Previsioni di Borsa con le Onde di Elliott e Fibonacci

Previsioni di Borsa con le Onde di Elliott e Fibonacci

 

Piano Bar di Virginio Frigieri                                                                                   17/06/2018

Previsioni di Borsa : Indici Azionari USA

Il modello d’onda su S&P500 pare ormai abbastanza definitivo: ora se abbiamo ragione dovremmo assistere all’inizio della fase ribassista, altrimenti deve smentirci andando a rompere il massimo del 26 gennaio.

Una quindicina di giorni fa un lettore si chiedeva se avessi cambiato idea sulla “vision” dei mercati americani. La metodologia delle onde di Elliott oltre a regole e linee guida impone anche il rispetto della disciplina. Una volta che un modello prende forma e rientra nelle regole per poter cambiare idea occorre che il modello stesso esca dalle regole ed apra una nuova strada. I mercati americani hanno registrato l’ultimo massimo il 26 di gennaio: finchè questo massimo non sarà rotto al rialzo, la nostra posizione resta ribassista e il rialzo di questi ultimi mesi rientra in un movimento correttivo in contro trend. Questo per quanto riguarda il Dow Jones e l‘S&P500 mentre per il Nasdaq che ha fatto nuovi massimi stiamo prolungando il modello di onda (5) senza tuttavia dimenticare che lo scenario alternativo per il Nasdaq potrebbe essere un’onda 2 che sviluppa un flat espanso. Se i massimi di gennaio saranno rotti al rialzo aggiorneremo il modello di onda (5). Un massimo più alto è nell’ordine delle cose ma sarà in ogni caso l’ultimo canto del cigno. I mercati azionari non possono salire all’infinito e la prossima fase non sarà una correzione di grado basso ma una correzione di gran superciclo, destinata a fare male a molti.  Ricordo poi che il massimo del 26 gennaio sta perdurando anche su S&P100, Nyse Composite e Wilshire 5000 che contiene quasi tutte le azioni negoziate. I trader su opzioni continuano ad accumulare Call scommettendo fortemente su un continuo avanzamento del mercato rispetto ai livelli attuali e la media mobile a 10 gg del Put/Call Ratio si avvicina ormai a 0,5 (quasi due call trattate a fronte di una Put.). Quando questo indicatore arriva a questi livelli è bene prestare attenzione.   

Un altro aspetto che troppi investitori stanno ignorando è il principio della teoria di Dow secondo cui il Dow Industrial e il Dow Trasport devono confermarsi a vicenda.

Sopra potete veder il grafico lineare delle chiusure per il DJ Industrial e per il DJ Transportation.

Come si vede sul Dow Jones Industrial il 23 marzo realizza un nuovo minimo di chiusura inferiore al minimo dell’8 febbraio. Dopo sedici giorni il 9 Aprile il DJ Transportation realizza un nuovo minimo di chiusura inferiore al minimo del 9 febrraio. In base alla teoria di Dow questa doppia registrazione di nuovi minimi di chiusura giornaliera conferma che la tendenza primaria è in calo o se preferite che le azioni si trovano in un mercato ribassista. L’unico modo per il mercato di negare quel segnale è che entrambi gli indici raggiungano nuovi massimi. Da allora il mercato ha cercato di farlo per oltre quattro mesi senza ancora riuscirci. Questo tempo è considerevole se si pensa che lo scrollone dopo il 26 gennaio è durato due sole settimane da venerdi a venerdi: da allora sono passate 18 settimane che è nove volte il tempo dello scrollone e in tutto questo tempo il Dow Jones non ha recuperato nemmeno il 61,8%.  

Anche in passato, gli investitori hanno spesso ignorato i segnali di vendita della Dow Theory, e sempre per gli stessi motivi … "L'economia è robusta; le prospettive sono buone … non c'è motivo di preoccuparsi …", bla bla bla ...”  Quando l'ottimismo è un imperativo sociale, la gente semplicemente respinge i segnali contrari. Il libro di Richard Russell, The Dow Theory Today (1961), descrive un tempo nel passato che è molto simile a oggi: i tassi di interesse stavano aumentando, l'economia si stava espandendo e il mercato azionario aveva tracciato cinque ondate per completare un mercato toro . Poco dopo, la Dow Theory confermò l'inizio di un mercato ribassista con minimi di chiusura nel DJIA e DJTA a undici giorni di calendario l’uno dall’altro e, naturalmente, il branco non ci credeva. Riportiamo qua sotto quello che si diceva e com’è finita. Scrive Richard Russel:

