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La piuma e la corrente: trading ai massimi nell'era dei volumi fantasma


C'è un'immagine che meglio di tante analisi descrive questo momento di mercato: una piuma sospinta in alto da una corrente ascensionale. Sembra non avere peso, non incontrare resistenza, e ogni piccolo sbuffo di vento contrario non le fa nemmeno il solletico. È la fotografia fedele degli indici azionari, inchiodati sui massimi dei massimi nonostante il rumore di fondo sia tutt'altro che rassicurante.

Ma è proprio sotto quella piuma, in quella leggerezza apparente, che si nasconde l'insidia. Perché se la corrente che la sostiene è debole, fatta di volumi di scambio sempre più esili, il volo rischia di diventare un'illusione statistica.

Lo vediamo chiaramente dai grafici, non serve essere analisti professionisti. I volumi di scambio stanno scendendo in modo drastico, quasi verticale, e questo dato grida in un silenzio che il prezzo ancora non vuole ascoltare. È un fenomeno trasversale, che non riguarda solo singoli titoli ma interi panieri.

Cosa significano bassi volumi in una fase di massimi storici? Significano che i riferimenti tecnici, quei punti che per chi fa trading sono àncore e bussole, vengono solo sporcati. Vengono lambiti, toccati, a volte attraversati, ma senza la partecipazione convinta di chi muove davvero il mercato. Diventano riferimenti fragili, statisticamente inquinati da una mano pubblica leggera, quasi disattenta.

E questa è una delle condizioni più pericolose per chi opera. Perché se il prezzo sale ma lo fa su scambi ridotti, ogni livello toccato è un livello potenzialmente falso. Il mercato sta scrivendo una storia con inchiostro che potrebbe svanire alla prima vera seduta di scambi corposi. L'incertezza generata da questa situazione non è un'opinione: è un dato di fatto tecnico, visibile a chiunque apra un grafico con l'istogramma dei volumi sotto le candele.

Il paradosso del contesto

E il contesto macro che ci circonda non fa che amplificare questo paradosso. Viviamo giorni in cui si parla apertamente di scenari di guerra, non più come minaccia remota ma come variabile concreta negli equilibri geopolitici. Il petrolio si muove al rialzo, con tutte le implicazioni inflattive che questo comporta. La Cina mostra segnali di contrazione economica sempre meno mascherabili, e sappiamo bene quanto il dragone sia stato per anni il motore di riserva dell'economia globale.

Eppure, gli indici sono lì. Massimi su massimi. Una piccola correzione ogni tanto fa capolino, ma non fa nemmeno il solletico a questa struttura grafica che sembra disegnata con il righello inclinato verso l'alto. Non c'è paura, non c'è cedimento, non c'è quella scossa che normalmente il mercato si concede per scrollarsi di dosso l'eccesso di euforia. È come se il mercato avesse deciso di ignorare tutto, sospinto da una corrente ascensionale che non vuole saperne di interrompersi.

Ma proprio questo distacco tra narrazione macro e realtà dei prezzi, unito al crollo dei volumi, è il mix che mi porta a rivedere radicalmente il mio approccio operativo.

Questo grafico Weekly del Dax può già rendere bene l'idea.

Il mio approccio: presente, ma con il freno tirato

Sull'azionario continuo a esserci, non ho alcuna intenzione di lasciare nulla di intentato. Le opportunità vanno colte quando si presentano, e i mercati che salgono offrono sempre spunti interessanti. Ma c'è una differenza sostanziale tra esserci con convinzione ed esserci con prudenza attiva.

Le quantità di ingresso le ho dimezzate. Letteralmente. Non è una scelta emotiva, è una valutazione di rischio/rendimento che a mio avviso non può essere ignorata in questa fase. Il rapporto tra il premio potenziale e il rischio che ci si assume entrando con volumi normali è un mix che ritengo troppo pericoloso. Pericoloso perché i riferimenti sono fragili, pericoloso perché la volatilità improvvisa su bassi volumi può innescare movimenti tecnici sporchi e difficili da leggere, pericoloso perché il contesto di fondo è tutt'altro che addomesticato.

Dimezzare le quantità non significa aver paura. Significa rispettare il mercato quando ti sta dicendo, attraverso i volumi, che la festa è sempre più silenziosa e con sempre meno invitati.

Un titolo nel mirino: Onto Innovation

Tra i titoli che sto seguendo in queste settimane, e di cui ho già avuto modo di parlare, c'è anche Onto Innovation. È un nome che mi interessa, ma anche qui la pazienza è l'ingrediente principale.

La mia attesa è posizionata sui 233 dollari. Non ho fretta, non rincorro. Se il mercato vorrà portarmela a quel livello, la valuterò con la calma necessaria, sempre con le quantità ridotte di cui ho parlato. Se non ci arriverà, pazienza: significa che il treno non era destinato a essere preso in questa fase di volumi anemici.

Non è l'unico titolo che sto monitorando, ce ne sono altri che sto raccontando e continuerò a raccontare nelle prossime settimane. Ma Onto rappresenta bene la filosofia del momento: attesa sui livelli giudicati interessanti, ingresso misurato, nessuna voglia di strafare.

Parlando ancora dei titoli che sto seguendo, una nota va a QCOM, che ha messo in scena esattamente il movimento che avevo segnalato: rimbalzo preciso dal livello dei 167 dollari e chiusura a 171. Chi è entrato su quel riferimento è già in guadagno di almeno 3-4 dollari per azione, e ora la partita si sposta a lunedì, quando valuteremo se lo spazio per allungare il profitto sarà concreto oppure se sarà il caso di uscire e accontentarsi di quello che il mercato ha già voluto concedere. Liquidità aziendale: rendimenti certi con i T-Bill mentre l'azionario balla sui massimi - LombardReport.com

La consapevolezza come bussola

Il mercato può continuare la sua corsa anche per settimane, anche per mesi. Le piume possono volare molto in alto prima di posarsi. Ma chi fa trading sa che non conta solo la direzione, conta la qualità del movimento. E la qualità, oggi, è scadente. I volumi bassi sono un campanello d'allarme che non va ignorato solo perché il prezzo sale.

Continuo a navigare, ma con le vele ridotte. È il momento di esserci, con la testa e con le dita sui pulsanti, ma con la consapevolezza che i riferimenti possono rompersi con una facilità sorprendente quando non c'è sostanza dietro le candele. E la sostanza, in borsa, sono sempre e soltanto i volumi.

Resta inteso, e lo ribadisco sempre, che io racconto la mia operatività personale, condivido il mio punto di vista sul mercato: chi decide di copiare le mie stesse mosse lo fa a proprio rischio e pericolo.

Fabio Tanevini è un trader privato e potrebbe detenere gli strumenti finanziari oggetto delle sue analisi risultando così in conflitto di interesse con i lettori.
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