Il fondo della settimana: il finanziario globale che ha raddoppiato il capitale in tre anni
Negli ultimi anni il mercato ha avuto un protagonista assoluto.
La tecnologia.
L'intelligenza artificiale.
I semiconduttori.
Le Magnificent Seven.
Ma mentre gran parte degli investitori guardava quasi esclusivamente al Nasdaq, un altro settore ha costruito una delle migliori combinazioni tra rendimento e controllo del rischio dell'intero mercato azionario.
Il settore finanziario globale.
Ed è proprio qui che troviamo il fondo della settimana.
Algebris Financial Equity Fund
Il prodotto analizzato oggi è:
Algebris Financial Equity Fund I EUR
ISIN: IE00BWY56Y06
Si tratta di un fondo UCITS a gestione attiva gestito da Algebris Investments e specializzato nel settore finanziario mondiale.
Secondo la documentazione ufficiale del gestore, il fondo investe principalmente in:
- banche globali;
- assicurazioni;
- società finanziarie specializzate;
- operatori del credito;
- servizi finanziari internazionali.
L'obiettivo dichiarato è individuare le migliori opportunità all'interno del comparto finanziario globale attraverso una gestione attiva e altamente selettiva.
Tra le principali partecipazioni presenti nei documenti ufficiali figurano istituti come Banco Santander, Barclays, BNP Paribas, Bank of America e NatWest Group.
Una scelta decisamente diversa rispetto ai classici fondi globali dominati dai colossi tecnologici americani.
Perché il settore finanziario è tornato protagonista
Per oltre dieci anni il comparto finanziario è rimasto uno dei meno amati dagli investitori.
Tassi di interesse vicini allo zero.
Margini sotto pressione.
Regolamentazione crescente.
Redditività spesso inferiore rispetto alle grandi società tecnologiche.
Poi qualcosa è cambiato.
L'inflazione è tornata.
Le banche centrali hanno avviato il più aggressivo ciclo di rialzo dei tassi degli ultimi decenni.
E molte banche hanno visto migliorare significativamente la propria capacità di generare utili.
È in questo contesto che molte strategie specializzate sul settore finanziario hanno iniziato a brillare.
I numeri degli ultimi tre anni
Secondo i dati riportati dalla piattaforma Exante al momento dell'analisi, il fondo presenta le seguenti statistiche a tre anni:
| Indicatore | Valore |
|---|---|
| Rendimento 3 anni | 108,55% |
| Volatilità 3 anni | 13,89% |
| Sharpe Ratio 3 anni | 1,98 |
| Ulcer Index 3 anni | 2,21 |
Sono dati che meritano attenzione.
Perché non stiamo parlando soltanto di rendimento.
Stiamo parlando soprattutto della qualità del rendimento.
Oltre il 100% in tre anni
Partiamo dal dato più immediato.
Il fondo ha registrato una performance del:
+108,55% negli ultimi tre anni.
Tradotto in termini semplici, un capitale di 10.000 euro sarebbe diventato circa 20.855 euro.
Numeri che collocano il comparto tra le strategie più brillanti del periodo all'interno del mondo finanziario europeo.
Naturalmente i risultati passati non garantiscono quelli futuri.
Ma raccontano una storia molto interessante.
Sharpe Ratio: quasi due unità di rendimento per ogni unità di rischio
Molti investitori guardano soltanto alla performance finale.
Ma la vera domanda dovrebbe essere un'altra.
Quanto rischio è stato necessario assumere per ottenere quel risultato?
Ed è qui che entra in gioco lo Sharpe Ratio.
Nel caso di Algebris Financial Equity troviamo un valore pari a:
1,98
Per comprendere il significato del dato basta ricordare che:
| Sharpe Ratio | Interpretazione |
|---|---|
| Inferiore a 1 | Discreto |
| Tra 1 e 1,5 | Buono |
| Tra 1,5 e 2 | Molto buono |
| Superiore a 2 | Eccellente |
Un valore vicino a 2 è particolarmente elevato per un fondo azionario.
Significa che il rendimento ottenuto è stato molto efficiente rispetto alla volatilità sopportata.
In altre parole, il fondo non si è limitato a correre.
Ha cercato di farlo in modo relativamente ordinato.
Ulcer Index: il dato che racconta il "dolore" dell'investitore
La volatilità è importante.
Ma spesso non racconta tutta la storia.
Perché gli investitori non soffrono davvero quando il mercato oscilla leggermente.
Soffrono quando il portafoglio entra in perdita e ci rimane.
