Per la seconda volta in una settimana il Dow Jones segna un massimo storico che gli altri due indici non confermano. L'S&P si ferma a un soffio dai 7.600 punti, il Nasdaq restituisce l'intero rimbalzo. Il terzo trimestre parte diviso in tre direzioni diverse, in una settimana dimezzata dalle festività.
La settimana che ha portato all'Independence Day — chiusura venerdì 3 luglio, con il 4 caduto di sabato — si è chiusa con un mercato che racconta tre storie diverse a seconda di quale indice si guarda. Giovedì 2 luglio il Dow Jones ha segnato il suo secondo massimo storico in sette giorni, ma né l'S&P500 né il Nasdaq lo hanno seguito. L'S&P (ES) ha comunque chiuso la settimana a +1,71%, fermandosi però a cinque punti e mezzo dalla resistenza dei 7.600. Il Nasdaq (NQ), dopo un rimbalzo di quasi il 4% tra lunedì e martedì, lo ha restituito quasi per intero, chiudendo a +0,64%.
Della serie, guardare solo la performance settimanale racconta una metà della storia. Sotto la superficie il comparto dei semiconduttori ha perso un altro 4,4% nella settimana, arrivando a un calo del 13,85% dal massimo del 22 giugno — e lo ha fatto mentre il VIX, l'indice della paura, crollava da 18,4 a 16,1. In pratica: non è panico, è rotazione. I soldi escono dal tech e vanno altrove, e il mercato nel suo complesso non ha paura di niente.
La seconda non-conferma in una settimana
Il 25 giugno il Dow aveva già segnato un massimo storico senza il conforto di Nasdaq e S&P. Giovedì 2 luglio lo schema si è ripetuto, con una precisione che rende il segnale ancora più pulito: lo stesso identico giorno in cui il Dow rompeva il proprio record (53.218 sul future), l'S&P mancava il proprio massimo del 22 giugno per soli cinque punti e mezzo (7.593,75 contro 7.599,25). Tradotto operativamente: quando il comparto più tradizionale del mercato sale da solo, senza che tecnologia e S&P lo accompagnino, è tipicamente il segnale di un mercato in fase di distribuzione — non di un rialzo sano e diffuso.
Il Nasdaq, dal canto suo, ha fatto anche peggio: il rimbalzo del 30 giugno, che lo aveva portato fino a 30.599,75, è stato interamente cancellato in due sedute. È la classica falsa ripartenza — un allungo che sembra l'inizio di qualcosa e invece si rivela una trappola, restituita per intero nel giro di 48 ore. Quota 30.600 diventa così lo spartiacque tecnico verso l'alto: finché il Nasdaq resta sotto, il rimbalzo di fine giugno va considerato acqua passata.
Fig_1 Grafico daily E-Mini S&P500 ed E-Mini Nasdaq100
(clicca sul grafico per ingrandire)
Il paradosso della settimana: la paura scende mentre il tech crolla
Se si guardasse solo il VIX, sceso da 18,4 a 16,1, si penserebbe a una settimana tranquilla. Se si guardasse solo il comparto semiconduttori, in calo del 4,4% e ormai il 13,85% sotto il proprio massimo di metà giugno, si penserebbe al contrario. La verità sta nella somma delle due cose: il mercato non sta scappando dal rischio, sta spostando il rischio. Vende il tech più caro e compra industriali e titoli value, gli stessi che tengono in piedi il Dow.
Il quadro valutario conferma la lettura: il dollaro è tornato sotto quota 101, segno che la domanda di rifugio di fine giugno si sta sgonfiando, mentre il decennale americano è risalito di quasi 11 punti base — un headwind diretto per il tech a lunga duration, molto meno per il resto del mercato. Un quadro macro misto, non ostile, ma che pesa in modo asimmetrico sui settori.
Dove si trova il prezzo: la resistenza sfiorata e il supporto che regge
Con ES a 7.528,25 e NQ a 29.556,00 (chiusure di giovedì 2 luglio, ultima seduta piena della settimana), l'S&P resta nella parte alta del proprio range di maggio-giugno, mentre il Nasdaq è tornato esattamente a metà del suo. Tradotto: l'S&P ha ancora margine tecnico per salire prima di essere considerato «caro» rispetto al proprio range recente; il Nasdaq, invece, ha già riassorbito buona parte della propria forza e si trova in una posizione più neutra.
Il livello da monitorare su ES resta l'area 7.600 (massimo del 22 giugno a 7.599,25, sfiorato giovedì): finché il prezzo non lo supera e ci rimane sopra in chiusura, ogni allungo va considerato un tentativo, non una rottura confermata. Sotto, il supporto di riferimento è 7.357 (minimo del 26 giugno): se ceduto, il mercato tornerebbe a guardare verso il minimo mensile di giugno a 7.294,75 e poi verso il grande blocco di supporto costruito tra marzo e maggio, in area 7.024-7.262.
