Tante novità dal fronte degli strumenti di tutti i tipi utili per chi vuole proventi distribuiti. La più interessante? Ancora una volta è un Etf “covered”. Ma non solo: ci sono anche un nuovo titolo di Stato, un’azione super gettonata e un certificato per soddisfare un appetito dilagante di “income”.
Il report del week end
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Che fare con le obbligazioni? Vendere, mediare, comprare o switciare? Nei prossimi giorni uno speciale sul tema. Stay tuned! |
La fame di rendimenti è senza fine e l’industria finanziaria si adegua velocemente. Lo dimostra tutto quanto stiamo per raccontarvi.
● Ora gli Etf pagano weekly: eccone uno sulla linea di partenza
Conferma n° 1: arrivano sul mercato Etf che versano cedole settimanali. Analizziamo il primo in assoluto in Europa.
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Denominazione |
Etf weekly World Equity Income |
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Isin |
IE000I50V6C7 |
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Sottostante |
Azionario globale + Covered Call a gestione attiva |
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Valuta denominazione |
Usd |
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Valuta negoziazione |
Eur |
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Borsa di quotazione |
Per ora Borsa di Francoforte ma presto arriverà anche a Milano |
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Ter (costo annuo) |
0,57% |
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Inizio quotazioni |
16/9/2026 |
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Quotazione in corso (chiusura 2/10) |
8,96 Eur |
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Distribuzione coupon |
È il primo Etf europeo che mira a fornire un reddito settimanale, utile soprattutto a chi percepisce una rendita pensionistica o a chi desideri un flusso di entrate molto regolare da un unico prodotto |
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Stima yield |
Non ancora ipotizzabile |
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Settori più presenti nell’indice di riferimento |
Tecnologia 37,7% - Finanza 12,3% - Comunicazioni 10,2% |
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Rischiosità in base al Kid |
4 (1 minimo – 7 massimo) |
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Punti forti |
● È esattamente il prodotto giusto al momento giusto! ● Punta sull’azionario globale, tendenzialmente meno volatile rispetto a quello su indici più specifici ● Non si hanno ancora indicazioni del potenziale rendimento annuo ma dovrebbe essere rilevante |
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Punti deboli |
● Il patrimonio dell’Etf è per ora modesto (inevitabilmente, trattandosi di un prodotto esordiente) ● Rilevante la quota di azioni tecnologiche nelle partecipazioni dell’indice ● L’elevatissima frequenza delle cedole potrebbe rappresentare qualche implicazione burocratica in più per chi ha una contabilità puntuale delle entrate ● Gli Etf con strategie in opzioni (covered call) limitano il potenziale di crescita del capitale a fronte di un flusso cedolare elevato: lo si sappia! |
● Nuovo Btp Valore, una complicazione in più
Conferma n° 2 di novità nell’ambito degli strumenti da reddito. Questa arriva dal fronte Btp. L’emittente Italia sta davvero esagerando nella diversificazione dei titoli di Stato. A fianco di Btp, Bot, Cct, Btp Italia vecchia generazione, Btp Italia nuova generazione, Btp€i, Btp green, Btp Futura e Btp Valore 1° serie annuncia un nuovo tipo di Btp Valore, che possiamo definire 2° serie, sebbene caratterizzato dalla definizione “Insieme”. La analizziamo per far sì che i nostri lettori possano comprenderne al meglio le caratteristiche.
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Qual è la novità? |
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È un doppio collocamento simultaneo che verrà proposto dal 19 al 23 ottobre pv |
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Doppio collocamento, che vuol dire? |
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Il Btp Valore avrà una durata di 5 anni e cedole pagate ogni tre ogni tre mesi crescenti nel tempo secondo un profilo che verrà reso noto prima dell’emissione. Il Btp Valore Insieme, sempre con durata di 5 anni, avrà un’unica cedola corrisposta al risparmiatore alla data di scadenza del titolo |
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Si insegue insomma la moda dei bond bancari con cedola pagata solo a scadenza? |
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Sì e si complica la vita all’investitore che non saprà come muoversi. Vogliamo scommettere che sceglierà la prima soluzione, quella delle cedole trimestrali? Tanto più in un momento come quello in corso in cui la sete di rendimenti immediati è quasi patologica |
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D’altra parte i titoli a cedola unica non hanno avuto un grande successo? |
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La capitalizzazione composta delle cedole può avere dei vantaggi ma ha un difetto poco conosciuto: il maxi cedolone viene inquadrato come reddito da capitale (salvo che il Mef non intervenga specificatamente sul tema) e non consente quindi compensazioni fiscali di precedenti minus. E se poi fra cinque anni il regime fiscale fosse diverso da quello attuale? |
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I rendimenti annunciati al debutto dovranno essere inevitabilmente uguali. Altrimenti… |
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Lo certifica il Mef che nella documentazione sul collocamento dichiara: “I due Btp Valore, pur se diversi sul piano della frequenza dei pagamenti cedolari, offriranno all'emissione rendimenti equivalenti dal punto di vista finanziario”. Staremo a vedere! |
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Quando si saprà qualcosa di più? |
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Venerdì 16 ottobre, quando verranno svelati i tassi minimi garantiti dei due titoli |
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In conclusione, meglio il sacco mezzo pieno in vita che il sacco pieno alla scadenza? |
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Decisamente meglio la prima soluzione |
● Super dividendo Eni, facciamo il punto
Conferma n° 3 di novità anche dal fronte dei dividendi azionari. Mercato scatenato in relazione alla “promessa” di uno straordinario da parte di Eni. Vuole conoscere le possibili evoluzioni. Cosa sta succedendo?
