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S&P500 sfonda quota 7.600, il Nasdaq si rialza dal proprio spavento — Analisi ICT


Mercoledì il Nasdaq buca da solo i minimi di fine giugno e si riprende nel giro di poche ore. L'S&P chiude sopra una resistenza che lo respingeva da tre settimane. Il Dow, che sembrava inarrestabile, chiude l'unico in rosso: è la terza staffetta di leadership in un mese.

La prima settimana piena di luglio ha ribaltato il copione delle due precedenti. ES (E-Mini S&P500) ha chiuso a 7.620,25, +1,22% sulla settimana; NQ (E-Mini Nasdaq100) a 30.032,25, +1,61%. Numeri solidi, ma il dato interessante non è la performance settimanale — è come ci si è arrivati. Mercoledì 8 luglio il Nasdaq è sceso sotto i minimi di fine giugno, unico dei tre grandi indici a farlo, mentre S&P e Dow tenevano minimi più alti nella stessa identica giornata. Poche ore dopo il Nasdaq aveva già recuperato tutto, e nelle due sedute successive ha guadagnato quasi il 4% dal minimo.

Della serie: la rottura più vistosa della settimana è durata meno di una giornata di contrattazione.

La scivolata di mercoledì, durata poche ore

Nelle ultime due settimane avevamo raccontato di non-conferme sui massimi — il Dow che saliva da solo mentre tech e S&P restavano indietro. Mercoledì lo schema si è ribaltato, stavolta sui minimi. Il Nasdaq è sceso a 28.909,75, sotto il riferimento di fine giugno (29.160,50): sulla carta, una rottura ribassista. Ma né l'S&P né il Dow lo hanno seguito — entrambi hanno segnato un minimo più alto nella stessa seduta. Tradotto operativamente: quando lo strumento più debole rompe un livello da solo e il resto del mercato non lo conferma, è tipicamente un segnale di raccolta di liquidità in esaurimento del ribasso, non l'inizio di una nuova gamba giù. Ed è esattamente quello che è successo: il Nasdaq ha chiuso la stessa seduta di mercoledì già sopra il vecchio minimo.

Un dettaglio che rafforza la lettura: i semiconduttori, il comparto più venduto di fine giugno, avevano già smesso di scendere il giorno prima — martedì 7, con un minimo a 11.960 mai più rivisto. Il comparto più debole si è fermato per primo, e il resto del mercato lo ha seguito. È una sequenza più solida della distribuzione ribassista che avevamo descritto due settimane fa: qui la manipolazione è avvenuta sui minimi, non sui massimi, ed è stata immediatamente respinta.

Fig_1 Grafico daily E-Mini S&P500 ed E-Mini Nasdaq100

(clicca sul grafico per ingrandiree)

Daily chart ES1! NQ1!

Il Dow vince e perde nella stessa settimana

Martedì 7 luglio il Dow Jones ha segnato il suo terzo massimo storico in tre settimane, a 53.656 sul future. Poi ha chiuso la settimana in calo dello 0,5%, l'unico dei tre grandi indici in rosso, mentre S&P e Nasdaq salivano e i semiconduttori rimbalzavano del 2,7%. È la terza rotazione di leadership in un mese: prima il tech guidava, poi il Dow, ora di nuovo il tech e i semiconduttori. Il pattern «ultimo indice a fare il record, poi chiusura debole» è tipicamente il segnale di un esaurimento della rotazione difensiva — non l'avvio di una nuova gamba ribassista sull'indice nel suo complesso.

I livelli: l'S&P sfonda, il Nasdaq ricompra il proprio spavento

Con ES a 7.620,25 e NQ a 30.032,25, l'S&P è tornato nella parte alta del proprio range di maggio-giugno, a un passo dal massimo storico; il Nasdaq ha ricomprato in un solo giorno la visita alla metà bassa del proprio range. Tradotto: l'S&P ha poco margine di espansione prima di scontrarsi con il proprio massimo assoluto, il Nasdaq ha invece più strada davanti prima di essere considerato «caro».

Sull'S&P il dato della settimana è la chiusura di venerdì sopra l'area 7.600, la resistenza che respingeva i prezzi dal 22 giugno: la terza volta che veniva testata è stata quella buona. Il prossimo riferimento è 7.649, poi il massimo storico a 7.695, distante meno dell'1%. Sotto, il livello appena riconquistato (7.600) ora funge da supporto; più in profondità c'è 7.468, il minimo di mercoledì.

Sul Nasdaq lo spartiacque verso l'alto è la fascia 30.500-30.600, nata dal falso allungo di fine giugno e rafforzata dalla coincidenza con l'apertura del trimestre: il prezzo di venerdì è già arrivato a sfiorarla da sotto. Sopra quella fascia, la strada si apre verso il doppio massimo di metà-fine giugno a 30.968-30.975 e poi verso il record storico. Sotto, i riferimenti sono 29.675-29.560 (la fascia del rimbalzo di giovedì) e, più in basso, 28.910, il minimo di mercoledì: sotto quel livello, la correzione tornerebbe in gioco.