Su NQ la situazione è speculare. Sopra il mercato c'è l'area 30.600, vertice della falsa ripartenza di fine giugno: la sua riconquista aprirebbe la strada verso il doppio massimo di metà-fine giugno a 30.968-30.975. Sotto, il livello che conta è 29.160 (minimo del 26 giugno): se il Nasdaq lo rompe in chiusura, i prossimi riferimenti diventano 28.520 e poi 27.915 — zone dove nei mesi scorsi si sono già formate aree di accumulo istituzionale.
Il trimestre parte diviso, ma con il traffico ridotto delle festività
Il terzo trimestre si è aperto mercoledì 1° luglio, e dopo appena due sedute i tre indici puntano già in tre direzioni diverse. L'S&P è praticamente fermo sul proprio livello di apertura (-0,2%, sostanzialmente invariato). Il Nasdaq è già il 3% sotto la propria apertura di trimestre — un avvio debole, raro così presto nel ciclo. Il Dow, al contrario, tratta sopra la propria apertura con un margine superiore all'1%. Tre indici, tre trimestri diversi: è una divergenza inusuale, e vale la pena tenerla d'occhio nelle prossime settimane.
Va detto con onestà: queste due sedute sono maturate a liquidità ridotta per il ponte festivo, e lo stesso vale per la seconda non-conferma del Dow e per la falsa ripartenza cancellata sul Nasdaq — segnali tecnicamente validi ma non ancora del tutto rappresentativi. Il vero test arriva con la prima settimana piena, quella che parte lunedì 6.
Gli scenari per la settimana del 6-10 luglio
Scenario ribassista — la rotazione si estende (probabilità: media-alta)
La seconda non-conferma del Dow, la falsa ripartenza cancellata sul Nasdaq e un trimestre che si apre già con il Nasdaq sotto la propria apertura sono tre indizi che vanno nella stessa direzione. Se questo scenario si sviluppa, la correzione di breve che ha già colpito il comparto tech potrebbe estendersi anche a S&P e Dow. È uno scenario condizionato: su ES ha bisogno di conferme più nette rispetto a NQ, dove il quadro è già più debole.
Conferma ES: chiusura daily sotto 7.398 e, in seconda battuta, sotto 7.357
Target ES: 7.294,75 → poi 7.262–7.024 (supporto strutturale di trimestre superiore)
Invalidazione ES: chiusura daily sopra 7.648,75
Conferma NQ: chiusura daily sotto 29.160,50
Target NQ: 28.520,50 → poi 27.915,50
Invalidazione NQ: chiusura daily sopra 30.599,75
Scenario rialzista — il contesto risk-on prevale (probabilità: media)
Il Dow su nuovi massimi, il VIX crollato a 16 e il dollaro tornato sotto quota 101 disegnano uno sfondo da mercato risk-on, non da mercato in allarme. Se i prezzi tornano a testare l'area dei 7.600 sull'S&P e la superano con decisione, si potrebbe iniziare a valutare un'estensione verso i massimi storici. Perché il quadro si riallinei davvero, però, serve che anche il Nasdaq riconquisti la zona della falsa ripartenza — altrimenti la divergenza tra i due indici resterebbe irrisolta.
Conferma ES: chiusura daily sopra 7.599,25
Target ES: 7.648,75 → poi 7.694,75 (massimo storico)
Invalidazione ES: chiusura daily sotto 7.357,25
Conferma NQ: chiusura daily sopra 30.599,75
Target NQ: 30.968–30.975 → poi 31.100,50 (massimo storico)
Invalidazione NQ: chiusura daily sotto 29.160,50
In sintesi: tre indici, tre trimestri diversi
Il mercato di questa settimana non ha un'unica direzione, ne ha tre. Il Dow corre da solo verso nuovi record, l'S&P bussa alla porta dei 7.600 senza ancora entrarci, il Nasdaq ha restituito tutto quello che aveva guadagnato in due giorni. Non è una situazione da manuale, ed è onesto dirlo: i segnali di questa settimana sono maturati in condizioni di liquidità ridotta dal ponte festivo, e vanno riverificati sulle chiusure della prima settimana piena.
I livelli da tenere d'occhio restano quelli di sempre. Sull'S&P: sopra 7.600 si riapre la strada verso i massimi storici, sotto 7.357 la correzione si allarga verso 7.294 e oltre. Sul Nasdaq: sopra 30.600 il rimbalzo di fine giugno torna in gioco, sotto 29.160 gli obiettivi diventano 28.520 e poi 27.915.
Il vero avvio del trimestre comincia lunedì 6 luglio, con la prima settimana a volumi pieni. Fino ad allora, ogni lettura — compresa questa — va presa con la giusta cautela.
Metodologia: ICT Private Mentorship — Core Content, Month 5 (2017).
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