Il direttore responsabile Emilio Tomasini è apparso su:

Analisi ICT Stellantis: il Quarterly Shift perso e il doji che racconta tutto


Il titolo chiude il mese dove l'aveva iniziato. Ma quel "netto zero" nasconde uno dei mesi più turbolenti degli ultimi anni - e un Quarterly Shift che il mercato ha rifiutato.

Introduzione

Stellantis chiude aprile a 6,209€. L'apertura del mese era a 6,220€. Differenza: undici millesimi. Saldo netto: zero.

Ma chi guarda solo l'apertura e la chiusura perde il film. In mezzo c'è stato un rally del 21% fino a 7,533€ nelle prime tre settimane, seguito da un crollo del 18% in sei sedute che ha riportato il titolo esattamente al punto di partenza. La candela mensile risultante è un classico "doji" — una lunga ombra verso l'alto e una chiusura vicina all'apertura. Nei mercati, questa figura segnala una cosa sola: massima indecisione. Compratori e venditori si sono affrontati per quattro settimane e nessuno ha vinto.

Il dato che rende tutto più paradossale è il contesto. La borsa italiana vola: il FTSEMIB ha chiuso aprile a 48.246, in rialzo del 6,7% nel 2° trimestre (Q2). Sette mesi rialzisti su otto da settembre. Ma Stellantis va nella direzione opposta - quattro mesi consecutivi di candele mensili negative da gennaio ad aprile. Il settore auto europeo (SXAE) conferma la debolezza: -16% dai massimi di dicembre.

C'è poi un dato ICT che chiarisce la situazione meglio di qualunque altra cosa: il Quarterly Shift. Il 2° trimestre ha aperto a 6,220€ il 1° aprile - Stellantis è tornata sotto quella soglia. Il titolo aveva guadagnato il bias trimestrale rialzista con il rally di aprile, poi lo ha perso. Il denaro istituzionale è entrato, ha distribuito in area 7,50€, ed è uscito. Il Q2 è tornato in territorio neutro, esattamente dove il Q1 l'aveva lasciato.

Il paradosso: borsa ai massimi, Stellantis ferma

Questa divergenza è il dato strutturale più importante. Il FTSEMIB è in zona premium forte, con il Dealing Range IPDA a 20 giorni all'83%. Stellantis è in deep discount al 16%. La distanza tra i due - 67 punti percentuali di Dealing Range - è tra le più ampie registrate. E il discount non riguarda solo il lookback a 20 giorni: anche a 40 e 60 giorni Stellantis è nella metà bassa del range. Una cascata di timeframe che punta tutti nella stessa direzione.

Fig_1 Grafico daily Stellantis N.V.

(clicca sul grfico per ingrandire)

Tradotto: il denaro istituzionale sta comprando il mercato italiano ma non sta comprando Stellantis. E non è un caso isolato - l'intero comparto auto europeo è debole. Ma la magnitudine del sell-off su Stellantis è company-specific: nell'ultima settimana di aprile il titolo ha perso il 9,4% contro il -2,1% del settore. Quattro volte e mezzo la perdita del comparto.

Tre fattori pesano in modo specifico. L'euro forte a 1,17 comprime i margini sui ricavi nordamericani (Jeep, Ram, Chrysler, Dodge — il 40-45% del fatturato). Il petrolio sopra i 100 dollari aumenta costi e logistica, con una correlazione inversa ai massimi recenti. E la debolezza settoriale generalizzata dell'automotive europeo toglie il supporto di comparto.

Il livello chiave: 5,95€

Giovedì 30 aprile - l'ultimo giorno di contrattazione prima del ponte - il titolo ha toccato un minimo a 5,950€ per poi rimbalzare e chiudere a 6,209€. Quel rimbalzo intraday di 26 centesimi è il primo segnale di domanda dopo otto candele giornaliere consecutive al ribasso.

