Dopo aver tenuto Netflix in portafoglio, con tutto il disagio dell'overnight durante il weekend, ho preso una decisione che per molti potrebbe sembrare affrettata: sono uscito dalla posizione in sessione pre-market, a 317,51$. Perché? Perché in un mercato che non ti regala nulla, si incassa quando si può.
Ed è esattamente quello che è successo. Lunedì mattina, complice l'ottimismo per la tregua tra Stati Uniti e Iran che ha fatto crollare il petrolio, i mercati europei e asiatici sono partiti in rialzo .
Le speranze per un'avvio positivo anche a Wall Street c'erano tutte. Peccato che, con le prime battute della borsa USA, quel rimbalzo si sia esaurito, e la giornata si sia chiusa in sostanziale pareggio o con un andamento deludente per i rialzisti .
Così va la borsa. E bisogna prenderla per quello che è: un'opportunità. Se avessi aspettato l'apertura ufficiale, il guadagno sarebbe già evaporato e si sarebbe probabilmente tramutato in uno stop.
Funziona così tante volte: per un timing sbagliato, non solo non si prendono grandi guadagni, ma spesso si finisce per perder soldi. Le dinamiche vanno imparate. Bisogna prendere quando si ha da prendere, perché "con la pancia piena si ragiona sempre meglio". Lasciare il guadagno sul tavolo, in attesa di un "forse" che potrebbe non arrivare mai, è l'errore più classico del retail trader.
Il Contesto: Un Rimbalzo Geopolitico in un Mare di Incertezza
Il rimbalzo di inizio settimana non è stato "tecnico" o dovuto a fondamentali stellari del singolo titolo. È stato un classico "relief rally" scatenato dall'ottimismo geopolitico dopo la pausa nei bombardamenti tra USA e Iran . Il calo del petrolio ha temporaneamente allentato le tensioni sull'inflazione, dando fiato ai mercati azionari, in particolare ai settori più ciclici e tecnologici che avevano sofferto le recenti pressioni .
Ma onestamente? Non è bello fare trading in questi contesti. Il mercato è diventato un'arena dove i prezzi si muovono più in base ai tweet e ai comunicati stampa che ai bilanci aziendali. Un contesto del genere genera frustrazione, soprattutto per chi non ha la possibilità di operare al di fuori degli orari "canonici" di mercato. Lo so bene, e capisco che per molti possa generare rabbia.
La Sfida del Premarket: Un'Opportunità e un Lato Oscuro
Lo ripeto spesso: per operare sul mercato americano, oggi, bisogna avere la possibilità di operare nel pre-market e nel post-market. L'operazione di uscita da Netflix è stata eseguita proprio in quella finestra, nel mattino italiano. È un'opportunità enorme, ma è anche un campo minato.
Come ho già spiegato, e come confermano diversi studi, gli orari di trading estesi sono caratterizzati da bassi volumi, elevata volatilità e spread più ampi. Per un trader professionista con un piano chiaro, possono essere un vantaggio competitivo. Per il retail investor che si affaccia in questo mondo senza gli strumenti adatti, possono trasformarsi in una trappola letale, dove le oscillazioni sono amplificate e le informazioni sono meno "efficienti" . In questo contesto, però, la velocità decisionale è tutto. Non c'è tempo per esitare.
Tecnologia in Sofferenza e il Richiamo dell'Obbligazionario
Parlando di contesto più ampio, il mercato azionario, e la tecnologia in particolare, continua a muoversi in un range che, personalmente, trovo eccessivamente alto per i miei gusti. Per Netflix, come per tante altre azioni, si aspetta l'opportunità di uno storno per poter intervenire. La view tecnica è ancora incerta, con il titolo che non ha ancora dato un segnale di bottom definitivo .
Nel frattempo, il mercato obbligazionario continua a offrire rendimenti sempre più alti. I Treasury decennali americani si mantengono su livelli che non si vedevano da oltre un anno e mezzo, con il 30ennale vicino ai massimi del 2007 . Questo scenario di tassi in rialzo (o comunque persistentemente alti) è il grande "peso massimo" che bilancia un'inflazione in crescita e attesa. La Fed, che decide stasera, è attesa al palo, ma il mercato sconta già una probabilità (seppur non maggioritaria) di un nuovo rialzo entro fine anno .
Questa settimana mi ha riportato a una delle massime fondamentali del trading: non ci si innamora delle proprie posizioni.
Ora il punto è più basso, e aspetterò il secondo livello a 294 dollari per valutare un nuovo ingresso. Ma la lezione resta: in un mercato privo di direzione, dove il macroscenario è dettato dalla geopolitica e i volumi scarseggiano, bisogna essere pronti a incassare e a correre. La velocità decisionale è la tua arma migliore. Con la pancia piena, anche grazie a un piccolo gain, si ragiona meglio per la prossima battaglia.
Fabio Tanevini è un trader privato e potrebbe detenere gli strumenti finanziari oggetto delle sue analisi risultando così in conflitto di interesse con i lettori.
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