La seduta odierna è stata caratterizzata da quelle che definisco vendite "a goccia"...lente ma continue. Alla fine della seduta Borsa Italiana ha perso circa l'1,3% con volumi farlocchi attorno ai 3 miliardi di euro. Scrivo volutamente farlocchi dal momento che verso le 16:15, quando sono tornato al pc, ho visto che il controvalore degli scambi era stato attorno al milardo e mezzo di euro, quindi gran parte dei volumi finali, come sempre, sono stati fatti da incroci in asta di chiusura. Dico questo perché le vendite odierne, per ora, non sono state dettate da panico anche se abbiamo avuto azioni del FTSEMIB40 che hanno presentato un conto finale con perdite superiori al 3%. Si tratta di Poste Italiane, Telecom, Brunello Cucinelli e Nexi. Meglio è andata al comparto petrolifero che in qualche modo ha bilanciato il listino: Eni +1,92%, Tenaris +1,54%.
Se ben ricordate meno di un mese fa avevo evidenziato la possibilità di forze ribassiste a partire dall'inizio di settembre (link articolo: https://www.lombardreport.com/2026/8/8/azioni-banco-desio-azioni-credem-2/). Forze ribassiste non significa avere un patatrac ma semplicemente una perdita di momentum complessiva (sarebbe anche ora!). I mesi critici sono spesso stati settembre ed ottobre, il primo forse più del secondo (se escludiamo il crollo del 1987). Il grafico che avevo postato in occasione di quell'articolo e che ora ripropongo è il seguente (non l'ho aggiornato ma interessa la view di massima). Ricordo che in verde avevo segnato l'anno di Borsa con maggior correlazione con questo 2026 e in azzurro gli anni elettorali.
L'S&P500 di fatto si trova al test dei precedenti massimi storici ovvero in area 7600. Sotto questo livello e a partire dai 7570-7580 (giusto per avere un minimo di flessibilità) si apre uno scenario più orientato al ribasso/lateralità, con potenziale test dei minimi importanti attorno a 7300-7350. Chiaramente non è detto che questo avvenga, ma il meteo potrebbe essere avverso, mettiamola in questi termini.
Il nostro derivato è già da diverse sedute che mostra debolezza o appiattimento (eravamo in congestione strettissima) e solo ora pare voglia andare a rivedere l'area dei 51100-51300. Di seguito il grafico daily.
Anche il Dax Future su scala giornaliera ha fatto un falso breakout un paio di sedute fa ed è subito rientrato. Niente panico ma mi aspetto una continuazione della debolezza, specialmente se venisse bucata la trendline dinamica ascendente. Poco sotto però abbiamo un'area di vecchi massimi attorno a 25300-25500.
Il punto però è un altro a mio avviso. Col rialzo generalizzato dei rendimenti, in USA, Europa e Giappone (quest'oggi al 3%, soglia che non toccava da circa 30 anni), capite bene che si crea una potenziale alternativa all'azionario. Molto grossolanamente il ragionamento che faccio (da trader e non da economista!!) è che se il p/e dell'S&P500 gira attorno a 24 (ultimi 12 mesi) ed il p/e forward (utili attesi a 12 mesi) a circa 19, che senso ha assumersi dei rischi sull'azionario quando si ottiene il 4,7-4,8% sul decennale? Naturalmente ragiono senza considerare il cambio, non considero che gli utili attesi variano, non uso l'earning yield che con un p/e di 19,7 è circa il 5% etc..etc...
Buona serata.
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Ad maiora!
PNA
Piernicola Assiso è un trader privato e potrebbe detenere gli strumenti finanziari oggetto delle sue analisi risultando così in conflitto di interesse con i lettori.
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