Il contorno macro: tutto assorbito, tranne un dettaglio

I rendimenti del decennale sono saliti per la seconda settimana di fila (+7,6 punti base), ma stavolta il mercato azionario li ha assorbiti senza contraccolpi — segno di una domanda equity solida, diverso da quanto visto a fine giugno quando gli stessi rialzi dei tassi pesavano sul tech. Il petrolio è tornato sopra 70 dollari, primo rimbalzo consistente dopo il crollo di giugno: il tema deflazionistico si sta stemperando. Dollaro ed euro sono fermi, fuori dal quadro.

Il dettaglio da tenere d'occhio è il VIX, sceso a 15, il livello più basso da aprile. Una volatilità così compressa è storicamente un buon contesto per il rialzo nel breve, ma è anche una forma di compiacenza: da livelli così bassi, i movimenti tendono ad ampliarsi rapidamente quando arriva una sorpresa. Non è un segnale di allarme, ma è onesto ricordarlo.

La prima vera settimana del trimestre

Le due settimane precedenti erano state accorciate dalle festività e a liquidità ridotta; quella che comincia lunedì 13 luglio è la prima a volumi pieni del trimestre, cinque sedute senza interruzioni. È anche il momento in cui la divergenza tra S&P e Nasdaq sull'apertura trimestrale si sta ricomponendo: l'S&P è tornato sopra la propria apertura di luglio, il Nasdaq resta sotto ma il distacco si è dimezzato rispetto a una settimana fa. Sarà la prima vera verifica, a volumi normali, di tutto quello che si è mosso nelle due settimane festive precedenti.

Gli scenari per la settimana del 13-17 luglio

Scenario rialzista — continuazione dopo l'inversione (probabilità: media-alta)

L'inversione dell'8 luglio ha tutte le caratteristiche di un minimo solido: raccolta di liquidità su un solo strumento, mancata conferma degli altri due, recupero immediato. L'S&P ha già chiuso sopra la propria resistenza; il Nasdaq deve ancora completare il lavoro sulla fascia 30.500-30.600.

Conferma ES: già attiva (chiusura di venerdì sopra 7.599,25); prosecuzione con chiusure sopra 7.648,75

Target ES: 7.648,75 → poi 7.694,75 (massimo storico)

Invalidazione ES: chiusura daily sotto 7.468,50

Conferma NQ: chiusura daily sopra 30.523,50, idealmente sopra 30.599,75

Target NQ: 30.968–30.975 → poi 31.100,50 (massimo storico)

Invalidazione NQ: chiusura daily sotto 28.909,75

Scenario ribassista — rigetto e terza gamba giù (probabilità: media-bassa)

Il Nasdaq è appena entrato nel bordo basso della zona di resistenza nata a fine giugno, il record del Dow di martedì resta comunque una non-conferma sui massimi, e la compiacenza suggerita da un VIX così basso è un fattore da monitorare. Se i prezzi vengono respinti proprio qui, la distribuzione di fine giugno potrebbe riaprirsi.

Conferma ES: chiusura daily sotto 7.468,50

Target ES: 7.357,25 → poi 7.294,75 (sotto, supporto strutturale 7.024–7.262)

Invalidazione ES: chiusura daily sopra 7.648,75

Conferma NQ: chiusura daily sotto 29.391,50

Target NQ: 28.909,75 → poi 28.520–27.915 (supporto strutturale di trimestre superiore)

Invalidazione NQ: chiusura daily sopra 30.599,75

In sintesi: la paura di mercoledì è durata poche ore

La settimana ha risolto al rialzo le divergenze accumulate nelle due precedenti. Il Nasdaq ha bucato un minimo chiave in solitudine e lo ha ricomprato nel giro di ore; l'S&P ha finalmente rotto una resistenza che lo respingeva da tre settimane; il Dow, che sembrava inarrestabile, ha chiuso l'unico in rosso. Tre segnali che, letti insieme, raccontano un mercato che assorbe le proprie stesse paure più velocemente di quanto ci si aspetterebbe.

I livelli da tenere d'occhio: sull'S&P, sopra 7.649 la strada verso il record a 7.695 è aperta; sotto 7.468 il quadro tornerebbe in discussione. Sul Nasdaq, la fascia 30.500-30.600 è lo spartiacque verso l'alto; sotto 28.910 la correzione ripartirebbe.

Un'ultima annotazione: con il VIX ai minimi da aprile, i movimenti da qui in avanti possono ampliarsi con più rapidità del solito. La settimana che comincia è la prima a liquidità piena del trimestre, ed è quella che dirà se l'inversione dell'8 luglio regge davvero.

Metodologia: ICT Private Mentorship — Core Content, Month 5 (2017).

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L'autore del presente articolo è un trader privato e detenendo gli strumenti finanziari oggetto delle sue analisi potrebbe essere in conflitto di interesse con i lettori.
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