Da settimane Wall Street procede senza registrare scosse particolarmente violente. Le correzioni arrivano, ma vengono assorbite rapidamente, mentre le sedute negative restano generalmente contenute. È il comportamento tipico di un mercato nel quale la domanda continua a presentarsi sulle debolezze e gli investitori, pur senza ignorare i rischi, non avvertono ancora l’urgenza di ridurre drasticamente l’esposizione azionaria.
Il grafico pubblicato da The Daily Shot traduce questa situazione in un dato molto semplice: l’S&P 500 ha accumulato circa quaranta sedute consecutive senza subire un ribasso giornaliero pari o superiore al 2%. Si tratta di un periodo di relativa tranquillità, ma ancora molto lontano dai grandi episodi di compressione della volatilità osservati nel 2017-2018 e nel 2023-2024, quando la serie superò abbondantemente le trecento giornate.
Quaranta sedute senza una flessione del 2% possono sembrare molte a chi segue quotidianamente il mercato, ma il confronto storico mostra che non rappresentano un’anomalia. In numerose fasi rialziste l’indice americano ha attraversato intervalli ben più lunghi senza correzioni giornaliere profonde. Il contatore, inoltre, torna a zero ogni volta che si verifica una singola seduta negativa oltre la soglia: le cadute verticali della linea non indicano necessariamente l’inizio di un mercato ribassista, ma semplicemente la comparsa di una giornata più turbolenta.
L’aspetto più interessante è la capacità del listino di assorbire trimestrali societarie, variazioni dei rendimenti obbligazionari, dati macroeconomici e tensioni politiche senza produrre vendite disordinate. Una simile regolarità suggerisce che la domanda resta presente e che le correzioni vengono ancora considerate occasioni di acquisto. Quando le debolezze intraday vengono recuperate e le chiusure rimangono contenute, la struttura tecnica continua a mostrare una buona resistenza.
L’assenza di sedute da meno 2%, tuttavia, descrive ciò che è accaduto e non garantisce la prosecuzione lineare del rialzo. Più la volatilità resta compressa, più gli operatori possono abituarsi a oscillazioni ridotte, aumentare l’esposizione e diminuire le coperture. In queste condizioni una notizia inattesa può generare un movimento più brusco, perché molte posizioni sono costruite sull’ipotesi che la calma continui.
Il livello attuale non segnala comunque un eccesso paragonabile ai massimi del 2018 o del 2024. L’S&P 500 appare ordinato e sostenuto, ma una futura seduta da meno 2% non rappresenterebbe automaticamente un’inversione ribassista. Sarebbe piuttosto il ritorno a una volatilità più normale, da valutare insieme alla tenuta dei supporti, all’ampiezza del mercato e al comportamento dei settori che hanno guidato il rialzo.
L’autore del presente articolo è iscritto all’Ordine dei Giornalisti e non detiene gli strumenti oggetto delle sue analisi.
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