Il direttore responsabile Emilio Tomasini è apparso su:

Un pattern ricorrente (per ora)


In un mercato sostanzialmente piatto, questa mattina mi è caduto all'occhio il comportamento di Intesa Sanpaolo: un titolo sul quale francamente non opero mai o quasi mai perché non rientra tra quelli sui quali ho la possibilità di andare anche short (la qual cosa può essere naturalmente un grande vantaggio dal momento che è solo salita). Ma non è questo il punto. L'aspetto che ha catturato la mia attenzione è il fatto che nella prima mezz'ora di contrattazione tende ad andare al rialzo più che al ribasso. Per "scremare" il grafico ho deciso dunque di considerare l'andamento relativo appunto ai primi 30 minuti, ovvero un range tra le 9:00 e le 9:30 che vedete qui sotto su un grafico a 5 minuti.

Cade subito all'occhio che il titolo viene "tirato su" o comunque tende a sovraperformare il listino per ben 8 sedute sulle ultime 11 considerate (cerchi) mentre le "X" rappresentano le tre sedute in cui il tentativo di salire non si è concretizzato. 

Naturalmente Intesa Sanpaolo pesa molto all'interno del nostro indice, ma credo sia singolare ed oggettivo il fatto che tenda ad andare per conto suo e a seguirne meno le dinamiche, almeno in quei primi 30 minuti.

Detto questo, la settimana entrante vede l'inizio della reporting season su Borsa Italiana. Di seguito il calendario societario, ricordando di verificarne sempre la correttezza (Fonte dati: Borsa Italiana).

Abbiamo imparato quanto siano importanti i dati societari, anche se qualcuno, a mio avviso, sa sempre qualcosa in anticipo (l'ho già mostrato in passato), ma poi i software, quando vengono fatti impazzire, guidano in toto le dinamiche dei prezzi. In questo quadro desolato in cui si è permesso a macchinette ed algoritmi di fare scempio della -ex- Borsa Italiana, una notizia che ho trovato incredibile è quella relativa al fatto che pagando 100mila usd al mese si possano avere notizie market mover e con anticipo. L'ennesima dimostrazione di quanto poco tutelato sia il risparmio -in senso lato- e di come le autorità non vogliano porre un freno a determinate dinamiche a dir poco squallide.

Mi riferisco naturalmente al fatto che secondo il Financial Times  pagando 100000 dollari al mese (sì, avete capito bene, al mese) il gruppo media di Trump, Truth Social, permetterebbe di accedere a news capaci di muovere mercati e titoli delle aziende lodate da Trump con un po' di vantaggio rispetto alla pubblicazione delle stesse per il parco buoi (=noi). Naturalmente la notizia è stata riportata anche da "Il sole24ore" (link: https://www.ilsole24ore.com/art/l-accesso-anteprima-post-trump-costa-fino-100mila-dollari-mese-AJsrPgN?refresh_ce&nof).

Basterebbe vietare a software l'accesso diretto a mercato a seguito del linkaggio al newsflow ed alle notizie (spesso e volentieri anche farlocche) e il giochetto finirebbe., ma forse questo non andrebbe a genio a qualcuno. Chissà voi cosa ne pensate. Buona serata a tutti.

  1. Ad maiora!

    PNA

Piernicola Assiso è un trader privato e potrebbe detenere gli strumenti finanziari oggetto delle sue analisi risultando così in conflitto di interesse con i lettori.
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