Stellantis ha smesso di scendere. Non ha ancora ricominciato a salire. Ma qualcosa sotto la superficie sta cambiando.
Introduzione
Due settimane fa, questa rubrica lasciava il titolo in una zona di attesa: nessun setup operativo, un doji mensile che raccontava di compratori e venditori in equilibrio perfetto, e l'invito a monitorare i livelli chiave prima di agire. La settimana del 4 maggio ha risposto con una progressione ordinata: recupero sopra 6,50€ mercoledì 7, e una serie di minimi giornalieri crescenti che oggi è il dato strutturale più importante su cui lavorare.
Il close di venerdì 15 maggio è a 6,467€. Siamo a metà mese, con due settimane di borsa ancora davanti: troppo presto per parlare di chiusura mensile. Ma il dato che conta è un altro — dopo quattro mesi consecutivi di candele ribassiste (da gennaio ad aprile), maggio è per ora in territorio positivo. Non è una certezza, è uno stato di fatto provvisorio. Il mercato ha smesso di peggiorare.
La struttura che conta: tre minimi crescenti
L'elemento tecnico dominante di questo momento su Stellantis non è il prezzo corrente — è la sequenza dei minimi. Dal minimo del 23 marzo (5,306€), il titolo ha costruito due minimi successivi sempre più alti: 5,950€ il 30 aprile e 6,192€ il 13 maggio. Tre minimi crescenti consecutivi in meno di due mesi.
In analisi ICT, questa sequenza è la firma dell'accumulation istituzionale. Il denaro professionale non compra tutto in una volta — entra a ondate, difende i livelli, costruisce la base. Finché questa sequenza non si rompe con una chiusura sotto 6,192€, il bias costruttivo resta valido.
Il Quarterly Shift del 2° trimestre (Q2) lo conferma: il titolo è tornato sopra l'apertura trimestrale di 6,220€, che era il livello perno da recuperare. A inizio maggio era ancora sotto. Adesso è sopra, con una variazione positiva del +3,97% dal 1° aprile. Non è un rally — è un recupero del terreno perso. Ma è un recupero nella direzione giusta.
Fig_1 Grafico daily Stellantis N.V.
(clicca sul grafico per ingrandire)
Il cambio di narrativa: l'euro che si indebolisce
Nelle analisi precedenti, l'euro forte era il primo headwind citato per Stellantis. Con il 40-45% del fatturato generato in Nord America (Jeep, Ram, Chrysler, Dodge), ogni punto percentuale di rafforzamento dell'euro erode i margini in conversione. A fine aprile EUR/USD era a 1,17 e in salita.
Nelle ultime due settimane la dinamica si è invertita. L'EUR/USD è sceso a 1,163, segnando un -1,4% in venti giorni. Il contesto geopolitico — tensioni irrisolte attorno allo Stretto di Hormuz, aspettative di rialzi BCE per via dell'inflazione energetica — ha ridato forza al dollaro. Per Stellantis questo è un cambio di narrativa concreto: l'headwind FX che pesava nell'analisi di aprile si sta attenuando in modo significativo.
Il petrolio resta il problema aperto. Il WTI è a 101 dollari, stabile rispetto a inizio maggio ma ancora su livelli strutturalmente elevati. La correlazione inversa tra Stellantis e il crude oil è ai massimi recenti (-0,80 su venti giorni): quando il greggio sale, il titolo soffre. Finché il WTI non rientra sotto 90 dollari, è un freno che pesa.
Lo spread BTP-Bund è sceso a 77 punti base, ai minimi dell'anno. Il rischio-paese Italia non è un problema — anzi, la compressione dello spread è un segnale positivo per tutto il listino italiano.
Il paradosso si riduce, ma non scompare
Due settimane fa, la divergenza tra FTSEMIB e Stellantis era ai massimi: 67 punti percentuali di Dealing Range IPDA. Oggi si è ridotta a 35 punti. Il titolo ha recuperato terreno relativo, con un +4,2% nelle ultime due settimane contro il +1,8% dell'indice.
Il FTSEMIB nel frattempo ha toccato 50.050 punti il 14 maggio — nuovo massimo del Q2, nuovo massimo storico di periodo. Stellantis non ha partecipato a quei nuovi massimi. Non ha fatto un nuovo high di Q2. Il settore auto europeo (SXAE) è sostanzialmente fermo da inizio maggio. La divergenza non è scomparsa — si è solo ridotta.
Tuttavia, il Dealing Range IPDA a 40 giorni racconta qualcosa di importante: Stellantis ha superato per la prima volta l'equilibrio del range a quaranta giorni, passando in zona premium. È il primo segnale — ancora fragile — che la struttura di medio periodo sta cambiando orientamento.
