Non sono un esperto di metalli preziosi e non voglio passare come tale.
Quello che posso fare è constatare che il futures sull'oro si è adagiato su una trendline crescente (blu nel grafico) e che ha rotto una trendline decrescente (rossa nel grafico):
I saggi dicono che il ribasso dell’oro può avere trovato un minimo perché le cause della correzione stanno perdendo intensità. Il mercato aveva venduto sulla combinazione più scomoda: dollaro forte, rendimenti reali elevati e deflussi dagli ETF. Ora il quadro si incrina. La Federal Reserve ha lasciato i tassi al 3,50-3,75% e si riduce l’ipotesi di nuovi rialzi, mentre il calo del petrolio attenua il rischio inflazionistico. Se i rendimenti reali smettono di salire, diminuisce il costo opportunità di detenere oro.
La domanda fondamentale non è scomparsa. A luglio gli ETF auriferi hanno raccolto 3 miliardi di dollari, interrompendo due mesi di deflussi; nel secondo trimestre le banche centrali hanno acquistato 289 tonnellate. Il rimbalzo da area 4.050 dollari non prova il minimo definitivo, ma segnala il ritorno di compratori capaci di assorbire le vendite. Il rovesciamento sarà credibile se dollaro e rendimenti reali continueranno a indebolirsi; altrimenti sarà soltanto un recupero dentro una correzione aperta.
Io penso che l'oro come il valore di un immobile nel lungo periodo deve crescere o comunque resistere meglio di altri asset al deprezzamento dei valori mobiliari (deve essere in posizione particolare, di una categoria particolare, etc. etc.).
Per questo inseriamo l'articolo di Bellosta https://www.lombardreport.com/2026/8/5/un-timido-segnale-dai-preziosi/ tra gli asset del Portafoglio a Rischio Contenuto
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