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Sembra ormai che i parametri individuati per garantire il dividendo “extra” siano soddisfatti. Ci siamo quindi? |
Si è ancora a livello di ipotesi ma le probabilità al momento appaiono quasi certe per il “regalo” previsto nelle settimane precedenti Natale |
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Come verrà calcolato? |
Il primo parametro è quello del prezzo del petrolio (Brent), con una soglia media che deve restare sopra i 90 Usd. L’opzione è soddisfatta e dovrebbe restarlo. Il secondo parametro è quello del prezzo del gas (come riferimento il Ttf, principale benchmark europeo per il metano): anche qui non ci dovrebbero essere problemi. Infine i margini dalla raffinazione, fronte su cui si assolvono altrettanto i requisiti per appagare i valori minimi richiesti |
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Ok ma di quanto potrebbe essere il dividendo? |
Stime attribuiscono una forchetta fra 0,14 e 0,40 Eur. È ancora ampia ma dipende dalle evoluzioni del mercato energetico nelle prossime settimane |
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Qualche dettaglio in più? |
Il quadro è in evoluzione e ipotizzare cifre più precise sarebbe azzardato |
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A questo si aggiungerà il classico dividendo trimestrale? |
Il 23/11 verrà staccato quello ordinario di 0,27 Eur. Assommato allo straordinario consentiranno davvero di pianificare un regalo di Natale di tutto rilievo. Ah se l’esempio fosse adottato anche da altri! Per esempio dalle banche, che hanno spremuto durante tutto l’anno i clienti con commissioni talvolta assurde. Ciò realizzerebbe un meccanismo di premi di fine anno per l’investitore, che in tempi cupi quali gli attuali servirebbero ben più di tante inutili pubblicità che nessuno legge o guarda |
● La farmaceutica con buoni coupon. Solo se si soddisfano però certe condizioni
Conferma n° 4 dal fronte dei certificati. Una novità interessante anche qui.
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Chi è l’emittente e quali i sottostanti del certificato? |
Bnp Paribas e come sottostanti quattro aziende leader del comparto farmaceutico, ovvero Bayer, Novo Nordisk, Eli Lilly e Sanofi |
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Vediamo le caratteristiche… |
Con Isin XS3421480008 è quotato su Borsa Italiana; si tratta di uno strumento a capitale condizionatamente protetto con scadenza 17/7/2029 |
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Versa una buona cedola? |
Sì. Offre un premio mensile dell’1,56% condizionato al fatto che i sottostanti alla data di rilevazione non abbiano perso più del 40% dai loro valori di strike. Questo meccanismo consente agli investitori di beneficiare di un rendimento annuo del 18,72% derivante dal solo incasso cedolare |
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C’è effetto memoria per le cedole? |
Se alle date di osservazione mensili, uno dei sottostanti scendesse sotto il livello barriera, la cedola non verrebbe erogata ma accantonata “in memoria” e pagata successivamente alla prima osservazione utile nella quale il prezzo di tutti i sottostanti fosse di nuovo sopra il rispettivo livello barriera |
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Vediamoli questi valori delle quattro barriere… |
Per Bayer è di 29,08 Eur rispetto al valore iniziale di 48,46 Eur; per Novo Nordisk di 197,94 Dkk rispetto a 329,9 Dkk; per Ely Lilly è a 707,466 $ rispetto a 1179,11 $; infine per Sanofi la barriera si trova a 46,404 Eur contro 77,34 Eur |
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A quanto quota? |
Chiusura di venerdì a 93,53 Eur |
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C’è un rischio “call”? |
Da novembre 2026, è prevista la possibilità di richiamo anticipato da parte dell’emittente, nel caso in cui tutti i sottostanti siano al di sopra del 100% del loro valore iniziale. Qualora ciò non avvenisse, si procederebbe all’osservazione mensile successiva, con il livello di trigger autocall che scende ogni mese dell’1%, per cui si verificherebbe un evento di rimborso anticipato se a dicembre 2026 il prezzo di tutti i sottostanti fosse superiore al 99% del livello iniziale e così via fino a un minimo del 69% |
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E a scadenza cosa succederà se la “call” non fosse stata esercitata? |
La barriera a scadenza, ovvero il prezzo limite di protezione del capitale nominale, è posta al 60% del livello iniziale. Ciò significa che alla scadenza del luglio 2029, anche in caso di performance negativa dei sottostanti, sarà comunque rimborsato il valore nominale qualora la perdita del titolo con la performance peggiore del basket fosse inferiore al 40%. Inoltre, la barriera è di tipo europeo, ovvero osservata solamente alla chiusura del mercato alla data di osservazione finale |
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Punti forti |
● Elevato rendimento cedolare con effetto memoria ● Quota di non poco sotto la pari ● Il meccanismo step down rende probabile un rimborso anticipato |
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Punti deboli |
● Rischio “worst off”, che attualmente si esprime soprattutto in relazione al titolo Novo Nordisk ● La barriera 60% può apparire modesta ● Il Kid esplicita un possibile costo di disinvestimento anticipato da parte dell’investitore dello 0,5% sul nozionale |
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