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Obiettivo reddito – Inflazione al 3% e forse oltre: due antidoti a confronto


Ritorniamo su un tema già trattato ma che richiede un aggiornamento dopo le previsioni di un’inflazione 2026 di almeno il 3%. Due titoli di Stato italiani paragonati fra loro.

Il report di metà settimana

In Italia l'inflazione accelererà al 3% nel 2026, a causa dello shock energetico provocato dalla guerra in Iran rispetto all'1,6% del 2025. Lo rileva l'Ocse nell'Economic Outlook di giugno. Il prossimo anno la crescita dei prezzi al consumo tornerà invece ad avvicinare il livello obiettivo, scendendo al 2,2%.

Altre fonti prevedono però un’inflazione più alta, con picchi anche sopra il 4% su base annua.

Come proteggere un portafoglio? O meglio come trasformare una situazione così anomala in un’opportunità di reddito aggiuntivo? L’abbiamo già spiegato più volte: con dei bond “anti inflation”, preferibilmente a scadenza corta, al fine di cogliere il trend senza esporsi troppo in termini di durata residua. Oggi confrontiamo allora i due titoli di Stato italiani più adatti a tale scopo, ovvero il Btp Italia e il Btp€i.

Emissione

Btp Italia Ot2027 Eur

Btp€i 1,30% Mg2028 Eur

Isin

IT0005388175

IT0005246134

Tipo di indicizzazione

Il capitale sottoscritto è rivalutato semestralmente all’inflazione italiana, moltiplicando il suo valore nominale per la differenza tra il coefficiente di indicizzazione e il numero base 1. La remunerazione semestrale liquidata all’investitore è composta sia dalla cedola sia dalla quota di capitale rivalutato. Il tutto viene riconosciuto semestralmente

È legata all’inflazione europea e quindi all’indice armonizzato dei prezzi al consumo, con l’esclusione del tabacco;

il coefficiente di indicizzazione è dato dal rapporto tra il numero indice al pagamento della cedola e quello alla data di emissione;

il capitale è rivalutato direttamente alla scadenza e non semestralmente

Ruolo

Protezione veloce del potere di acquisto

Protezione del capitale

Hedge inflattivo su un qualsiasi patrimonio

Basso

Buono

Difetto

Registra un ritardo nel riadeguamento della cedola all’andamento dell’inflazione. Di qui il prossimo debutto del Btp Italia Sì, che annulla questa lacuna

C’è un rateo dell’inflazione antecedente che deve essere versato all’acquisto assieme al rateo della cedola base (in questo caso dell’1,3% anch’essa indicizzata però all’inflazione)

Gli altri

I Btp Italia sul secondario sono cinque, di cui il 2027 è il più corto

C’è anche un Btp€i più corto, il 3,1% settembre 2026, però troppo breve per svolgere un qualsiasi ruolo in questo contesto

Data emissione

28/10/2019

15/11/2016 (quindi allora decennale)

Data scadenza

28/10/2027

15/5/2028

Quotazione in corso

100,2 Eur

101,5 Eur

Stima yield

3,30%

3,15%

Quotazione massima anno

101,5 Eur

103,6 Eur

Quotazione minima anno

99,33 Eur

100,78 Eur

In sintesi: in previsione di un’inflazione in crescita ma temporanea il Btp Italia 2027 si conferma il più conveniente in un’ottica di breve periodo, sebbene il rendimento a scadenza sia inevitabilmente ancora non calcolabile con precisione.

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