Il direttore responsabile Emilio Tomasini è apparso su:

Obiettivo reddito – Allerta inflazione: i punti forte del nuovo “inflation linked” italiano. Certificati: un coupon del 13,3% con capitale protetto all’80%. L’Etf dei big tech rende il 23,6%


Altro che petrolio! Il vero fattore di incertezza per l’andamento dei prezzi si chiama emergenza climatica. Ecco allora un titolo a basso rischio, adatto a questo nuovo scenario. Un certificate iper-difensivo ma a medio rischio su quattro sottostanti ad alta volatilità, con possibile call corta. Approfondiamo infine il miglior modo di incassare dividendi dalle leader Usa della tecnologia, con uno strumento però ad alto rischio.

Il report della domenica

Il prepotente ritorno in scena dell’inflazione, dovuto alle vicende geopolitiche, potrebbe proseguire negli anni e rappresentare un rischio strutturale per qualsiasi portafoglio. C’è infatti un altro fattore di forte incertezza: si chiama “climaflation”. Ne ha iniziato a parlare la cerchia dei ricercatori economici nelle scorse settimane e il tema è stato poi ripreso perfino dalla Banche centrali. Di che si tratta? Degli effetti del disastro ambientale cui stiamo assistendo. Ondate di calore, incendi, siccità o all’opposto alluvioni rischiano di costare molto alla produzione agricola ma non solo. Alcune ricerche testimoniano che il trend è iniziato e che proseguirà. Meglio costruire allora degli argini anche finanziari nei suoi confronti. Come? Inevitabilmente con i bond “inflation linked” di tipo tradizionale, ovvero con capitale ancorato all’incremento del costo della vita. Su questo fronte c’è un’interessante novità italiana. L’analizziamo.

Di che si tratta?

Del nuovo Btp€i 2037, dall’Isin IT0005725160

Ha appena esordito sul secondario. Quali sono le sue caratteristiche?

Indicizzato all’inflazione europea, che solitamente è più elevata rispetto a quella solo italiana, fornisce all’investitore un’efficiente protezione contro l’aumento dei prezzi: sia il capitale (componente fondamentale) sia le cedole pagate semestralmente (componente secondario) sono, infatti, rivalutati sulla base dell’inflazione dell’area euro, misurata dall’Eurostat attraverso l’indice armonizzato dei prezzi al consumo, con esclusione del tabacco

Il capitale è garantito, nel senso che non può essere rimborsato sotto il nominale. Cosa vuol dire?

Grazie al meccanismo di indicizzazione utilizzato alla scadenza è riconosciuto al detentore il recupero della perdita del potere di acquisto realizzatasi nel corso della vita del titolo. Inoltre il Btp€i garantisce la restituzione del valore nominale sottoscritto: anche nel caso in cui si verificasse, nel periodo di vita del titolo, una riduzione dei prezzi (ipotesi, comunque, poco realistica) l’ammontare rimborsato a scadenza non sarebbe mai inferiore al valore nominale (100)

È quindi più protettivo rispetto al Btp Italia?

Quest’ultimo non indicizza il capitale e distribuisce l’inflazione con le cedole via via pagate. Non svolge quindi un ruolo di hedge

Vediamo ora il nuovo Btp€i 2037: come è strutturato?

Ha una cedola base (tasso cedolare reale fisso) del 2%, con data di emissione il 30/7/2026 e data di scadenza il 15/2/2037. Il circolante del primo lotto collocato sul mercato risulta di 3,8 miliardi di euro. Prevede il pagamento semestrale del coupon (15 febbraio – 15 agosto) e ha chiuso la seduta di venerdì alla quotazione di 100,35 Eur

Punti forti

Sono numerosi.

Il primo è evidente: fa da hedge all’inflazione nel lungo termine, adattandosi molto bene a posizionamenti su più anni o fino a scadenza.

 Il secondo: trattandosi di un’emissione inedita, non comporta quello che è il cosiddetto “rateo inflattivo”, ovvero la porzione di inflazione antecedente che l’acquirente deve versare al momento dell’acquisto se si rivolge a Btp€i quotati da tempo sul secondario.

Il terzo: una simile scadenza soddisfa la regola che è un bond inflation a dieci anni il più adatto a coprire i relativi rischi per il portafoglio di un investitore retail.

Il quarto: appropriata la cedola base del 2% in un contesto di incertezze dei rendimenti quale quello in corso. Di tutti i 14 Btp€i (con scadenza oltre il 2026) trattati sul secondario solo 5 hanno cedola sopra il 2% ma inevitabilmente prezzano ben oltre 100; gli altri 9 hanno coupon sotto e in alcuni casi di molto inferiore al 2%

Punto debole

Il mercato non ha ancora compreso il ruolo importante di questo tipo di Btp e spesso li snobba

► Certificati - Conta più un buon coupon o la protezione? E se ci fossero entrambi?

