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Wake Me Up When September Ends


“Il telefono, la tua voce”, anche in macchina. Qui si aggiunge la radio e, tra un pensiero sull’andamento dei portafogli, una telefonata in Sede e la musica dei Green Day con Wake Me Up When September Ends, il consulente finanziario medita sul mese di settembre.

Emergono tanti pensieri, quelli inconsapevoli che scorrono veloci senza accorgercene, ma soprattutto i "vermi del pensiero", cioè i momenti in cui un pensiero inizia e finisce; bene, sembra siano circa 6200 al giorno. Se poi arrivano i pensieri ripetitivi, che possono essere il 90%, meglio spostare l’attenzione su una canzone: “la radio trasmetterà questa canzone che ho pensato per te”.

Poi giungono interessanti notizie:

- mutui più cari in USA; a 30 anni siamo al 7%

- BOJ alza i tassi a 1,25% e l’attenzione va a Yen e Nikkei

- Warsh piuttosto hawkish

- Goldman Sachs predica temporali già a primavera 2027

- Il modello GDPNow della Fed di Atlanta segnala un dato forte e in risalita. Volendo fare una proiezione siamo vicini all’8% annualizzato

- le probabilità di un trionfo dei Democratici a novembre sono correlate con la salita del greggio

- petrolio e tassi USA vanno a braccetto. Si fa strada l’idea del famoso doppio massimo sul petrolio ( e sui tassi?) che girerebbe le curve all’ingiù

- blackout del buyback per circa il 61% delle società del S&P

- niente sopravvalutazione vista la capacità di generare profitti, la bolla può aspettare

- ultime dieci sedute con S&P sui massimi e Dow Trans che viene giù, tira aria di consolidamento

- nello stesso tempo il Nasdaq è meno caro rispetto al 2000 e va come un treno

- il VIX, con Trump alla presidenza, ci ha abituato a fare le bizze ad ottobre quando rialza la cresta e infastidisce lo S&P.

I dati “sono tanti, milioni di milioni” diceva la famosa pubblicità. In questo caso non sono milioni di milioni ma richiedono comunque una sintesi e, mentre il consulente finanziario si sta concentrando, l’attenzione si sposta sulla radio che trasmette “September morn”. Subito tornano in mente i mesi di settembre degli anni passati: periodi interessanti e mattinate impiegate a ritoccare l’asset allocation in vista del fine anno.

La macchina entra in una zona con poco segnale radio, la nuova stazione è su “Impressioni di Settembre”: un mese che girava in testa già da fine luglio.

https://www.lombardreport.com/2026/7/31/4-ristoranti-4-hotel-partenza-in-4/

Il viaggio prosegue con il tema del mese ed imperversa la canzone “Wake Me Up When September Ends” che invita a svegliarsi a fine mese, ma quest’anno è bene allertarsi già dopo la scadenza opzioni, quando il mercato è meno “incatenato”.

Una volta a destinazione le riflessioni proseguono sulle ultime informazioni dai gestori. Nel ciclo quadriennale, la finestra temporale che va da fine settembre ad inizio ottobre si è rivelata statisticamente negativa.

Gli algoritmi hanno ridotto progressivamente l’esposizione azionaria passando dall’80% al 50% confermando una prossima fragilità ad ottobre. Sembra un invito ad aspettare che gli indicatori di eccesso dello S&P arrivino nelle aree di buy on dips; come se qualche picadores cominciasse a prendere di mira il toro.

Aggiungiamo che le società del Russell 2000, indebitate come sono e così sensibili al rialzo dei tassi, possono aver bisogno di qualche settimana per trovare pace. Inoltre la Advance-DeclineLine sta andando a Sud indicando un’ampiezza di mercato insoddisfacente.

In sostanza per le prime settimane di ottobre si sta presentando una finestra temporale di potenziale debolezza, in un contesto di sentiment raffreddato e leva sull’AI afflosciata. Quindi, con stagionalità, buyback ed earnings che potrebbero tornare a dare una mano, possiamo tornare a guardare quota 8000 e finalmente intonare September song, anzi September long.

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