VALSOIA S.p.A., fondata nel 1990, è stata pioniera in Italia nello sviluppo dei prodotti vegetali alternativi. Accanto al core storico dei prodotti salutistici (linea "Bontà e Salute"), il gruppo ha progressivamente ampliato il proprio perimetro con brand del food tradizionale come Loriana (piadina), Santa Rosa (confetture) e Diete.Tic (dolcificante), distribuzioni come Häagen-Dazs, e — da fine 2025 — il marchio sloveno Krepko, leader nel kefir. Oggi VALSOIA presidia un portafoglio diversificato che spazia dal plant-based alle referenze più tradizionali del largo consumo confezionato, con una quota estero in costante espansione.
Nei primi giorni di settembre sono stati pubblicati i numeri relativi all'andamento del primo semestre 2026. Analizziamo qui di seguito com'è andata.
RICAVI H1 2026 DI VALSOIA:
Ricavi di Vendita a € 62,4 mln (+4,4%, +€ 2,6 mln). In Italia i ricavi scendono di € 0,7 mln (-1,3%): oltre alla fine del contratto Oreo's, pesa il ritardo su Santa Rosa e Vallè, chiuso solo nei primi mesi 2026, con recupero atteso nel terzo quadrimestre.
L'estero, in termini assoluti, cresce del +54% a € 9,604 mln. A parità di perimetro, l'acquisizione di Krepko ha contribuito con € 2,71 mln. Sottraendola dal dato 2026 (9,604 - 2,71 = € 6,894 mln) e confrontandola con la base comparabile 2025 (€ 6,238 mln), la crescita organica dell'estero è stara del +10,5%
IL SECONDO TRIMESTRE HA RALLENTATO, NON ACCELERATO
Guardando il dato semestrale nel suo complesso si potrebbe pensare che l'azienda abbia chiuso l'anno in progressivo miglioramento. Confrontando però il comunicato del primo trimestre con quello semestrale, la sequenza racconta l'esatto contrario. A marzo il Gruppo viaggiava a € 26,23 mln di ricavi trimestrali (di cui € 1,51 mln erano il contributo, non confrontabile, di Krepko), con la Capogruppo storica in crescita del +2,2%, spinta da un estero già brillante (+23,1%) e un'Italia sostanzialmente ferma (+0,3%). Per differenza rispetto al totale del semestre, il secondo trimestre si ferma invece a circa € 36,2 mln, una crescita di appena +1,7% sull'anno prima: meno della metà del ritmo segnato nei primi tre mesi.
A perdere slancio sono entrambe le componenti che nel Q1 sostenevano i ricavi. L'Italia, da un trimestre pressoché piatto, scivola in territorio negativo (circa -2,5% nel Q2) — un peggioramento che la stessa società aveva anticipato ad aprile, segnalando un rallentamento dell'ordinato sul mercato nazionale, e che coincide con l'aggravarsi del caso Santa Rosa/Vallè. L'estero, dal canto suo, resta in crescita ma decisamente più contenuta: dal +23,1% di inizio anno a circa +4,5% nel trimestre successivo, al netto di Krepko. Il messaggio che se ne ricava è che la crescita del semestre nel suo complesso si deve soprattutto all'acquisizione slovena, non a un'accelerazione della gestione ordinaria — un dettaglio che cambia non poco la lettura di un dato di vendite altrimenti solido in apparenza.
MARGINALITÀ DI VALSOIA — I DRIVER DELLA CONTRAZIONE, E LA LETTURA DEL MANAGEMENT:
L'EBITDA dei primi sei mesi si è attestato a € 5,7 mln (da 7,1 mln, -20,5%): il rapporto con il totale dei ricavi evidenzia una marginalità del 9,1%, livello minimo dei primi semestri dal 2019.
L'andamento dell'EBITDA MArgin % è replicato esattamente anche dagli altri indici.
Quali sono state le determinanti di questo trend? Scomponendo i costi operativi emerge quanto segue:
- le materie prime salgono a € 10,4 mln (+18,2% YoY, quattro volte il ritmo dei ricavi);
- il costo del personale aumenta a € 8,7 mln (+19,7%), riflesso di un organico passato da 193 a 251 dipendenti (+30%, con gli operai da 67 a 104) assunti in anticipo per Serravalle Sesia, il cui avvio linee parte solo da settembre; i servizi amministrativi salgono del +35% per il rafforzamento dei sistemi informativi.
Il management inquadra questi elementi come "componenti temporanee, previste nei programmi aziendali, e non riconducibili a un deterioramento della gestione caratteristica". Un passaggio della relazione relativizza il confronto YoY: "l'andamento del primo semestre risulta coerente con gli obiettivi di budget", mentre il paragone con il 2025 "risente dell'andamento particolarmente favorevole di quest'ultimo, che aveva registrato il migliore risultato degli ultimi 4 anni".
CASH FLOW: PERCHÉ LA CASSA MIGLIORA NONOSTANTE I MARGINI
Il flusso di cassa operativo netto passa da -€ 0,64 mln a +€ 2,08 mln: un miglioramento di € 2,73 mln che stride, a prima vista, con margini in calo. Il motivo principale è la gestione del capitale circolante: le rimanenze salgono del 47% per la stagionalità della linea gelati, ma questa volta l'accumulo di scorte è stato finanziato allungando i tempi con i fornitori — i debiti commerciali sono cresciuti di € 9,4 mln, più del doppio rispetto ai € 4,4 mln del 2025 — dimezzando l'assorbimento netto di cassa (da € 6,2 a € 3,7 mln).