Il tanto parlare che si fa di mercati prossimi a una pesante sciacquata porta gli investitori in certificati a porsi tante domande. Una inevitabile è quella del titolo di questo capitolo. Cerchiamo di dare allora una risposta con un prodotto da poco sul mercato e che ha riscosso attenzione per alcune particolarità della sua struttura.

Di che si tratta?

Del Citigroup Exp Cbk/Stla/Rhein/Ker 20 220730 (Isin XS3127860362) con data emissione 13/7/2026 e data scadenza 22/7/2030

Quali i sottostanti?

Sono quattro: Commerzbank, Kering, Rheinmetall e Stellantis, appartenenti a settori ben diversi fra loro, ovvero bancario, lusso, difesa e automotive

Ahia! “Roba” iper volatile!

Certo ma qui scatta per il certificato la barriera capitale a scadenza fissata al 20% dei valori iniziali dei sottostanti e quindi al -80% in termini di ribasso delle quotazioni. Una bella protezione quindi!

Inevitabilmente c’è una call, che in situazioni di questo tipo rappresenta il vero rischio, spesso trascurato?

In effetti il certificato incorpora la possibilità da parte dell’emittente di rimborsare anticipatamente (da ottobre 2026). L’esercizio avviene in via facoltativa alle date di rilevazione mensili. In tal caso l’emittente risarcisce il valore nominale del certificato e paga tutte le cedole maturate fino alla data del rimborso

Quello della “in via facoltativa” è una condizione alquanto incerta, che lascia all’emittente la possibilità di agire in tutta libertà?

Sì, lo è ma nella fase in corso certificati e obbligazioni bancarie prevedono molto spesso questa clausola, il che porta a prendere in considerazione l’ipotesi di investimenti corti e con quotazioni di acquisto sotto il nominale, che in questo caso è di 1.000 euro

Allora quella protezione al -80% conta poco?

È un airbag non marginale pur nella consapevolezza della presenza di una call

Vediamo la barriera (trigger) per la cedola. Risulta pure al 20% dei valori iniziali?

No. È al 40% degli stessi, garantendo un flusso cedolare fino a quando il sottostante peggiore non registrerà un prezzo inferiore a tale soglia. Lo strumento corrisponde una cedola lorda mensile dell’1,11%, traducendosi in un potenziale rendimento del 13,32% annuo

Quali i livelli barriera per il coupon?

Per Commerzbank risulta di 15,54 euro, per Kering di 100,14 euro, per Rheinmetall di 391,68 euro e per Stellantis di 1,972 euro

La cedola è comunque a memoria

L’ultima quotazione?

Risulta di 1.031,3 euro

Punti forti

Certamente la protezione a scadenza del -80%, iper-difensiva, e il rendimento cedolare pur in presenza di questa tutela

Punti deboli

Il possibile rimborso anticipato a discrezione dell’emittente e la quotazione attuale sopra il nominale

► L’Etf dei big tech rende - nella fase in corso - il 23,6%

Degli Etf  “covered call” abbiamo già scritto ampiamente negli ultimi tempi. Oggi ne analizziamo uno a forte appeal, in quanto con sottostanti le leader Usa della tecnologia.

Denominazione

YieldMax Big Tech Option Income

Isin

IE000MMRLY96

Strategia

Cosiddetta “covered call”: combina una posizione lunga sulle azioni sottostanti con la vendita di opzioni call sulle stesse, per creare rendimento

Sottostanti (i 10 principali)

Service Now – AMD – Microsoft – Paypal – Apple – Palantir – Cisco – Adobe – Taiwan Semiconductor

Gestione

Attiva

Valuta denominazione

Usd

Valuta negoziazione

Eur

Quotazione

Su Borsa Italiana

Ultima quotazione (chiusura 7/8/2026)

37,5 Eur

Max anno

43,50 Eur - 5/01/2026

Min anno

34,10 Eur - 3/08/2026

Performance a 1 anno

-18,22%

Distribuzione cedolare

Periodicità cedole

Mensile

Importi 2026

0,83 Eur a gennaio – 0,78 Eur a febbraio – 0,75 Eur a marzo – 0,69 Eur ad aprile – 0,78 Eur a maggio – 0,83 Eur a giugno – 0,73 Eur a luglio

Rendimento in corso (stima dell’emittente – dato aggiornato 6/8/2026)

23,6%

Ter annuo

0,99%

Indicatore di rischio (in base al Kid)

4 (da 1 minimo a 7 massimo)

Stima di rischio

Elevato, considerando che finora il mercato non ha registrato ribassi significativi per questo tipo di azioni

Analisi tecnica

L’Etf si è avvicinato a una resistenza significativa di breve periodo sui 37,8 Eur, superata la quale potrebbe muoversi nella direzione dei 40 Eur. Importante la tenuta dei 34,5 Eur

Strategia d’acquisto

Piano accumulo cogliendo eventuali forti correzioni, con lotti comunque adeguati al profilo di rischio di ogni investitore

= = = = =

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