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S&P500 e Nasdaq: il rimbalzo regge, ma la prova dei 7.491 è ancora da superare


La settimana 9-12 giugno si chiude con un recupero parziale dopo la fiammata Iran-petrolio. Il Nasdaq torna a guidare con forza, l'S&P segue a rilento. I livelli da monitorare nella settimana del rollover sono netti: sopra certe soglie si va verso i massimi storici, sotto si torna verso i supporti profondi.

La settimana appena chiusa è stata, nella sostanza, una settimana di riparazione. L'S&P500 futures (ES) ha segnato +0,47% rispetto al venerdì precedente, il Nasdaq100 futures (NQ) +2,19% — numeri che raccontano poco se non si tiene conto del contesto: la settimana precedente, quella del 1-5 giugno, era stata nettamente negativa (ES -2,57%, NQ -4,53%). Il recupero c'è stato, ma è parziale, soprattutto per l'S&P.

Il driver della volatilità è stato quasi interamente geopolitico. Lunedì e martedì gli indici sono scesi pesantemente dopo le dichiarazioni di Trump su possibili attacchi militari all'Iran — con il petrolio che ha toccato punte intorno a 93 dollari al barile prima di crollare. Giovedì la musica è cambiata: Trump ha sospeso i piani di strike e sono emersi segnali di trattativa, con i mercati che hanno risposto con un rimbalzo secco. Venerdì il sentiment è rimasto costruttivo, sostenuto anche dal debutto in borsa di SpaceX (+19% il primo giorno di contrattazioni su Nasdaq).

Chiusure di venerdì 12 giugno: ES a 7.435,00, NQ a 29.662,00. Il decennale americano resta fermo al 4,48%, la curva dei tassi è positiva, il VIX — dopo aver sfiorato quota 22 a metà settimana — ha chiuso sotto 18. Il quadro macro, tolte le oscillazioni legate all'Iran, non è ostile all'equity.

Fig_1 Grafico daily E-Mini S&P500 ed E-Mini Nasdaq100

(clicca sul grafico per ingrandire)

ES NQ daily chart

Il segnale più importante: quando il leader non conferma la debolezza del follower

Il dato tecnico più rilevante della settimana non è la performance percentuale — è quello che non è successo. Tra il 9 e l'11 giugno l'S&P500 (ES) e il Dow hanno segnato nuovi minimi relativi: ES è sceso fino a 7.232,25, rompendo il minimo del giorno precedente. Il Nasdaq (NQ) e il comparto semiconduttori (SOX), invece, si sono fermati prima. NQ ha difeso il proprio minimo del 9 giugno a 28.227,75 — l'11 giugno non è riuscito a romperlo, registrando anzi un minimo più alto. Il SOX nello stesso periodo ha messo a segno +9,4%.

Tradotto: il comparto che di solito guida i mercati al rialzo — la tecnologia — ha rifiutato di confermare la debolezza del comparto più lento (il value, l'industriale, i titoli del Dow). È il classico segnale che precede un minimo di breve termine: il leader non vuole scendere, il follower scende da solo, poi alla fine è il follower che risale verso il leader. È la ragione per cui il rimbalzo dell'11-12 giugno ha senso come punto di partenza, non come rimbalzo del gatto morto.

Dall’apertura di lunedì 8 giugno alla chiusura di venerdì 12, NQ ha recuperato il +2,83% contro il +0,91% di ES. La forza relativa del Nasdaq rispetto all'S&P è netta, e non è una coincidenza: riflette esattamente la sequenza strutturale descritta sopra.

Il contesto macro: tassi fermi, petrolio in calo, paura smaltita

Uno degli elementi che rende lo scenario di ripresa più credibile è il comportamento dei tassi. Il rendimento del Treasury decennale americano è rimasto sostanzialmente fermo al 4,48% nelle ultime quattro settimane, e nell'ultima settimana ha addirittura ceduto qualche punto base. La curva 2-10 anni è positiva a circa +40 punti base: nessun segnale recessivo dalla struttura dei tassi, nessun inasprimento monetario in corso. Non c'è la combinazione tassi-in-salita-equity-in-calo che caratterizza le correzioni più pericolose.

Sul fronte delle materie prime, il petrolio ha chiuso la settimana intorno agli 84 dollari, in calo di quasi il 14% rispetto alle quattro settimane precedenti nonostante lo spike intraday legato all'escalation Iran. Una discesa del greggio toglie pressione inflazionistica e riduce la componente difensiva dei portafogli — non è un segnale di panico, è uno scarico della componente geopolitica. Stesso discorso per l'oro, sceso di circa il 10% dal suo picco recente: meno «flight to quality», più risk-on.

Il VIX ha raccontato bene l'intera dinamica settimanale: salito fino a 22,66 il 10 giugno nel pieno delle tensioni, poi rientrato sotto 18 a fine settimana. Della serie, la paura è stata intensa ma breve. Un VIX che rientra sotto 18 nel giro di pochi giorni non segnala un cambio di regime ribassista — segnala uno scossone di volatilità già riassorbito.

Dove si trova il prezzo e cosa lo separa dai massimi storici

Con ES a 7.435 e NQ a 29.662, entrambi i futures operano ampiamente al di sopra del proprio punto di apertura trimestrale (ES aveva aperto il 2° trimestre a 6.562, NQ a 23.889). Il trimestre di aprile-giugno è stato un periodo di forte espansione rialzista — il recupero completo del ribasso del 1° trimestre e, nel caso del Nasdaq, molto oltre.

