La settimana scorsa questa rubrica scriveva che la svolta era arrivata. Una settimana dopo, il titolo è esattamente dove era partito il trimestre.
Stellantis chiude venerdì 5 giugno a 6,220€. Il 1° aprile, giorno di apertura del 2° trimestre (Q2), il titolo aveva aperto a 6,220€. In mezzo ci sono dieci settimane di oscillazioni: un crollo a 5,950€, un rimbalzo fino a 7,533€, un secondo affondo a 5,960€, un secondo recupero fino a 7,162€, e ora di nuovo qui. Risultato netto del trimestre: zero virgola zero.
La settimana 1-5 giugno è stata la peggiore del periodo: -9,40% in cinque sedute, con il titolo che ha chiuso venerdì esattamente sul minimo settimanale — segnale che i venditori avevano il controllo fino all'ultimo secondo. Non c'è stata nemmeno una reazione degli acquirenti in chiusura.
La divergenza che brucia
Il dato più difficile da digerire non è il -9,4% in sé. È il contesto in cui è avvenuto.
Mentre Stellantis perdeva quasi il 10% nella settimana, la borsa italiana teneva le posizioni e segnava anzi un nuovo massimo il 2 giugno a 50.582 punti, per poi chiudere la settimana a 49.893 (-0,29%). L'intero settore auto europeo ha perso un più contenuto -3,61%. Stellantis ha fatto peggio di tutti — e lo ha fatto dopo aver guidato il settore la settimana precedente, per la prima volta in mesi.
In analisi ICT questa figura ha un nome preciso: divergenza ribassista. La borsa italiana fa un nuovo massimo, il titolo no — anzi, crolla. È lo stesso schema che avevamo segnalato in senso opposto a fine aprile, quando Stellantis faceva nuovi minimi mentre l'indice teneva. Allora aveva anticipato il rimbalzo. Ora anticipa qualcosa di diverso.
Fig_1 Grafico daily Stellantis N.V.
(clicca sul grafico per ingrandire)
Il vento che si è girato
La settimana precedente era stata spinta da quattro fattori macro favorevoli convergenti. Questa settimana tre di quattro si sono invertiti.
Il petrolio è risalito sopra i 90 dollari al barile, con un picco intraday a 97 dollari mercoledì prima di ripiegare a 90,25 a fine settimana. Per un produttore di auto come Stellantis, il crude più alto significa costi di produzione e logistica in salita — la tregua della settimana precedente è durata sette giorni. I rendimenti dei BTP decennali sono risaliti al 3,78%, in aumento di quasi 14 punti base. Lo spread BTP-Bund ha allargato a 75,72 punti base, pur restando su livelli contenuti e lontani dalle soglie di attenzione. L'euro si è indebolito ulteriormente sull'USD (1,152, -1,20% nella settimana) — teoricamente favorevole agli esportatori, ma in questa settimana non ha sostenuto il titolo.
Quattro fattori che la settimana scorsa erano tutti verdi. Questa settimana tre si sono girati.
Un'onestà operativa doverosa
L'articolo del 31 maggio aveva indicato un setup condizionale: long in area 6,50€ su pullback, stop a 6,18€, target a 7,533€ per un rapporto rischio/rendimento di 3 a 1. Quel livello è stato toccato mercoledì 3 giugno, quando il titolo ha perso il supporto di 6,50€. Chi avesse seguito quella logica operativa si trova ora in perdita di circa il 4%, con lo stop a 6,18€ ancora non colpito ma molto vicino.
Il setup era condizionale e la condizione era una reazione rialzista dal livello — che non c'è stata. Il mercato ha attraversato 6,50€ verso il basso senza fermarsi. Sono situazioni che accadono: il rischio è parte integrante dell'operatività. Lo stop è lì per questo.