Il livello 5,95€ diventa lo spartiacque per la settimana entrante. Se regge, il titolo ha spazio per un rimbalzo tecnico verso la fascia 6,49-6,62€ - zona dove il 29 aprile è rimasto aperto un "buco di prezzo" (in gergo ICT è un inefficienza: un FVG + un NDOG). Quella zona coincide con la prima resistenza significativa. Se invece 5,95€ cede, il prossimo riferimento ribassista è 5,73€ (minimo di febbraio) e poi 5,30€ (minimo di marzo, dove il ribasso trimestrale aveva trovato il suo punto di esaurimento).

Sotto il close attuale esiste invece un supporto tecnico intorno a 6,03-6,20€: un'area aperta dal rimbalzo di fine marzo che il titolo ci sta ancora "sedendo" sopra. Finché il close resta al di sopra di quella fascia, la domanda residua tiene.

Un elemento potenzialmente positivo: il Crude Oil, che il 30 aprile aveva toccato 111 dollari intraday, è sceso a 102 il 1° maggio. Un rientro sotto 90 sarebbe un catalizzatore significativo per il titolo.

Perché non c'è un setup operativo

Dopo il mese di aprile il rapporto rendimento/rischio non giustifica un ingresso. Il titolo è compresso tra 5,95€ e 6,50€: un range di soli 55 centesimi che non consente un trade con R/R adeguato (minimo 3:1).

La struttura tecnica è ribassista su tutti i timeframe, con divergenza completa rispetto all'indice madre. Ma l'inversione trimestrale partita dai minimi di marzo - la trappola per orsi sotto i livelli del 2025 - non è ancora invalidata: il minimo del 1° trimestre (Q1) a 5,306€ non è stato violato. Finché regge, la tesi rialzista di lungo periodo resta tecnicamente in piedi.

In pratica: zona di decisione. Non è il momento di agire, è il momento di osservare.

Scenari per la settimana 4-8 maggio

Scenario Base — Consolidamento 5,95-6,50€ (Probabilità: Media-Alta)

Il titolo oscilla nel range tra supporto e resistenza. L'apertura Q2 a 6,220€ fa da baricentro. Chiusura settimanale sopra 6,50€ → quadro migliora, setup rialzista candidabile. Chiusura sotto 5,95€ → scenario ribassista prende il sopravvento.

Scenario Rimbalzo — Verso 6,50-6,60€ (Probabilità: Media)

Otto giornate consecutive al ribasso e un titolo in deep discount creano le condizioni per un rimbalzo tecnico. Il ponte del 1° maggio (tre giorni senza mercato italiano) potrebbe generare un gap-up lunedì se i mercati europei hanno tenuto nel frattempo. Target naturale: il buco di prezzo del 29 aprile in area 6,49-6,62€, con estensione a 6,74€ (equilibrio del range a 20 giorni) se quella zona viene superata. Attenzione: un rimbalzo tecnico verso un'area di resistenza non è un'inversione di tendenza.

Scenario Ribassista — Verso 5,73-5,30€ (Probabilità: Media-Bassa)

Se 5,95€ cede in chiusura, i target diventano 5,73€ e poi 5,30€. Sotto quest'ultimo livello la struttura rialzista trimestrale viene invalidata. Scenario che richiede continuazione della pressione da settore e petrolio.

Conclusione

Stellantis ha vissuto un aprile brutale mascherato da un saldo zero. Il doji mensile racconta la storia di un titolo che ha provato a ripartire e non ce l'ha fatta - almeno per ora. La borsa italiana è ai massimi, il settore auto europeo no, e Stellantis è il titolo che soffre di più nel comparto.

I livelli per la settimana: sopra 6,50€ il quadro migliora, sotto 5,95€ si apre il ribasso. In mezzo, attesa. Il rapporto rendimento/rischio non giustifica un ingresso operativo in nessuna delle due direzioni. La scelta prudente è osservare e aspettare che il mercato mostri le carte. Il Q2 ha ancora due mesi davanti — c'è tempo per un'opportunità migliore.

Per un glossario dei termini ICT clicca qui

L'autore del presente articolo è un trader privato e detenendo gli strumenti finanziari oggetto delle sue analisi potrebbe essere in conflitto di interesse con i lettori.
Il nostro giornale rispetta la Carta dei Doveri dell’Informazione Economica clicca qui >>
Informativa metodo clicca qui >>