L'Ulcer Index nasce proprio per misurare questo aspetto.
L'indicatore considera:
- profondità dei drawdown;
- durata delle perdite;
- velocità di recupero.
Nel caso del fondo troviamo un valore pari a:
2,21
Si tratta di un dato molto contenuto.
Questo suggerisce che il percorso che ha portato al +108,55% non è stato caratterizzato da drawdown particolarmente profondi o persistenti.
Ed è probabilmente uno degli elementi più interessanti dell'intera analisi.
Un dettaglio poco conosciuto: la copertura valutaria
C'è poi un aspetto che molti investitori tendono a sottovalutare.
Secondo la documentazione ufficiale di Algebris, l'esposizione valutaria del fondo viene sistematicamente coperta rispetto all'euro.
Può sembrare un dettaglio tecnico.
In realtà è molto importante.
Il fondo investe infatti in società finanziarie quotate in mercati diversi:
- Stati Uniti;
- Regno Unito;
- Europa;
- altri Paesi sviluppati.
Senza copertura valutaria, le oscillazioni tra dollaro, sterlina ed euro potrebbero influenzare in modo significativo il risultato finale.
La politica di hedging adottata dal gestore ha invece l'obiettivo di ridurre questo effetto.
In pratica il rendimento dipende maggiormente dalla capacità del gestore di selezionare banche e società finanziarie e meno dall'andamento dei cambi.
È probabilmente uno dei fattori che contribuiscono a spiegare la combinazione osservata negli ultimi tre anni tra:
- volatilità relativamente contenuta;
- Sharpe Ratio elevato;
- Ulcer Index molto basso.
Martin Ratio: quanto rendimento per ogni unità di drawdown
Esiste una metrica meno conosciuta rispetto allo Sharpe Ratio ma spesso molto utile.
Si chiama Martin Ratio.
La differenza è semplice.
Lo Sharpe Ratio utilizza la volatilità.
Il Martin Ratio utilizza l'Ulcer Index.
In pratica non misura soltanto quanto rendimento è stato prodotto.
Misura quanto rendimento è stato ottenuto rispetto ai drawdown effettivamente sopportati dall'investitore.
Utilizzando i dati disponibili:
- rendimento annualizzato stimato di circa 27,8%;
- Ulcer Index pari a 2,21;
si ottiene un Martin Ratio stimato vicino a:
12,6
È importante precisare che non si tratta di un dato ufficiale del gestore ma di una stima elaborata a partire dai dati disponibili.
Tuttavia il risultato conferma quanto emerge già dagli altri indicatori.
Il fondo ha mostrato una capacità particolarmente elevata di trasformare il rischio assunto in rendimento.
I rischi da non dimenticare
Naturalmente il rischio non scompare.
Parliamo comunque di un fondo azionario settoriale.
Questo significa che il portafoglio resta esposto a variabili molto specifiche:
- andamento dei tassi d'interesse;
- politica monetaria delle banche centrali;
- qualità del credito;
- crescita economica globale;
- regolamentazione bancaria.
Se il settore finanziario dovesse attraversare una fase difficile, anche il fondo potrebbe registrare periodi di debolezza.
È il prezzo da pagare per una strategia altamente specializzata.
Conclusioni
Negli ultimi mesi abbiamo parlato molto di:
- intelligenza artificiale;
- semiconduttori;
- ETF tecnologici;
- infrastrutture digitali;
- energia;
- oro.
Ma una parte importante delle migliori performance degli ultimi anni è arrivata anche da aree del mercato molto meno raccontate.
Il settore finanziario è una di queste.
Algebris Financial Equity ha mostrato negli ultimi tre anni una combinazione che merita attenzione:
- +108,55% di rendimento;
- volatilità del 13,89%;
- Sharpe Ratio pari a 1,98;
- Ulcer Index pari a 2,21;
- copertura valutaria sistematica verso l'euro.
Numeri che naturalmente non garantiscono il futuro.
Ma che raccontano una storia interessante.
Quella di un fondo che non ha semplicemente cercato di massimizzare il rendimento.
Ha cercato di farlo mantenendo sotto controllo il rischio lungo il percorso.
Ed è proprio questa, spesso, una delle sfide più difficili nel mondo degli investimenti.
L'autore del presente articolo è un trader privato e detenendo gli strumenti finanziari oggetto delle sue analisi potrebbe essere in conflitto di interesse con i lettori.
Il nostro giornale rispetta la Carta dei Doveri dell’Informazione Economica clicca qui >>
Informativa metodo clicca qui >>







-0pTl4fYm.png)