Il livello che decide tutto
Il close di venerdì a 6,220€ coincide esattamente con l'apertura trimestrale — e si trova a soli 4,5 punti percentuali dal doppio minimo a 5,95€. Quel livello — toccato il 30 aprile (5,950€) e sfiorato il 21 maggio (5,960€) — è il pavimento tecnico che questa rubrica segue da settimane. Il ripiegamento di questa settimana riporta il titolo direttamente in direzione di quell'area.
In analisi ICT il doppio minimo è un bacino di liquidità: sotto quei livelli si accumulano gli stop loss dei compratori che hanno acquistato nel rally. Il mercato tende ad andare a raccogliere quella liquidità prima di decidere la direzione successiva. Non è una certezza — è uno schema ricorrente.
Lo scenario più probabile per la settimana 8-12 giugno è quindi un test di quel supporto. Se 5,95€ regge con una reazione rialzista — una candela che va sotto e poi torna sopra quel livello in chiusura — si apre l'unico setup operativo con un rapporto rischio/rendimento adeguato al momento: long in area 5,99€, stop a 5,85€, primo obiettivo a 6,50€ per un rapporto di 3,6 a 1.
Se invece il doppio minimo cede con una chiusura convincente sotto 5,85€, il quadro si fa più complicato. Il livello successivo comunemente indicato come supporto è 5,73€ — ma è un punto di transito, non un vero magnete tecnico, perché la zona era già stata attraversata a marzo nella discesa verso i minimi trimestrali. Il vero riferimento in caso di rottura del pavimento è l'area dei minimi di marzo a 5,31€, dove si concentra la pressione di vendita non ancora sfogata.
Scenari per la settimana 8-12 giugno
Scenario Principale — Test e tenuta del doppio minimo (Probabilità: Media-Alta)
Il titolo scende verso 5,95-6,00€, tocca il pavimento e mostra una reazione rialzista con chiusura sopra 6,00€. È il momento per valutare il setup condizionale descritto sopra.
Conferma: candela daily con sweep sotto 5,95€ e close sopra 6,00€. Setup: long 5,99€, stop 5,85€, target 1 a 6,50€ (R/R 3,6:1). Invalidazione bias rialzista: close daily sotto 5,85€.
Scenario Secondario — Tenuta del Q2 open e rimbalzo (Probabilità: Media)
Il titolo non scende al doppio minimo e rimbalza dall'apertura trimestrale a 6,22€. Servirebbe un catalizzatore — petrolio di nuovo in calo o forza del settore. Il rimbalzo punterebbe a riempire le resistenze nell'area 6,43-6,55€.
Conferma: close daily sopra 6,43€. Target: 6,50€ → 6,60€. Invalidazione: close sotto 6,19€.
Scenario Ribassista — Rottura del pavimento (Probabilità: Bassa-Media)
Se il doppio minimo cede senza reazione, il primo punto di riferimento è 5,73€ (transito storico) e il vero obiettivo tecnico successivo è 5,31€ — i minimi di marzo. Una rottura di quel livello invaliderebbe la struttura rialzista costruita nel Q2.
Trigger: close settimanale sotto 5,95€ senza reazione. Target: 5,73€ (transito) → 5,31€ (obiettivo tecnico).
Conclusione
Due mesi, saldo zero. Stellantis ha fatto un'andata e un ritorno completo nel Q2, chiudendo venerdì esattamente dove aveva aperto ad aprile. La divergenza con la borsa italiana si è riaperta nella settimana peggiore possibile — quella in cui il FTSEMIB segnava un nuovo massimo.
Il livello da tenere d'occhio la prossima settimana è uno solo: 5,95€. Se regge con una reazione rialzista, è il setup migliore che il titolo ha offerto dall'inizio di questa analisi. Se cede, la struttura si deteriora ulteriormente. Ai prezzi attuali, tra i due livelli, non ci sono le condizioni per un ingresso disciplinato. La parola d'ordine resta la stessa di sempre: attendere la conferma.
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L'autore del presente articolo è un trader privato e detenendo gli strumenti finanziari oggetto delle sue analisi potrebbe essere in conflitto di interesse con i lettori.
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