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Banche in ritirata e falsi segnali: la settimana estenuante dei mercati finanziari


Settimana caratterizzata da swing rialzisti e ribassisti in una range piuttosto stretto. L'S&P500 ha cercato l'affondo al di sotto del supporto a 7600 individuato sabato scorso in occasione della decisione sui tassi da parte della FED. Francamente non mi aspettavo un movimento a "V" con un ribasso accentuato e addirittura un open in gap up nella seduta di giovedì. Questa è la Borsa, almeno per ora. Se non altro abbiamo archiviato le scadenze tecniche di settembre ed ora ci muoviamo sul contratto dicembre.

Per la settimana entrante continuerò a porre attenzione all'area collocata attorno a 7600 punti come punto di supporto, escludendo dunque la volatilità che si è creata con la decisione della FED.

Il Nasdaq Composite rimane imbrigliato in un box con base a 25800 ed altezza/resistenza attorno a 26900-27000. Anche qui abbiamo una sorta di ping pong tra sedute rialziste e ribassiste: indecisione totale al momento.

Il Future Dax al momento sta formando massimi e minimi decrescenti come si vede dal grafico successivo (aree cerchiate). Sicuramente pesa il comparto industriale ed in modo particolare l'automotive (vedi Volkwaghen nella seduta di venerdì). Poco sotto abbiamo la media mobile a 200 periodi di colore rosso ma ricordiamoci che in questo caso la valenza è estremamente bassa dal momento che siamo in un grosso laterale da mesi e mesi !!

Uno sguardo infine al nostro FTSEMIB40 Future. Qui troviamo una brutta candela nella seduta di venerdì: close settimanale a 51185 ovvero a ridosso dell'area di supporto che colloco al momento attorno a 51200. Naturalmente nulla vieta che possa essere rotta e recuperata in seguito, ma certamente nell'ultima seduta di ottava il ribasso del comparto bancario ha influito notevolmente.. Rispetto al Dax il laterale dura da giugno e non da aprile e quindi una uscita confermata sotto i 51200-51000 potrebbe portare ad un pò di risk off sul nostro listino. Al momento però non abbiamo vendite da panico: sono vendite a "goccia" quindi molto controllate (ma anche estenuanti, eccezion fatta per Stellantis).

Fronte watchlist...

Le banche si sono indebolite nella seduta di venerdì e questo a sua volta ha indebolito il nostro indice, uno dei peggiori in Europa. Unicredit ha chiuso poco sotto un'area di supporto testata più volte in passato, Bami ha fatto la stessa cosa. Intesa Sanpaolo, forse sostenuta dal buyback in corso, rimane leggermente più forte così BPER. Solo BMPS e Mediobanca (proxy) risultano al momento decisamente più forti.

  Credo che sarà importante valutarne il comportamento tra lunedì e martedì, per vedere se la debolezza verrà o meno confermata e questo permetterà di avere le idee più chiare sul comportamento del nostro indice.

LUVE

Entrato lo stop, sostanzialmente in pari o poco sotto: il livello da monitorare era attorno a 62,50 ed è stato centrato lunedì. Un vero peccato: non ci volevano i timori sull'AI che si sono paventati a inizio settimana....timori subito rientrati in USA ma non da noi.

Esprinet

Ci sono momenti in cui il sottoscritto si copre il capo di cenere. La settimana scorsa, post dati, c'era stato un bellissimo breakout accompagnato da volumi e i dati stessi mi erano sembrati molto buoni, culminati con un aumento della guidance sul 2026 (link articolo: https://www.lombardreport.com/2026/9/12/azioni-esprinet-azioni-risanamento-azioni-luve/). In occasione della pubblicazione della semestrale si era formata una dojy che è stata rotta al rialzo il giorno successivo (venerdì). Peccato che il newsflow contrario del weekend relativamente ai rischi dell'intelligenza artificiale abbia portato alla -quasi- negazione del pattern rialzista e se ricordate bene anche prima dei dati c'era stato qualcosa di analogo (engulfing bearish indicata con "1" sul grafico daily), motivo per il quale avevo optato per uno stop sostanzialmente in pari. Personalmente mi piacciono molto i falsi segnali post notizia perché permettono alle azioni di intraprendere un movimento forte in senso contrario alla direzione iniziale. Per ora non è stato questo il caso, visto che siamo tornati attorno agli 8 euro ad azione rispetto agli 8,50 di sabato scorso. Lo stop a 7,80 non è stato preso per un soffio: minimo settimanale a 7,815 euro. I volumi al momento si sono ridotti nuovamente. 

Su scala settimanale il segnale non è stato ancora invalidato e i target potenziali individuati sabato scorso rimangono validi, ma onde evitare un possibile indebolimento continuerò a valutare un alleggerimento a 7,80 e certamente uno stop totale sotto 7,50 (livello iniziale di breakout). 

Di seguito il calendario societario per la settimana entrante (Fonte dati: Borsa Italiana).

Ad maiora!

PNA

Piernicola Assiso è un trader privato e potrebbe detenere gli strumenti finanziari oggetto delle sue analisi risultando così in conflitto di interesse con i lettori.
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