Il direttore responsabile Emilio Tomasini è apparso su:

Obiettivo reddito – Bond, i due nuovi cedoloni di Stellantis. Dividendi, gli ultimi del 2026 ma già si temono tensioni. Certificati, coupon all’8,4 e al 9,6% per Intesa e Unicredit protette al 60%


Il mercato non li ha ancora scoperti ma un 6,75% e un 7,4% in Usd del costruttore italo/francese quotano già su Tlx. La legge di bilancio 2027 penalizzerà i profitti delle big companies italiane? Nell’attesa di saperlo ecco la lista degli ultimi stacchi 2026. Molto si parla intanto delle due leader bancarie di casa nostra. Meglio proteggersi da ribassi fino al 40% (scadenza fra tre anni) con due nuovi certificate a singolo sottostante? Tutte le caratteristiche per valutarli al meglio.

Il report della domenica

Difficile prevedere quanto durerà la crisi dell’obbligazionario. In una situazione così complessa quale l’attuale il mercato ha varie strade da seguire, sebbene non sempre con convinzione. Una è quella del cedolone, ovvero di un reddito certo di lungo periodo e di rilevante importo. A chi voglia seguire questo percorso segnaliamo oggi due recenti emissioni di Stellantis, che hanno raccolto molto successo sulle Borse estere ma che sono trascurate dagli investitori italiani, sebbene quotate su Tlx. La situazione di imbarazzante debolezza dell’azione del gruppo italo/francese può forse aver contribuito in tal senso.

Emissione

Stellantis Finance Us 6,75% 2031

Stellantis Finance Us 7,4% 2036

Isin

US85855CAR16

US85855CAS98

Valuta

Usd

Usd

Data emissione

16/9/2026

16/9/2026

Data scadenza

16/9/2031

16/9/2036

Cedola

6,75%

7,4%

Frequenza cedola

Semestrale

Semestrale

Importo

1,25 miliardi Usd

1,25 miliardi Usd

Rating

BBB-

BBB-

Taglio minimo

2.000 Usd

2.000 Usd

Quotazione (indicativa)

96,5 Usd

94,8 Usd

Yield

7,7%

8,3%

Spread bid-ask

Circa 100 pb

Circa 150 pb

Duration

3,9

6,9

Clausola rimborso anticipato

Sì (Make-Whole Call – può comportare limiti nell’acquisto per il retail, il che dipende dall’intermediario)

Sì (Make-Whole Call – può comportare limiti nell’acquisto per il retail, il che dipende dall’intermediario)

Punti forti

● Rendimento a scadenza

● Quotazione sotto 100

● Il gruppo Stellantis (malgrado tutto) sta per entrare in una fase di forte sviluppo tecnologico ed è ormai uno dei più globali del settore auto

● Duration contenuta

● Il taglio minimo per un bond corporate

● Rendimento a scadenza

● Quotazione ben sotto 100

● Il gruppo Stellantis (malgrado tutto) sta per entrare in una fase di forte sviluppo tecnologico ed è ormai uno dei più globali del settore auto

● Il taglio minimo per un bond corporate

Punti deboli

● Il titolo è ancora poco trattato su Tlx

● Ne consegue uno spread piuttosto ampio

● La presenza della specifica clausola di rimborso anticipato può ostacolarne gli scambi

● Il rating è al livello più basso dell’investment grade

● Il titolo è ancora poco trattato su Tlx

● Ne consegue uno spread decisamente largo

● La presenza della specifica clausola di rimborso anticipato può ostacolarne gli scambi

● Il rating è al livello più basso dell’investment grade

Rispetto a un Us Treasury su identica scadenza

Spread + 290 pb

Spread +330 pb

Dividendi verso gli ultimi del 2026, mentre si annunciano incertezze per il 2027

Tassa sugli extra profitti o altro che sia, si comincia a guardare con preoccupazione alla distribuzione dei dividendi 2027. I settori più colpiti si annunciano attualmente quelli di banche, assicurazione ed energia. Modalità, importi e quant’altro sono tuttavia ancora in fase di trattativa fra Governo e categorie coinvolte.

La misura inizialmente presentata prevedeva di ridurre l'esenzione fiscale (oggi al 95%) per i dividendi incassati dalle holding e dalle imprese con partecipazioni di minoranza inferiori al 10%. Questo avrebbe comportato un aumento dell'aliquota effettiva dall'1,2% al 24%, colpendo in particolare i grandi gruppi industriali, le banche e le holding di investimento, con un gettito stimato di circa 1 miliardo di euro. Ciò non avrebbe danneggiato direttamente i risparmiatori ma il dubbio che si potesse determinare un effetto indiretto è subito circolato. Nelle ultime settimane il tema è stato rivisto, sebbene si sia ancora in un campo aperto di proposte dai risultati imprevedibili. In particolate si teme che – complici vari fattori – il settore bancario/assicurativo possa rivedere le proprie politiche di rimunerazione, sebbene gli analisti non siano troppo pessimisti da questo punto di vista. C’è però da segnalare che negli ultimi due anni i payout ratio (quota di utili distribuiti sotto forma di dividendi) si sono attestati su livelli molto elevati, tali da poter ipotizzare tagli per il 2027. Per ora si tratta di voci e di null’altro. Certamente i numeri – riferiti al 2026 - risultano comunque elevatissimi:

Banco Bpm

Sull’80%

Bper Banca

Sull’80%

Credem

Sul 45%

Intesa Sanpaolo

Sul 95% (di cui il 75% in dividendi e il 20% in riacquisto di azioni proprie / buyback)

Mps

100%

Unicredit

Sull’80% (di cui il 50% in dividendi)

Il quadro è chiaramente incerto ma intanto ecco i prossimi stacchi, quelli da cogliere con una certa velocità.