A questo si somma un effetto fiscale di quasi pari entità (+€ 1,7 mln): in cassa sono uscite appena 1.360 euro contro € 1,72 mln del 2025, molto più di quanto giustificherebbe il calo, assai più contenuto, delle imposte di competenza (da € 1,76 a € 1,20 mln). È verosimilmente un effetto di timing sugli acconti IRES/IRAP — un pattern strutturalmente volatile per questa azienda, quindi non un beneficio acquisito.
PFN DI VALSOIA:
PFN rettificata € 8,0 mln di cassa netta, in calo dai € 16,1 mln di fine 2025 (era già scesa a € 10,6 mln a fine marzo). Il rendiconto finanziario permette di capire con precisione dove sono finiti questi € 8,1 mln: la parte più consistente, circa € 5,8 mln, è capex vero e proprio — quasi tutto destinato all'ampliamento dello stabilimento di Serravalle Sesia — mentre solo una quota marginale (€ 0,25 mln) riguarda un aggiustamento legato a Kele & Kele. Il grosso dell'acquisizione slovena, va ricordato, era già stato pagato a dicembre 2025 (circa € 3 mln per il 70% del capitale, su un valore d'impresa complessivo di € 5,4 mln) e quindi non pesa sulla cassa di questo semestre. A completare il quadro, i dividendi distribuiti (€ 4,1 mln) hanno inciso quanto il capex, mentre € 9 mln di nuova finanza accesa nel periodo hanno attutito solo in parte il calo complessivo. Il Gruppo resta comunque in posizione di cassa netta positiva.
OUTLOOK:
Guardando avanti, la relazione non segnala eventi rilevanti dopo la chiusura del semestre, ma offre un indizio importante proprio sul fronte che più preoccupa: l'Italia. Nel bimestre luglio-agosto la società parla di una ripresa delle vendite, trainata da gelati, crema spalmabile, Loriana e Diete.Tic, con miglioramenti anche su bevande e yogurt — un segnale che, se confermato, suggerirebbe che il rallentamento domestico del secondo trimestre non si sia esteso nella parte centrale dell'estate. A supporto arrivano anche i dati Nielsen più recenti, che al 16 agosto mostrano una crescita dei consumi a valore del +10,8% per il Gruppo, ben oltre il +1,7% medio dei principali gruppi alimentari italiani: un dato che, se preso da solo, sembrerebbe in contrasto con la frenata del Q2, e va quindi letto come segnale di un'inversione più recente piuttosto che come prosecuzione di un trend già presente nel semestre. Si aggiunge, infine, una notizia di respiro più lungo: il contratto di distribuzione della marca Vallè — una delle due marche che avevano pesato sui ricavi italiani — è stato prolungato fino al 2029, chiudendo positivamente un fronte di incertezza commerciale indipendentemente da come andrà il breve periodo.
GRAFICO DI VALSOIA:
Le quotazioni attuali sono allineate alla media a 200 settimane. Il titolo ha un andamento laterale: il primo test sarà il superamento dell'area € 12.
LE PAROLE DEL PRESIDENTE LORENZO SASSOLI DE BIANCHI:
"Il bilancio consolidato del Gruppo al 30 giugno conferma la validità del percorso strategico che abbiamo intrapreso negli ultimi anni. Siamo particolarmente soddisfatti della crescita dei ricavi, sostenuta soprattutto dallo sviluppo internazionale [...]. In Italia operiamo in un contesto ancora complesso, caratterizzato da consumi stagnanti e forte pressione promozionale. La diversificazione del nostro portafoglio Marche e categorie rappresenta un importante elemento di solidità [...]. La riduzione dell'EBITDA [...] è riconducibile principalmente ai rilevanti investimenti che stiamo completando: il nuovo stabilimento di Serravalle Sesia [...] e il rafforzamento dei sistemi informativi. Si tratta di costi temporanei [...] destinati a manifestarsi già a partire dal terzo quadrimestre dell'anno e ad essere a regime dal prossimo 2027."
RIFLESSIONI:
Messi in fila, i quattro segnali di questo semestre non vanno letti separatamente. I margini ai minimi dal 2019 sono in gran parte il prezzo di scelte industriali che l'azienda stessa definisce transitorie; la decelerazione di Italia ed estero nel secondo trimestre è invece un dato più concreto, solo parzialmente attenuato dai segnali di ripresa indicati per l'estate; la cassa che migliora racconta una storia di gestione finanziaria più efficiente, non di redditività in recupero; e il capex, per quanto abbia eroso la posizione finanziaria netta, resta concentrato sull'investimento strategico dello stabilimento più che su acquisizioni onerose. Sul fronte valutativo, il titolo tratta a P/E 14,2x ed EV/EBITDA 8,2x, leggermente sotto la media storica (16,3x e 8,9x).
Il vero banco di prova resta la seconda parte dell'anno, su due fronti: se i segnali di ripresa di luglio-agosto in Italia si confermeranno oltre l'estate, e se il recupero di marginalità promesso per il terzo quadrimestre si materializzerà davvero con l'avvio delle linee di Serravalle Sesia. Solo l'incrocio positivo di entrambi rappresenterebbe il catalyst per rompere la resistenza di € 11,96. Come sempre, valutazioni di questo tipo vanno lette in un'ottica di medio-lungo periodo.
RIEPILOGO DELLE SEGNALAZIONI:
PORTAFOGLIO TOTAL RETURN:
Francesco Norcini è un investitore privato che detiene le azioni oggetto dei suoi articoli creando in questo modo un potenziale conflitto di interesse con i lettori.
Il nostro giornale rispetta la Carta dei Doveri dell’Informazione Economica clicca qui >>
Informativa metodo clicca qui >>



















