Nonostante qualche turbolenza di brevissima durata, i mercati americani hanno ritoccato i massimi storici. Mi riferisco all' S&P500 che in settimana ha cercato di bucare i 7800 e al momento, mentre scrivo, ci troviamo in un intorno di questo livello. Volatilità sempre sotto controllo in area 15 punti e per il momento non ci sono segnali di tensione, almeno dallo Zio Sam. Vi rimando a quanto già scritto la scorsa volta riguardo la seasonality e le statistiche antecedenti le elezioni di mid term (link articolo: https://www.lombardreport.com/2026/10/1/indici-borsa-2/).
Anche il Nasdaq Composite rimane sui massimi di sempre. Come noteremo fra poco le tensioni non sono evidentemente concentrate oltreoceano dove sembra regnare una strana quiete.
A differenza degli USA, l'Europa ha avuto maggiori turbolenze, come avevo evidenziato la scorsa ottava facendo riferimento al contesto bancario e ai timori sul rialzo dei rendimenti. Il "film" paventato era quello già visto e vissuto dal sottoscritto nel lontano 2011-2012 (crisi greca ed italiana): le banche (ma anche le assicurazioni) sono cariche di titoli di Stato ma la valorizzazione degli stessi ai prezzi attuali le vedrebbe penalizzate. Quindi: aumento dei rendimenti, dis...
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