26 ottobre

Fila

0,46 €

Yield a 23/10: 4,3%

16 novembre

Digital Bros

0,21 €

Yield a 23/10: 2,0%

16 novembre

Equita Group

0,20 €

Yield a 23/10: 3,3%

23 novembre

Eni

0,27 €

Yield a 23/10: 1,0%

23 novembre

Tenaris

0,59 $

Yield a 23/10: 2,0%

23 novembre

Danieli

0,31 €

Yield a 23/10: 0,6%

23 novembre

Danieli Risparmio

0,307 €

Yield a 23/10: 1,0%

23 novembre

Mondadori

0,077 €

Yield a 23/10: 3,7%

14 dicembre

Stm

0,09 $

Yield a 23/10: 0,2%

Certificati: un buon rendimento su Intesa e Unicredit con una discreta protezione

Incertezza quindi sui dividendi 2027 del settore bancario? Cerchiamo allora un’alternativa sugli stessi sottostanti. La troviamo con degli inediti certificati su singole azioni italiane e più specificatamente sulle due leader del credito, Intesa e Unicredit.

Qual è l’emittente?

Banco Bpm che ha nei giorni scorsi allargato la sua gamma di Equity Premium Autocallable Equity Step Down quotati su Borsa Italiana

Le caratteristiche dei due certificate che interessano più specificatamente?

Hanno scadenza 19/10/2029 e taglio minimo di 100 euro, adattandosi quindi facilmente a qualsiasi tipo di strategia di investimento. Consentono di incassare fino a 36 cedole condizionate mensili, se l’azione sottostante non scenderà a un valore inferiore alla soglia del 60%. C’è comunque l’effetto memoria.

In caso di scadenza anticipata, prevista dal 12° mese (ottobre 2027), se l’azione sottostante registrasse una quotazione pari o superiore alla relativa soglia di nuovo del 60%, il certificato rifonderebbe totalmente il valore nominale, con il pagamento della cedola mensile prevista e, grazie all’effetto memoria, anche di eventuali cedole precedentemente non pagate. Il livello soglia di rimborso anticipato diminuirà comunque dell’1% ogni mese, partendo dal 100% del valore iniziale fino al 77% dello stesso.

Nel caso in cui non si fosse verificato il rimborso anticipato, a scadenza sarà sufficiente che il valore dell’azione sottostante non sia inferiore al livello barriera (di nuovo del 60%) affinché l’investitore riceva un rimborso pari al valore nominale. In caso contrario, riscuoterebbe un importo pari a quello che avrebbe ottenuto investendo direttamente nell’azione sottostante

Quali sono le specifiche dei due certificati riferiti a Intesa e Unicredit?

Per Intesa l’Isin è IT0005735128 e la cedola mensile dello 0,70%, (rendimento potenziale annuo dell'8,4%), con una commissione iniziale di 300 Eur per 10.000 Eur di investimento (3,1% se il certificato fosse richiamato alla prima data e 1,1% annuo se raggiungesse la scadenza finale) e ultima quotazione - venerdì 23 - di 98,95 Eur. Per Unicredit l’Isin è IT0005735193 e la cedola mensile dello 0,80% (pari a un 9,60% annuo lordo), con una commissione iniziale di 300 Eur per 10.000 Eur di investimento (3,1% se il certificato fosse richiamato alla prima data e 1,1% annuo se raggiungesse la scadenza finale), con ultima quotazione - venerdì 23 - di 99,46 Eur. La data dello strike sarà però fissata il 27 ottobre e si potrebbe quindi partire con una situazione favorevole

Punti forti

● Non c’è rischio worst-of, visto che il sottostante è singolo e questa caratteristica piace a molti investitori

● Tollera ribassi di entrambe le azioni fino al -40%

● Effetto memoria sulle cedole

● Un eventuale rimborso avviene solo dopo 12 mesi

Punti deboli

● Il guadagno massimo è limitato al flusso delle cedole e all’eventuale plusvalenza nel caso di acquisto sotto la pari e di rimborso a 100

● Una gestione attiva delle singole azioni – in presenza di mercati ribassisti – potrebbe comportare rendimenti da dividendi più elevati

● La barriera del 60% è sufficiente? Le opinioni in merito possono essere differenti

● Le commissioni iniziali risultano abbastanza rilevanti

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