Come ogni primo lunedì di settembre, Wall Street rimarra chiusa all'inizio della prossima settimana in occasione della festività del Labor day. Poco è cambiato rispetto all'update di giovedì: l'S&P500 dopo aver testato i 7600 sta tornando sui massimi a 7800, anche se per il momento si trova esattamente a metà strada.
Nasdaq Composite sostanzialmente in laterale con prima resistenza attorno a 26850 e poi massimi di sempre a 27200 o giù di lì.
In Europa il Future Dax "balla" attorno ai 26000, ma rimane sostanzialmente in laterale: nemmeno la brutta candela di lunedì e martedì ha permesso la continuazione di un trend ribassista di breve.
Del resto ci siamo appoggiati alla trendline dinamica ascendente di medio periodo che guida il rialzo da marzo di quest'anno.
Il nostro derivato rimane in laterale anche se si è avvicinato molto lentamente all'area di supporto attorno ai 51300. Francamente mancano i volumi, capisco di essere un disco rotto, ma non mi stanco di ripeterlo. Anche nella seduta di venerdì alle ore 17:00 avevamo scambiato circa 1,8 miliardi di euro, di cui oltre il 60% transato dalle prime dieci azioni. Una sostanziale mancanza di spunti operativi e di interesse.
Fronte watchlist...
Esprinet
Chiusura di ottava sopra la fascia indicata giovedì ovvero quella compresa tra 7,50 e 7,60, con un minimo intraday di venerdì a 7,48. Il settimanale prometterebbe anche bene, con un potenziale allungo fino ad un vecchissimo gap down del 2023 sopra 8,15 euro che teoricamente rappresentano anche un primo target. Detto questo, visto che mi fido poco del mercato ed in considerazione del fatto che in passato dopo repentini allunghi ha avuto altrettanto repentine discese, applico uno stop già sotto 7,40 euro valido nella giornata di lunedì anche per l'intraday. Se lunedì ci fosse un ulteriore allungo lo stop di martedì andrebbe posizionato sul minimo di lunedì o in un suo intorno e così via per le sedute successive. C'è un ""PERO' "": mercoledì ci saranno i dati che solitamente e a memoria (quindi mi posso sbagliare!!!) vengono pubblicati a mercati chiusi. La volatilità dovrebbe o potrebbe dunque esserci a partire da giovedì se e solo se i dati verranno pubblicati mercoledì sera. Questo potrebbe permettere di stare nel trade nelle sedute di lunedì e martedì sperando in un allungo più marcato, sul quale comunque potrebbe convenire uscire col 60% di posizione proprio prima dei dati. In caso di clamoroso gap down (-10% o più in open) uscirei a prescindere.
La chiusura di venerdì è stata a 7,71 euro. Mi aspetto dunque una continuazione almeno fino a martedì.
LUVE
Azione tendenzialmente poco liquida (attorno ai 10mila pezzi giornalieri con punte di 25mila) che tuttavia venerdì ha scambiato 73mila pezzi ovvero un controvalore attorno ai 4,5 milioni di euro. Il motivo è stato la pubblicazione della semestrale che ha visto il fatturato crescere del 10,3% a 325,1 milioni di euro, l'EBITDA rettificato a 49,6 milioni di euro (+15,2%) e l'utile netto a 27,2 milioni di euro (+60%), con un miglioramento significativo della redditività. Il portafoglio ordini fa pensare ad una buona visibilità per il futuro essendo salito del +48% a 333,3 milioni di euro. Questi dati hanno permesso al management di migliorare la guidance di medio-lungo periodo, forse favorito anche e soprattutto dal progressivo contratto con un hyperscaler: il raffreddamento dei data center è un mercato strutturalmente in crescita e LUVE ne sta approfittando.
Detto questo graficamente c'è stato il breakout dell'area attorno ai 60-61 euro (linea tratteggiata), con un close weekly a 62,5 euro. Possibile una continuazione del trend verso l'area dei precedenti massimi attorno a 68-71 euro. Non mi piacerebbe un ritorno sotto i 58 euro che mi farebbe dubitare del breakout in corso.
Di seguito il calendario societario per la settimana entrante (Fonte dati: Borsa Italiana).
Buon fine settimana.
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Ad maiora!
PNA
Piernicola Assiso è un trader privato e potrebbe detenere gli strumenti finanziari oggetto delle sue analisi risultando così in conflitto di interesse con i lettori.
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