Il direttore responsabile Emilio Tomasini è apparso su:

Il mercato sale, la pazienza scende


C’è un fiore che, in questi anni, è diventato il simbolo del trading estivo: la margherita. E non per romanticismo, ma per quel gioco sottile, a tratti crudele, che abbiamo fatto tutti almeno una volta. Sfogliare i petali uno a uno.

Storna… non storna… storna… non storna.

Sono almeno sei anni, sei lunghissimi agosti, che attendiamo quella flessione purificatrice, quel respiro del mercato che rimetta tutto in ordine e crei occasioni vere. Invece, petalo dopo petalo, il verdetto è stato sempre lo stesso: non storna. Il mercato sale, ininterrotto, beffardo, quasi a voler punire chi aspetta la correzione con la liquidità in mano. E noi, come trader, siamo arrivati a un punto di saturazione emotiva che non si può ignorare: ci siamo stufati. Comprare sui massimi, con questa sensazione di vertigine, non ci appartiene più. Non ora, non in questa fase.

È un cambio di pelle. Non si rincorre, si va a caccia. Caccia selettiva, chirurgica, a quelle opportunità che compaiono quando il mercato si distrae.

E una di queste, forse, l’abbiamo individuata proprio questa settimana in Tesla. Il titolo ha ceduto, e lo ha fatto con una violenza che non si vedeva da un po’. Un movimento netto, deciso. Io ho iniziato a costruire un piccolo, piccolissimo assaggio in quel che per ora rappresenta il mio primo pavimento : i 313 dollari, guarda caso proprio il livello su cui il titolo è andato a chiudere la settimana, venerdì. È un appiglio tecnico, non un dogma: se dovesse cedere, dovrò accettare di dover trovare un nuovo pavimento, più in basso ai 294 dollari, senza farmi male e quindi pronto a chiudere in perdita leggera se vi fosse rottura.

L'impostazione è quella di avere una strategia chiara, la stessa che funziona da diversi anni a questa parte e se non funzionasse di intervenire in chiusura perchè i bassi volumi del periodo e tante altri fattori contingenti in questo momento portano ad essere cinici sui prezzi ma anche spietati nelle chiusure. E' l'unico modo per operare difendendo i guadagni accumulati o in ogni caso di operare con una gestione del rischio. 

La domanda da porsi sempre è: ma se un Hedge Found ha alleggerito l'esposizione nell'azionario, perchè dovrei averla io?

Devo essere sincero, però. Tenere una posizione aperta, per quanto minuscola, mentre arriva il weekend, non mi piace. Non è questione di analisi tecnica, è proprio una sensazione fisica, perché in questo preciso momento storico, il silenzio del fine settimana non esiste più.

Viene riempito, puntualmente, dal rumore di Donald Trump, che sembra non passi giorno senza attaccare qualcuno, litigare con qualcuno, o minacciare nuovi dazi a qualcun altro. Con un’amministrazione che ha scelto la via dello scontro globale permanente, chiudere venerdì con un titolo in portafoglio significa consegnare il proprio umore alle notifiche del telefono.

È la nuova frontiera del rischio: il rischio geopolitico personalizzato.

E proprio mentre i riflettori erano puntati sulle schermaglie commerciali e sui conflitti in corso, questa settimana c’è stata la riunione della Banca Centrale Europea. Un piccolo accenno, che piccolo non è. Perché se è vero che le decisioni di politica monetaria a Francoforte seguono un copione diverso da quello della Fed, il vero tormento resta comune ed è quello che sentiremo nominare sempre di più: l’inflazione. Quel fenomeno viscido che le Banche Centrali provano a domare, ma che per noi cittadini e trader significa una sola cosa: potere d’acquisto eroso e mercati drogati da aspettative contrastanti. L’inflazione sarà il tormento di Lagarde, del successore di Powell, e di tutti noi. È il rumore di fondo che si mescola a quello dei dazi e dei tweet e delle bombe. Un caleidoscopio di incertezza che rende ogni scelta di entrata, anche la più calcolata, un atto di fiducia tremolante.

Quindi sì, prepariamoci a una nuova settimana emozionante. Ma con una consapevolezza diversa rispetto al passato. Niente dati sparati, niente previsioni con la palla di vetro. Solo occhi aperti, un piano chiaro e la pazienza del cacciatore. Sfogliare margherite, ormai, è un lusso che non possiamo più permetterci. Bisogna scegliere, agire, e quando serve, sopportare l’ansia del weekend.

Buon trading a tutti, e teniamoci pronti.

Fabio Tanevini è un trader privato e potrebbe detenere gli strumenti finanziari oggetto delle sue analisi risultando così in conflitto di interesse con i lettori.
Il nostro giornale rispetta la Carta dei Doveri dell’Informazione Economica clicca qui >>
Informativa metodo clicca qui >>