Dividend yield: 61 anni di profitti in crescita e un futuro brillante

E’ quanto garantisce la “gallina” dalle uova d’oro statunitense Emerson Electric, la cui azione merita attenzione specialmente per un’operatività di lungo periodo.

Cedole & dividendi

Nelle gestioni di vario tipo proposte negli Usa a chi cerca redditi finanziari alternativi a quelli di lavoro o del sistema pensionistico ci sono azioni presenti ripetitivamente. Una di loro è Emerson Electric (codice di identificazione EMR), società attiva con una filiale anche in Italia e leader nei sistemi di automatizzazione delle produzioni, garantendo una migliore protezione delle persone e una riduzione dei costi energetici e operativi.

I motivi per cui piace tanto sono vari:

1°) da 61 anni Emerson Electric aumenta continuamente – seppur in misura marginale – i propri dividendi;

2°) è una società con forti prospettive di crescita, soprattutto nei Paesi dalle economie emergenti;

3°) ha sviluppato anche una divisione Commercial & Residential Solutions, riferita al business di sistemi di refrigerazione, sicurezza e monitoraggio di immobili, che rappresenta già un terzo del fatturato;

4°) la capitalizzazione in Borsa supera i 43 miliardi di $, con un fatturato nel 2017 di 15 miliardi. Il gruppo impiega quasi 80.000 persone.

Emerson Electric è una delle tante “galline” dalle uova d’oro dell’economia statunitense e inevitabilmente il titolo ha corso molto. Di qui una conseguenza: il dividend yield attuale è del 2,8%, che può sembrare modesto in senso assoluto, tanto più considerando l’inevitabile effetto fisco (doppia imposizione, con un prelievo finale di circa il 37%).

2017

0,48 $ al trimestre - ultimo trimestre 0,485 $

2016

0,475 $ al trimestre - ultimo trimestre 0,48 $

2015

0,47 $ al trimestre - ultimo trimestre 0,475 $

2014

0,43 $ al trimestre - ultimo trimestre 0,47 $

E ora gli importi totali di quanto distribuito dal 1986 in poi: li riportiamo per fornire una prova concreta della continuità di crescita nell’erogazione di dividendi, una serie storica da fare impressione:

2017 $ 1.92

2016 $ 1.90

2015 $ 1.88

2014 $ 1.72 - 2013 $ 1.64 - 2012 $ 1.60 - 2011 $ 1.38 - 2010 $ 1.34 - 2009 $ 1.32 - 2008 $ 1.20 - 2007 $ 1.05 - 2006 $ 0.89 - 2005 $ 0.83 - 2004 $ 0.80 - 2003 $ 0.785 - 2002 $ 0.775 - 2001 $ 0.765 - 2000 $ 0.715 - 1999 $ 0.65 - 1998 $ 0.59 - 1997 $ 0.54 - 1996 $ 0.49 - 1995 $ 0.445 - 1994 $ 0.39 - 1993 $ 0.36 - 1992 $ 0.345 - 1991 $ 0.33 - 1990 $ 0.315 - 1989 $ 0.28 - 1988 $ 0.25 - 1987 $ 0.2425 - 1986 $ 0.23.

E’ vero: il dividend yield attuale è ridotto rispetto a realtà per esempio del Ftse Mib ma garantito da una società sul cui sviluppo futuro non ci sono dubbi. Lo confermano le previsioni sull’utile per azione (3,18 $ nel 2018 e 3,64 $ nel 2019), sull’Ebit e sul cash flow (+43,8% nel 2018 e + 14,5% nel 2019).

Inutile sottolineare che gli analisti specializzati in Emerson Electric si dividono in parte in uno “strong buy” e in parte in un “hold” (mantenere). Ciò vale soprattutto per l’investitore di lunga data statunitense già collocato sul titolo. Ma quello italiano che magari ne sente parlare per la prima volta?

Il P/e attuale di 21,82 fa temere che Emerson Electric sia un’azione sopravvalutata, sebbene – come detto – l’Eps (utile per azione) abbia prospettive di ulteriore crescita.

L’analisi tecnica – segnalando che il minimo a 52 settimane si è collocato a 54,47 $ e il massimo a 74,45 $ - con una volatilità media del 23,6% conferma che l’azione Emerson Electric, dopo aver toccato il massimo indicato ha avviato una correzione tipica della sua variabilità storica.

Ultima quotazione

69,28 $

Prima resistenza

70,26 $

Seconda resistenza

74,06 $

Primo supporto

66,23 $

Secondo supporto

62,00 $

In sintesi – il titolo ha ancora prospettive di crescita, al punto tale che i target medi si collocano sugli 85 $ ma - non disponendo degli elementi utilizzati per tali valutazioni - le riferiamo con grande distacco. L’azione Emerson Electric va vista in chiave – secondo noi – diversa, ovvero nell’abbinamento fra continuità di trend e rendimento da dividendo. Un 2,8% lordo può apparire basso ma non lo è se si aggiunge a una costanza di performance positive adottando un trading nemmeno troppo esasperato. Ancor meglio un’operatività molto lunga basandosi sulla media mobile a 200 sedute. L’ultimo segnale di entrata di quest’ultima (8 aprile 2016) è scattato a 44,65 $ e vale ancora oggi a 69,28 $. Considerando che da allora si sarebbero incassati ben nove dividendi il profitto globale lordo sarebbe risultato di quasi 29$ ogni 44,65 investiti!

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