Di stop che non stoppano ne abbiamo lungamente già parlato, ma nell’italico stivale gli episodi che mettono in difficoltà investitori e risparmiatori non mancano e temo che le occasioni per vedere altri (nuovi) disservizi, se così li vogliam chiamare, non mancheranno neppure in futuro.
Fermo restando che il mondo hardware + software è estremamente complicato e che imprevisti, interruzioni di linee dati e black-out che mettono a dura prova i gruppi di continuità sono all’ordine del giorno e – forse – non fanno ormai neppure più notizia, rimane il fatto che avere a che fare con il mondo del trading significa avere una responsabilità: lato cliente il voler bene ai propri soldi e fare operazioni con criterio, regole e consapevolezza, lato banca il voler bene ai propri clienti che, operando sempre più in autonomia, consentono alla banca stessa di fare profitti grazie alle commissioni e di detenere somme di denaro più ingenti se il cliente è in grado di lavorare bene sui mercati. Il tutto considerando che, se il cliente è autonomo, ci sono di fatto meno stipendi da pagare. Tuttavia, il conto economico della banca non può crescere “aggratis”, ovvero bisogna fornire ai clienti, investitori o traders che siano, strumenti sufficientemente performanti perché talora una latenza (tecnica) eccessiva può far fare la differenza tra un affare andato a buon fine e uno magari chiuso così così, ma soprattutto occorrono piattaforme (e disposizioni interne) tali per cui gli affari si possano chiudere in guadagno o, quanto meno, contenendo le perdite.
Vorrei poter dire – facilmente – che quello che alla fine conta è la dimensione, che una piattaforma è di seria A se lo è la banca … o meglio: che da una banca che pretende di stare in Champions League è più che ragionevole attendersi una piattaforma da Champions League. Purtroppo, invece, siamo davanti al classico caso in cui non sono le dimensioni che contano, ma la voglia che i CDA hanno di investire al fine di mettere a disposizione dei clienti una struttura degna di poter fare trading in un contesto in cui ormai gli squali alla Gordon Gekko sono un ricordo lontano perché oggi … anzi … già da un po’ … gli squali sono le macchinette, e i software sono tarati per spedire dalle stelle alle stalle (o viceversa) un titolo nel giro di un batter di ciglia. E se non hai una struttura per, non dico stargli al pari, ma almeno per provare a sedersi allo stesso tavolo … beh … allora vien davvero la voglia di dire che è meglio andare al casinò e puntare sul “pari e dispari”, sul “rosso e nero” o direttamente mettendo monetine dentro ad una slot machine.
Ed ecco, ahinoi, che le criticità si manifestano puntuali come delle cambiali quando si esce dal cosiddetto “seminato”, quando si va al di fuori dall’ordinaria amministrazione, quando – cioè – si incorre in qualche “evento” che richiederebbe una serie di automatismi che purtroppo non ci sono o, quanto meno, non sono così immediati come invece sarebbe opportuno ci fossero. Anche perché non si tratta di cose avulse dal contesto borsistico, bensì di operazioni che aziende quotate possono/devono fare senza che ciò vada a discapito dell’azionista e/o del trader di turno.
Ed eccoci qui a parlare del caso Crowdstrike Holdings, azienda che, come ci ha ricordato il nostro direttore, il mese scorso ha definito un’operazione di split azionario, un frazionamento tale per cui ai possessori del titolo in data 25 giugno, a far data dal 2 luglio sono state date altre 3 azioni ogni azione detenuta (frazionamento 4/1). Quindi, un possessore del titolo, si aspettava di aprire il proprio portafoglio lo scorso giovedì e di trovare 4 azioni CRWD al posto di una, 8 al posto di 2, 12 al posto di 3 … e così via. Ce lo si aspettava ed era più che lecito aspettarselo … peccato che qualcuno abbia continuato a vedere lo stesso numero di azioni detenute sino a mercoledì scorso, con il valore “rettificato” al ribasso ed una perdita virtuale di circa il 70% nonostante i quasi $ 20 per azione di margine guadagnato nei giorni precedenti. Ciò significa, al di là della nostra strategia, che se qualcuno avesse voluto monetizzare quei $ 20 per azione, in realtà era fermo al palo in attesa che qualcuno trasformasse, come in attesa di qualche pozione stregonesca, le poche azioni in tante azioni. Venerdì tutto fermo visto la chiusura dei mercati USA, questa mattina invece le nuove azioni sono finalmente comparse (per tutti?) ma del valore di carico (rettificato) mistero profondo … !
Ora, posso capire che magari un tempo, quando ancora esisteva la borsa delle grida con i “pizzini” che poi, a chiusura, venivano riportati in contabilità, una situazione così particolare potesse non essere risolta in 24 ore. Ma a quel tempo i conti dovevano tornare subito la sera stessa … altrimenti non si andava a casa fin tanto che le quadrature non fossero state definite. E appunto qui sta il problema: una volta non si andava a casa e si facevano anche le tre del mattino (o le quattro!) per mettere tutto in ordine. Adesso, tanto, “ci stanno i computer che fanno tutto” … sì, meno quello per cui qualcuno deve almeno schiacciare un pulsante. E il cliente che avrebbe magari potuto già portarsi a casa un buon profitto giovedì, si è trovato bloccato e con, immaginiamo, diversi improperi indirizzati alla propria banca. E con la cifra da reinvestire che è rimasta parcheggiata almeno fino all’apertura di oggi. Poi, una volta aperto il mercato, la “nostra” CrowdsStrike ha sparato ancora all’insù … quindi tutta salute … o mica tanto?