Notando il forte calo dei titoli di stato, Rhea scrisse (24 marzo 1937) dell'inflazione e dei pericoli che ne derivano. "I politici non sembrano cogliere il fatto fondamentale che l'espansione del business, l'aumento del costo del lavoro e la speculazione sono fratelli di sangue. Quando la domanda è maggiore dell'offerta, sia per il lavoro che per i prodotti del lavoro, i prezzi del  lavoro e delle 'cose' avanzano; di conseguenza le persone acquistano oltre i loro bisogni per evitare scarsità o nella speranza di realizzare profitti speculativi. Il risultato è un'espansione dell'attività industriale e dei profitti che si riflette nell'aumento dei prezzi delle azioni - e l'intero ciclo fa sentire le persone prospere e felici. L'ultima volta che ricordo gli avvertimenti ufficiali da Washington progettati per verificare le speculazioni avvenne nel 1929. Allora, come ora, i politici sembravano pensare di poter sgonfiare il mercato azionario, mentre consentivano alle imprese di procedere con la valvola a farfalla spalancata. Le parole di Rhea si dimostrarono profetiche. Nonostante l'ottimismo prevalente, le medie si abbassarono rispetto ai massimi di marzo e intrapresero un lungo declino che portò gli industriali da 194,40 punti a 165,51 il 14 giugno e i trasporti da 64,46 a 50,17 punti il 28 giugno.  Da questi minimi, entrambe le medie si radurano  per un movimento in contro-trend.  Rhea ha anche osservato che la reazione era di durata e portata sufficienti a qualificarla come un’onda  secondaria completa. Sarebbe quindi stato necessario un miglioramento dei massimi di marzo per poter riaffermare la tendenza al rialzo. Una violazione dei minimi di giugno con aumento del volumi, d'altra parte, avrebbe segnalato l'esistenza di un mercato orso.

I volumi del rally iniziato a giugno scesero a meno di un milione di azioni al giorno. Era ovvio che le medie non sarebbero state in grado di migliorare i loro massimi precedenti, e un altro declino presto sarebbe iniziato. Il 27 agosto l’ indice dei trasporti violò il suo minimo e il 7 settembre l’indice degli industriali  confermò questo segnale ribassista. "Questa penetrazione", scrisse Rhea, "interpretata secondo la teoria formulata nel secolo scorso da Charles H. Dow, significa che il lungo mercato toro iniziato l'8 luglio 1932 è terminato nel marzo del 1937 ... e che il movimento da allora  è stata la prima parte di un mercato orso primario ".

La reazione alla dichiarazione ampiamente citata di Rhea fu di incredulità quasi totale. Gli affari erano eccellenti e gli economisti offrivano previsioni fiduciose su cose ancora migliori. I consulenti per gli investimenti e le case di brokeraggio erano, in effetti, più ottimisti che mai dal 1929. Undici giorni dopo il segnale dell'orso, Rhea scrisse: "Un amico mi ha suggerito di entrare a far parte dell'esercito cinese se le medie dimostrassero di aver dato un segnale falso." La svolta degli eventi rese presto inutile un viaggio in Oriente. A partire dai massimi di agosto di 190.02, gli industriali scesero a 125,73 il 18 ottobre senza un solo significativo rialzo. Il giorno successivo scattarono le vendite da panico, e  7.290.000 azioni passarono di mano. A metà giornata le medie erano scese a un minimo intra-day di 115 punti, ma poi arrivò una ripresa, che provocò un rally di dieci giorni. Il 20 novembre 1937 vennero violati i livelli di minimo del 19 ottobre. Il mercato toccò il fondo il 13 marzo 1938, a 98,95 punti sul DJ industrial e 19,00 punti sui trasporti. Era stato uno dei mercati orso più costosi e violenti della storia.

Rhea scrisse il necrologio del mercato toro durante l'autunno del 1937: "Il governo con tutto il suo potere non può controllare nemmeno il fiume Mississippi, né tanto meno le maree degli affari o del sentimento americano. Le politiche monetarie governative, se costruttive, possono aiutare un mercato toro, ma non possono fermare un mercato orso ".

Le condizioni odierne sono simili a quelle descritte da Rhea per il periodo marzo-agosto 1937; non necessariamente le cose dovranno finire allo stesso modo, ma qui c'è un altro approccio all'analisi del mercato che riconosce l'ambiente corrente come tipico di quelli in cui i mercati rialzisti vanno a trasformarsi  in mercati orso.