I massimi storici sono a portata, ma non ancora alle spalle. ES ha segnato il suo record a 7.632,25 (area inizio giugno); NQ ha toccato 30.807,75. Tra il prezzo attuale e quei livelli ci sono due ostacoli intermedi su cui il mercato si è già scontrato in settimana. Su ES, il primo vero banco di prova è la zona 7.491–7.505: è lì che si trovava il mercato prima della correzione di inizio giugno, ed è lì che si è formato un vuoto di prezzo non ancora chiuso. Su NQ, la resistenza immediata è tra 29.760 e 29.848: stessa logica, stesso meccanismo. Finché il prezzo non chiude sopra queste zone — e ci rimane — il rimbalzo è ancora «dentro» il range correttivo, non fuori.

Se invece il prezzo supera e consolida sopra questi livelli, la strada verso i massimi storici si apre senza ostacoli tecnici intermedi di rilievo. Su ES il prossimo riferimento sarebbe 7.611-7.632 (doppio massimo maggio-giugno più ATH). Su NQ: 30.536-30.807.

Nota tecnica: questa settimana arriva il rollover dei contratti futures

Chi opera sui futures deve tenere presente che questa settimana avviene il passaggio dal contratto giugno 2026 al contratto settembre 2026. La scadenza tecnica è fissata per venerdì 19 giugno, ma quel giorno i mercati USA sono chiusi per il Juneteenth (festività federale). Il volume migra quindi già giovedì 18 giugno, che diventa di fatto sia l'ultimo giorno operativo della settimana sia il giorno di roll effettivo. I livelli indicati in quest'analisi si riferiscono al contratto giugno corrente: al momento del rollover ci sarà uno scarto di prezzo tra i due contratti che va verificato prima di continuare a usare gli stessi riferimenti numerici. Non è una complessità insormontabile, ma è un passaggio che chi opera attivamente non può ignorare.

Gli scenari per la settimana del 15-18 giugno

Scenario rialzista (probabilità: media-alta)

Il rimbalzo dell'11-12 giugno è l'inizio di una ripresa strutturale. La divergenza Nasdaq/SOX vs S&P/Dow sui minimi di questa settimana è il segnale di partenza: il comparto guida non ha confermato la debolezza del comparto seguace, e questo è storicamente un indicatore affidabile di minimo di breve termine. Il contesto macro supporta: tassi fermi, VIX rientrato, petrolio in calo.

Conferma ES: chiusura daily sopra 7.491, poi sopra 7.505,75

Target ES: 7.611,50–7.632,25 (massimi storici area)

Invalidazione ES: chiusura daily sotto 7.232,25 (minimo 11 giugno)

Conferma NQ: chiusura daily sopra 29.848

Target NQ: 30.536, poi 30.807,75 (ATH)

Invalidazione NQ: chiusura daily sotto 28.227,75 (minimo 9 giugno)

Scenario ribassista (probabilità: media-bassa)

Il rimbalzo si esaurisce contro le resistenze immediate (7.491-7.505 su ES, 29.760-29.848 su NQ) e il prezzo torna a testare i minimi di questa settimana. Se anche quei minimi cedono in chiusura, la correzione di giugno riprende verso i supporti strutturali più profondi. È lo scenario meno probabile nel breve, ma diventa rilevante se le resistenze respingono il prezzo con decisione.

Conferma ES: rifiuto sotto 7.491 + chiusura daily sotto 7.232,25

Target ES: 7.199,50–6.962,00 (supporto strutturale profondo)

Invalidazione ES: chiusura daily sopra 7.505,75

Conferma NQ: rifiuto sotto 29.848 + chiusura daily sotto 28.227,75

Target NQ: 27.622,75 (supporto profondo mensile)

Invalidazione NQ: chiusura daily sopra 29.848

In sintesi: una settimana per capire se il rimbalzo è strutturale

La correzione di inizio giugno è stata intensa ma breve, guidata dalla crisi Iran più che da un deterioramento dei fondamentali. Il VIX è rientrato, i tassi non hanno alzato la testa, il petrolio ha scaricato la componente geopolitica. Il segnale tecnico più incoraggiante — la divergenza tra Nasdaq e S&P sui minimi del 9-11 giugno — suggerisce che il minimo ha una certa solidità.

Ma il mercato deve ancora dare la prova. Le resistenze su ES (7.491–7.505) e su NQ (29.760–29.848) sono il confine tra un rimbalzo ancora «dentro» la correzione e una ripresa effettiva verso i massimi storici. Finché quelle zone non vengono superate con una chiusura daily convincente, la prudenza è d'obbligo.

I livelli da tenere monitorati sono chiari. Su ES: sopra 7.505 si va verso 7.611–7.632, sotto 7.232 si torna verso 6.962–7.199. Su NQ: sopra 29.848 si punta a 30.536–30.807, sotto 28.227 si scende verso 27.622. Non c'è molto grigio in mezzo — è una di quelle settimane dove il mercato di solito decide.

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L'autore del presente articolo è un trader privato e detenendo gli strumenti finanziari oggetto delle sue analisi potrebbe essere in conflitto di interesse con i lettori.
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