Qualcuno potrebbe obiettare: “Ma che problema c’è? Basta chiamare il numero verde …”
Vero che esiste sempre un “help desk”, ma sfido chiunque ad ottenere “soddisfazione” in tempo reale. Anche perché chi risponde, per quanto preparato possa essere, di sicuro non ha la bacchetta magica per moltiplicare le azioni presenti nel portafogli dei malcapitati del caso.
Purtroppo, queste sono le situazioni in cui alcuni poveri investitori si ritrovano lavorando con piattaforme che non sono in grado di rispondere con le giuste tempistiche alle varie evoluzioni di mercato. E, cambiando “parrocchia”, per non parlare di quelle che “funzionano” solo dalle 08.00 alle 22.00 con i mercati dei derivati che però sono operativi un po’ di più di quelle 14 ore al giorno!! E che se il buon Tomasini ti dice la domenica di mettere un paio di buy sul mercato italiano per il lunedì, ovvero per la settimana che sta per iniziare, sei obbligato a spuntare la casella “ordine valido per la prossima sessione” perché in automatico, tanto la domenica quanto il lunedì mattina fino alle otto, la piattaforma ti dice che l’ordine non soddisfa tutti i parametri operativi e non è in grado di recepire / non è programmata per accettare ordini in qualsiasi momento e validi a partire dalla prima apertura utile se non diversamente specificato dal compratore.
Passando poi attraverso chiusure automatiche di futures perché improvvisamente il sistema va in tilt e si inventa margini di copertura privi di logica e non in linea con quanto messo a disposizione per il singolo trade da un qualsiasi Sig. Rossi. Se stavi guadagnando tanto hai guadagnato e ti devi accontentare, al massimo ti rimborsano le commissioni di chiusura automatica; se stavi perdendo … devi ritenerti fortunato ad aver “contenuto” la perdita se il future continua ad andare nella direzione opposta a quella del tuo trade o magari, pensa te che fortuna, lo puoi comprare/vendere anche più in basso/alto ... così ci potresti guadagnare ancora di più. Senza ovviamente tener conto che, nei fatti, il “mood” del trade è di base andato a farsi benedire.
Per l’amor di Dio: sono sempre quello che dice che “solo chi è senza peccato può scagliare la prima pietra”. Sbagliamo tutti perché siamo umani ed è nella natura umana il commettere errori. Ci sono però errori venali ed errori che non sono concessi neanche a chi lavora, specie se ci sono dei soldi sul piatto. Specie se si pensa di poter rimanere seduti ad un tavolo che non è ormai più per principianti, dove non basta più mettere le Generali nel cassetto perché tanto pagano bene e poi … quel giorno … chissà, si potrà anche pensare di venderle. Il gioco oggi è un altro, il gioco si è fatto duro … da un bel pezzo si è fatto duro!! E qui ci ritroviamo ad usare delle clave quando fuori si combatte con arsenali nucleari!
Senza considerare che poi, davanti ad una serie di osservazioni, qualche presunto “responsabile” ti viene a dire: “Eh … ma vedrai con la prossima app …!! Vedrai con la nuova piattaforma … !!” Ma la nuova app funziona peggio di quella vecchia, la nuova app ti fa vedere la metà di quello che ti fa vedere il sito, la nuova app è probabilmente ancora “in mente Dei” e la nuova piattaforma è come Godot: non arriva mai … anche se da mesi (forse siamo passati alla doppia cifra!) ti dicono come devi impostare / personalizzare il PC affinché tu non abbia problemi ad usarla.
E’ quindi tempo, anche per chi non è tra voi lettori un trader accanito, ma comunque per tutti coloro che si sono trovati in simili condizioni, di pensare ad alternative forse meno intuitive e dove forse bisognerà perdere / investire un po’ di tempo per capire come funziona una cosa nuova, ma che sicuramente che non vi lascerà a piedi o in mezzo al più classico dei pantani. Ma attenzione: non bisogna cambiare tanto per cambiare o per ripicca. Bisogna informarsi e saper fare la scelta corretta o comunque una scelta più opportuna fra alcune soluzioni possibili. Magari può spiacere non poter più avere a che fare con il consulente diventato un amico negli anni, ma questa non è sicuramente quella situazione in cui possa valere il vecchio adagio del “chi lascia la strada vecchia per la nuova sa quel che lascia e non sa quel che trova”, almeno non sotto l’accezione negativa del detto. La realtà è che oggi occorrono di necessità strumenti degni del nome, strumenti che bisogna anche conoscere abbastanza a fondo per poterli sfruttare al massimo delle loro possibilità e potenzialità: ma questo fa parte dello sporco lavoro del trader … e non è più un optional. E se certe strutture fanno finta di non vedere o di non sentire, è giusto che le leggi del mercato insegnino loro che un cliente non è per sempre (e già non lo è da tempo ...) e che per tenersi dei clienti bisogna continuare a "sbattersi" ... o forse bisogna ricominciare a "sbattersi"!
Così come investitori e traders non dobbiamo mai perdere la voglia di evolverci, di imparare, di fare, di cambiare. Qualcuno più bravo del sottoscritto un giorno disse: "Stay hungry ... Stay foolish" !!!
Semper fidelis.
L'autore del presente articolo è un trader privato e potrebbe essere direttamente interessato e quindi in conflitto di interesse con i lettori sugli strumenti finanziari da lui citati.
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