Rhea aveva torto sul fatto che le politiche monetarie del governo possono aiutare un mercato toro, ma aveva ragione sul fatto che non possono fermare un mercato orso. Quanto successo dal 2007 al 2009 sulle azioni e dal 2006 al 2012 nel settore immobiliare è significativo. Abbiamo a che fare con un principio qui, e il principio è che le azioni del governo non sono la causa di ondate di umore sociale, ma il loro risultato. E’ importante ricordare questo fatto quando il mercato inizia a precipitare sul serio e la Fed e il governo cercano di fermarlo.

L’altra cosa da evitare è quella di innamorarsi dei titoli. Quano un risparmiatore finisce per innamorarsi dei propri titoli presto o tardi ci lascia le penne. L’avanzata dell’onda B nel 1930 catturò molti piccoli risparmiatori. Il 3 aprile 1930 furono emessi certificati per quattro azioni di National Pubblic Service Corporation che era una holding che raggruppava diverse utilities ed era considerato un investimento “altamente conservativo”. Sotto è visibile l’immagine di queste azioni acquistate a man bassa da molti piccoli risparmiatori.

La prossima figura mostra com’è finita l’avventura. Il Dow Jones raggiunse il picco dell’onda B dopo 13 giorni dal collocamento e da qui iniziò un calo dell’89%. Due anni dopo nel 1932 la società dichiarò bancarotta rendendo le azioni carta straccia che oggi restano comunque un documento prezioso come avvertimento contro l’acquisto di titoli in un mercato toro prossimo al termine o all’inizio di un mercato orso.

Gli investitori di oggi sono altrettanto convinti dei loro predecessori, che il mercato azionario è un investimento intelligente. Il Dow è un po 'sotto il suo massimo storico, quindi deve essere un affare, giusto? La risposta è paradossale: se il pubblico pensa che sia un affare, quasi certamente non lo sarà.

Nelle prossima figura chiudiamo con il modello d’onda schematizzato questo mese da Precther che indica il punto in cui si dovrebbero trovare la maggior parte degli indici azionari statunitensi, poi la verità come sempre la scopriremo solo vivendo.

Previsioni di Borsa : Bond USA, rendimenti e prezzi

I prezzi del trentennale Americano, dovrebberro aver concluso anche l’onda [b] e l’onda [c] dovrebbe essere in corso. Questa completerà l’onda 2 e la successive onda 3 riprenderà la discesa dei prezzi. Il prezzo a 150,00 ssarebbe il livello di prezzi in cui onda [c] sarebbe uguale ad onda [a]. Se però consideriamo che la sola onda [a] aveva già ripercorso lo specchio della precedente onda [4] che aprresenta un target naturale potremmo anche trovarci di fronte  ad un onda [c] troncato che porterebbe i prezzi a riprendere la via del ribasso prima tra 144 e 145.

Previsioni di Borsa : Dollar Index e EUR/USD

Il Dollar Index è risalito ad un nuovo massimo a 95,131; la spinta non è confermata dall’euro che si è mantenuto sopra a 1,1510. Mente il rally verso l’alto del dollaro può far parte dell’onda 5, il fallimento dell’euro nel confermare la mossa crea il potenziale che l’onda attuale resti un’onda 4 con una struttura d’onda più complessa come un flat o un triangolo.

Previsioni di Borsa : Oro e Argento

Dopo aver spinto il massimo intraday di giovedi a 1309,57 venerdi’ l’oro è calato molto bruscamente a 1281,95. Per la prima volta da 18 mesi l’oro chiude sotto la trendline iniziata a dicembre 2016. La “fastidiosa” non conferma tra oro e argento sembra essere troppo onerosa per l’auspicato rally. Anche in questo caso l’argento ha seguito il brusco calo dell’oro, ma non ha ancora buttato giù il minimo del primo maggio a 16,03 $. Il grafico settimanale dell’oro mostrato sotto mostra comunque che l’onda [B] non è ancora completa. Quando sarà completa, l’onda [C] porterà l’oro discretamente sotto i 1000$ l’oncia.   

alla prossima

Note:

La Bibbia delle Onde di Elliott è a questo link:

http://www.tradinglibrary.it/scheda-libro/frost-a-j-prechter-robert-r-jr/la-teoria-delle-onde-di-elliott-9788888253213-135907.html

La nomenclatura dei vari gradi d’onda è riportata sotto: le onde “cerchiate” della nomenclatura originale di Elliott sono rappresentate per una questione di praticità racchiuse tra parentesi quadre.

  

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