmente, restano ancora quelli dei vecchi massimi, un'area di prezzo che oggi appare come il punto di arrivo logico di un trend solido e giustificato da una domanda strutturale fortissima. L'obiettivo si conferma quindi in zona 5.500 - 5.600 dollari.
Avviso ai possessori di Ferrari: 250 euro è il muro della verità
Un capitolo a parte merita il titolo Ferrari, che avevamo già studiato e per il quale avevamo fissato un punto tecnico di riferimento assoluto. Parliamo dei 250 euro. Questo livello rappresentava, e rappresenta tuttora, l'ultimo limite per poter riprendere l'uptrend.
Finché il prezzo si mantiene sopra questa soglia, il punto funziona come un trampolino di rilancio, un'area di accumulazione dalla quale costruire nuovi gain e riprendere la corsa verso i massimi. Ma attenzione: se questo livello dovesse essere rotto al ribasso con convinzione, il copione cambierebbe radicalmente. A quel punto bisogna uscire dal titolo, senza esitazioni e senza cercare scuse. La rottura di quota 250 euro, in quel caso, sancirebbe l'ingresso in una dinamica pienamente ribassista, invalidando il setup rialzista e trasformando quello che era un supporto nella testa di ponte di una discesa ben più profonda.
È una di quelle situazioni in cui la disciplina fa la differenza tra difendere il capitale e subire il mercato. Soprattutto in un contesto come quello attuale, in cui i movimenti possono essere rapidissimi, avere un livello d'allarme predefinito e rispettarlo è l'unica ancora di salvezza.
La grande difficoltà: fare trading in un mercato schizofrenico
Delineare un quadro di medio-lungo periodo basato sull'analisi tecnica è un conto. Un altro, completamente diverso, è fare trading intraday in questo momento. Trovo l'operatività giornaliera estremamente complicata, e credo di non essere il solo.
Il problema è evidente: se nel lungo periodo i movimenti restano sorprendentemente molto correlati all'analisi tecnica (ecco perché target come i 29.250 del Nasdaq o i 5.500 dell'oro hanno senso), nell'intraday regna il caos. Assistiamo a movimenti talmente bruschi, violenti e scollegati da qualsiasi logica da mandare in crisi qualunque setup tecnico di brevissimo termine.
Ed è qui che entra in gioco la vera vittima di questo contesto: l'esercizio dello stop loss. In un mercato dove il prezzo può fare un'escursione dell'1% in pochi minuti per poi tornare indietro, per via di un titolo, di una dichiarazione o di un algoritmo impazzito, il rischio di essere fermati da un semplice "rumore" è altissimo. L'analisi tecnica intraday diventa un terreno minato, dove i falsi breakout e le trappole di liquidità sono la norma.
Probabilmente è proprio questo il motivo per cui i volumi, nonostante i nuovi massimi, appaiono tutto sommato non così straordinari e non paragonabili all'euforia del passato. La prudenza regna sovrana. Il mercato sale, i target di lungo ci danno una mappa, ma molti trader stanno scegliendo di restare a guardare dalle retrovie, consapevoli che in questo momento, nel breve termine, la logica e la tecnica possono essere spazzate via in un istante.
Fabio Tanevini è un trader privato e potrebbe detenere gli strumenti finanziari oggetto delle sue analisi risultando così in conflitto di interesse con i lettori.
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