Diciamolo subito, senza girarci intorno: la settimana scorsa Wall Street ha portato a casa la pagnotta, ma con il fiatone. S&P 500 +0,5%, Nasdaq +0,85%, indici a ridosso dei massimi storici e volumi da fine agosto. Il momentum sta abbandonando il mercato azionario e si fa fatica a trovare qualcosa da comprare.
Perché o si punta sull’Ai o si punta su Poste Italiane, due scelte completamente opposte in termini di rischio e rendimento.
Nella scorsa settimana il piatto forte è stato Nvidia: trimestrale sopra le attese e, soprattutto, una guidance che parla di ricavi in crescita di circa il 70% nel prossimo esercizio. Il titolo ha ringraziato con un +8,7% giovedì e il mercato ha rimandato ancora una volta il funerale dell'intelligenza artificiale, che qualcuno celebra ogni trimestre da due anni.
La verità è che ad esempio Micron Technology rimane ancora regina per momentum e sta disegnando una congestione che per definizione è prodromo di ripresa del rialzo, raro vedere una congestione come quella che diventa il balcone da cui la Borsa si suicida.
Poi c'è la Fed. Kevin Warsh, il nuovo padrone di casa, ha recitato la parte del falco a metà: inflazione «ancora troppo alta», «per la Fed c'è ancora lavoro da fare», ma senza sbattere la porta in faccia ai mercati, che infatti venerdì hanno chiuso composti. Il PCE core di luglio al 3,3% annuo gli dà ragione: con questi numeri chi taglia i tassi lo fa per fede, non per evidenza.
E il decennale americano, che viaggia sui massimi da inizio 2025 con il tasso reale ai livelli più alti dal 2008, il messaggio lo ha capito benissimo.
Dall'altra parte dell'oceano l'Europa ha chiuso la settimana all'insegna della tranquillità agostana: Piazza Affari venerdì ha guadagnato lo 0,67% con Stellantis in vetrina, mentre il Bitcoin si è concesso un week end da paura, tanto per ricordare a tutti che cosa significa comprare volatilità travestita da moneta.
Un lettore mi chiede del bitcoin, strumento su cui non trattiamo ancora, ma la risposta la dà il grafico settimanale: siamo al bottom up, può solo salire se rompe il massimo di 84 e sarà un bel doppio minimo: prima di allora ogni previsione è prematura:
Il vero tema però lo ha messo sul tavolo il Wall Street Journal nell’edizione in paggina oggi: gli utili delle grandi aziende americane stanno esplodendo. Nel secondo trimestre l'utile per azione dell'S&P 500 è salito del 53% anno su anno, con vendite a +16%.
Numeri da boom economico, se non fosse per il trucco contabile che ci sta sotto: i rimborsi dei dazi pagati in passato, che per Walmart valgono 2,9 miliardi di dollari e che secondo Apollo Management (per quel che vale) aggiungeranno più del 4% alla crescita del terzo trimestre.
Doping fiscale, temporaneo per definizione. Intanto il consumatore americano spende ancora — Target, Best Buy e Dollar General lo confermano — ma Walmart registra la crescita più lenta da sei anni e la fiducia dei consumatori è scivolata.
Torsten Slok è uno degli economisti più citati da Wall Street per due motivi: la sua newsletter quotidiana "Daily Spark" — un grafico al giorno con due righe di commento, letta da mezza industria finanziaria — e la sua abitudine a prendere posizioni nette e controcorrente. Per capirci: a inizio 2025 azzeccò la previsione che la Fed non avrebbe tagliato i tassi quando il consenso ne prezzava sei, e da tempo martella sul parallelo tra il boom dell'AI e la bolla dot-com, pur riconoscendo che i colossi di oggi hanno utili veri, a differenza del 1999. Ebbene Torsten Slok dice papale papale: finché il boom dell'AI regge e la Borsa sale, il consumatore tiene. Se l'AI non mantiene le promesse, «avremo una conversazione diversa».
E qui casca a fagiolo Jason Zweig, che sul Journal paragona il 2026 al 1901: allora i bucket shop, oggi i prediction market dove si scommette sul prezzo del Bitcoin tra 15 minuti; allora la leva 10 a 1 dei margin trader, oggi gli ETF a leva e i perpetual futures fino a 100 a 1; allora U.S. Steel prima società da un miliardo di dollari, oggi SpaceX prima IPO da mille miliardi. Come andò a finire lo sappiamo: il mercato salì ancora per anni, poi arrivò il panico del 1907, -30%.
Morale: la festa può durare più del previsto, ma chi balla vicino alla porta si salva, chi balla al centro della sala no.
E veniamo alla settimana entrante, che è partita col botto, letteralmente: Stati Uniti e Iran sono tornati a scambiarsi missili dopo un mese di tregua, il petrolio ha sfondato i 91 dollari, il Dow oggi ha lasciato sul terreno 400 punti in avvio e i rendimenti sono ripartiti al rialzo, con annessa stangata in arrivo su mutui e stime d'inflazione. Piazza Affari tiene grazie alla fiammata dei petroliferi, con Eni e Tenaris a fare da scudo, mentre l'Opec+ da settembre aggiunge 188.000 barili al giorno: benzina sul fuoco geopolitico, in tutti i sensi.
Che fare? Quello che ripeto da trent'anni: il mercato ha sempre ragione, le opinioni — comprese le mie — no. Utili dopati dai dazi, multipli tirati, guerra alle porte del Golfo e un mercato del lavoro che scricchiola: il quadro consiglia stop loss stretti e umiltà.
Il trend è ancora su, e contro il trend non si combatte.
Ma il 1901 insegna: quando tutti si sentono geni, il conto è già in stampa.
Chi vivrà, vedrà.
E chi avrà gli stop, sopravviverà.
Ma andiamo di grafico in grafico:
CROWDSTRIKE: ha ancora tanti crostini da mangiare, stiamo dentro, purtroppo si passa dall’ansia all’esaltazione. Per il momento godiamoci l’esaltazione
PALO ALTO: incomprensibile come la comprino appena scende …
EVISO: segnalata piu volte sembra voler forzare i massimi … illiquida stiamo fuori ma il bilancio che ha appena presentato non era male … anzi
LU-VE: siamo al 50% di ritracciamento, ma è sempre circo AI. E’ chiaro che se passa 60 euro bisogna fare delle considerazioni …
AIGA (Bellosta): aspettiamo che ritracci per inserirla in portafoglio rischio contenuto … se ritraccia
BANCA DI DESIO E DELLA BRIANZA: è l’unica azione che ci viene da comprare questa settimana per il volume mastodontico di acquisti e per il bottom di un triangolo che è in via di rottura. Non mi pare che con i volumi scambiati oggi si possa prevedere a breve un tracollo altrimenti quelli che hanno comprato oggi sono davvero tutti fessi. Ma sono fessi ricchi e con le tasche piene di baiocchi. Difficile siano davvero tutti fessi … Non c'è NESSUN comunicato societario: sul sito della banca gli ultimi avvisi parlano di chiusure di filiali e protezione civile, non di operazioni. La spiegazione è la solita miscela: speculazione da risiko (a settembre si scioglie il nodo Mps-Bpm), momentum di un titolo in tendenza verticale, e un flottante risicato — 367 mila pezzi scambiati, poco più di 6 milioni di controvalore — dove basta un compratore determinato per spostare il prezzo del 4%. Ma noi andiamo con un ordine Banca Desio Brianza (BDB) buy stop 17,52, stop loss 16,00, target 23,30
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