Il direttore responsabile Emilio Tomasini è apparso su:

Due buy ma con molta calma


Riutilizzo il grafico che avevo pubblicato due settimane fa: siamo sempre dentro il canale rialzista del Dow Jones che avevo indicato come punto di riferimento per resistenze e supporti. Ora siamo sotto alla resistenza e quindi ci dobbiamo spettare un riassorbimento della spinta rialzista:

Sull’Sp500 siamo in fase di uncino rialzista con crescita a 90 gradi e sul Russell 2000 idem siamo sui massimi.

E il nostro indice nazionale? Il Ftse Mib 40 ha seguito il pattern dell’SP500 ed è sostanzialmente la copia dell’SP500 anche se questa settimana ha vinto il palmarès della migliore borsa europea. Sul piano fondamentale, Milano ha beneficiato di trimestrali superiori alle attese, con utili robusti soprattutto nel comparto finanziario, mentre le speranze di riapertura dello Stretto di Hormuz hanno ridotto il premio per il rischio energetico che tiene soggiogato sempre e comunque il nostro mercato.

Il rialzo della settimana nasce anzitutto da una reazione tecnica: dopo la correzione di luglio, tecnologia e semiconduttori erano scarichi, mentre il ritorno degli acquisti ha ricondotto l’S&P 500 sopra i massimi precedenti, con una partecipazione finalmente più larga perché indirizzata verso settori diversi da quelli della tecnologia. Il motore fondamentale è stato altrettanto chiaro. Le trimestrali hanno continuato a battere le attese e il dato americano sull’occupazione, con 23.000 posti persi a luglio, ha ridotto il rischio di un rialzo dei tassi Fed. Rendimenti obbligazionari attesi stabili o al ribasso e petrolio in discesa hanno completato il quadro. Il mercato ha quindi comprato utili solidi e minore pressione monetaria, non una semplice speranza.

Andiamo con le azioni italiane e NYSE:

TESMEC: la fregatura di questa settimana, noi stoppati sul minimo e l’azione riparte. Qui però il pattern è il più potente di tutti: comprare i massimi storici che sono anche il massimo del prezzo di collocamento. Ovviamente alle budella un dolore enorme ma così gira il fumo. Se indietreggiasse ci farebbe un piacere. Però stiamo pronti a piazzare un eventuale nuovo ordine buy sopra 0,4545 dovesse ripartire.

CALAGIRONE EDITORE: sempre su dopo inserimento in Portafoglio Rischio Contenuto

SAFILO: molti lettori hanno chiesto di questa azione che come attività sociale non ha bisogno di presentazioni. Safilo è esplosa al rialzo dopo la semestrale pubblicata il 4 agosto: il titolo ha guadagnato circa il 36% nella settimana, chiudendo venerdì a 2,234 euro, sui massimi delle ultime 52 settimane.

Il mercato ha premiato soprattutto la redditività:

  • ricavi: 512 milioni, –1,9% a cambi costanti;
  • EBITDA adjusted: 86 milioni, +38,1%;
  • margine EBITDA: dal 11,6% al 16,8%;
  • utile netto adjusted: 49,4 milioni, +46,7%;
  • debito netto: sceso da 46,1 a 5,4 milioni;
  • free cash flow: 36,4 milioni.

Una parte consistente del miglioramento deriva però da 20 milioni di rimborsi una tantum sui dazi americani. Escludendoli, il margine EBITDA resta comunque in crescita al 12,9%: quindi il progresso operativo è reale, ma molto meno spettacolare del dato ufficiale.

Per capire molto dell’andamento futuro dobbiamo usare l’analisi tecnica: infatti solo sotto il profilo tecnico possiamo dire che siamo in un bottom up e il grafico che postiamo di seguito lo dimostra chiaramente. Ormai i prezzi sono sopra i massimi relativi precedenti formati in una congestione eterna, quasi 7 anni. Quindi passata la sfuriata dei prezzi di ora e entrati nell’inevitabile ritracciamento osserveremo se il momentum si mantiene positivo ancora per qualche tempo e poi valuteremo noi stessi l’entrata. Se si tratta di un bottom up il momentum deve essere pulito e perdurante. E i margini di crescita se guardiamo i grafici ci sono tutti e sono … infiniti!

WHEATON E ARIS MINING: segnalate da Bellosta sui minimi e poi inserite nel portafoglio a Rischio Contenuto. Siamo in presenza di un bottom sui metalli preziosi ? Ne sono convinto e quindi è scattato il doppio buy di Bellosta e Tomasini.

SEAGATE (simbolo STX del Nasdaq): l’abbiamo già attenzionata in passato e ora si presenta come il titolo del circo ai che sta congestionando con meno rumore. I dati di bilancio sono lunari come la valutazione, siamo a dei multipli da fuori di testa. Insieme a Western Digital si divide il duopolio dei drive degli hard disk per lo storage dei dati aziendali. Cerchiamo di prenderla nel mezzo della congestione con un buy stop 862,69, stop loss 647, target 1170.

DAVITA E DATAGODG: un lettore mi ha scritto chiedendomi perché non siamo corsi a vendere all’annuncio dei risultati trimestrali. La risposta è nell’azione che segue, Datadog, che forse ha toccato il minimo ed è pronta (forse) a risalire. Non avendo il dono della preveggenza sappiamo che sul Nasdaq può succedere di tutto e la statistica ci dice che lo stop loss al 25% è l’ottimale, dove l’ottimale non significa che guadagni di sicuro significa che forse riesci ad uscire da situazioni come quella di Datadog che ha avuto una reazione scomposta dal mercato e ora recupera. Se rompe il 25% allora il titolo è più o meno spacciato o almeno il pendolo della statistica dice questo. Se corriamo a mettere lo stop loss in un posto diverso a seconda delle emozioni è ancora peggio, così dice la statistica. Purtroppo qui bisogna prendere il treno e cercare di stare dentro fino alla fine e se ti sbattono fuori è come prendere un cazzotto: ti devi rialzare e cercare di picchiare più forte.

FERRARI: gira in rete la storia del testa e spalle di Ferrari. Sta di fatto che l’azione ha disegnato un bottom (che non so come si chiami) e siccome l’abbiamo dentro al portafoglio Challenge (in esaurimento solo per i vecchi lettori) tra poco valutiamo di portarla dentro il portafoglio Trading.

POSTE ITALIANE: detto fatto, buy 27,62 stop loss 25,60, target 30 (da rivedere).

BANCA DESIO E BRIANZA: tornasse a cavallo di 15 sarebbe da comprare a piene mani.

WIIT: se rialza la testa non disdegniamo un nuovo buy

L’autore del presente articolo è iscritto all’Ordine dei Giornalisti e non detiene gli strumenti oggetto delle sue analisi.
Il nostro giornale rispetta la Carta dei Doveri dell’Informazione Economica clicca qui >>
Informativa metodo clicca qui >>