Il buco di prezzo che blocca il passo
Venerdì 15 maggio Stellantis ha toccato il massimo settimanale a 6,792€, poi venerdì ha chiuso a 6,467€ con una candela di forte rigetto (-4,1%). Cosa ha fermato il titolo? Un buco di prezzo (FVG, Fair Value Gap) rimasto aperto durante la discesa del 27 aprile, nella fascia 6,687-6,800€. Il massimo di giovedì è entrato in quella zona, ha cominciato a "riempirla", poi si è fermato.
Tradotto: quella fascia è la prima resistenza attiva. Chi aveva venduto in quella zona ad aprile ha difeso le proprie posizioni. Finché il titolo non supera 6,800€ con una chiusura convincente, il buco di prezzo è il tetto. Sopra 6,800€ si apre lo spazio verso 6,941€ — la zona dove convergono la resistenza istituzionale settimanale e l'area di maggiore concentrazione di ordini, il livello che se superato conferma definitivamente la struttura rialzista.
Il setup: long condizionale in pullback
Il setup operativo per la settimana 18-22 maggio è un long condizionale — condizionale perché richiede un ritracciamento che non è ancora avvenuto.
La candela di rigetto di venerdì e la chiusura a 6,467€ dopo il massimo di 6,792€ suggeriscono che lunedì potrebbe aprire in debolezza, con un ritracciamento verso l'area 6,25-6,35€. In quella fascia si trova un buco di prezzo rialzista rimasto aperto durante il rimbalzo di inizio maggio — una zona che il mercato ha saltato verso l'alto e che tende a essere rivisitata come supporto. Se il titolo arriva lì e mostra una reazione rialzista (una candela che apre in calo e chiude in recupero, con il close sopra 6,40€ - PO3), il setup si attiva.
Entry: area 6,25-6,35€ Stop Loss: 6,040€ — sotto il minimo di maggio. Se cede, la sequenza di quattro higher lows si rompe e il setup perde validità. Target 1: 6,941€ (resistenza istituzionale settimanale) Target 2: 7,533€ (massimo di aprile — alto Q2) Risk/Reward verso T1: 3,29:1 ✅ Distanza dallo stop: 3,4%
Se invece il pullback non arriva e il titolo apre in forza sopra 6,80€ lunedì, il setup in pullback viene saltato. In quel caso non si insegue il prezzo — si attende un consolidamento sopra 6,941€ come potenziale nuovo supporto.
Scenari per la settimana 18-22 maggio
Scenario Principale — Pullback e long (Probabilità: Media-Alta)
Ritracciamento verso 6,25-6,35€ con reazione rialzista e close sopra 6,40€. La sequenza di higher lows regge. La settimana chiude sopra 6,50€. Conferma STLAM: candela bullish con close sopra 6,40€ dopo il pullback. Target: 6,941€ → 7,533€. Invalidazione: close sotto 6,049€.
Scenario Espansione Diretta — Senza pullback (Probabilità: Bassa-Media)
Il titolo apre in forza e supera 6,800€ senza ritracciare. Target diretto verso 6,941€. Non si opera su questo scenario in breakout — si attende il retest di 6,941€ come supporto. Invalidazione: close sotto 6,40€.
Scenario Ribassista — Rottura della struttura (Probabilità: Bassa)
Il pullback si approfondisce sotto 6,049€. La sequenza di higher lows si rompe e il bias torna neutro-ribassista. Target: 5,950€ → 5,730€. Trigger: close sotto 6,049€.
Conclusione
Stellantis sta costruendo qualcosa. Non è ancora chiaro se sia la base di un'inversione reale o solo un rimbalzo tecnico in un trend strutturalmente compromesso. Ma i segnali che due settimane fa erano solo potenziali — i livelli chiave come spartiacque, la possibilità di minimi crescenti — si stanno concretizzando in struttura.
I livelli da monitorare: sopra 6,800€ si apre lo spazio verso 6,941€, il vero spartiacque. Sotto 6,049€ la struttura si rompe. In mezzo, l'area 6,25-6,35€ è il punto di ingresso ottimale — ma solo su pullback, non a inseguimento. L'euro che si indebolisce aiuta. Il petrolio che resta sopra i 100 dollari frena. Il Q2 ha ancora cinque settimane di vita: è lì che si deciderà se questo è un recupero o una partenza.
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L'autore del presente articolo è un trader privato e detenendo gli strumenti finanziari oggetto delle sue analisi potrebbe essere in conflitto di interesse con i lettori.
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