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Il fondo della settimana: l'ETF spagnolo che negli ultimi tre anni ha fatto meglio di molti fondi attivi


Il fondo della settimana: l'ETF spagnolo che negli ultimi tre anni ha fatto meglio di molti fondi attivi

Quando si parla di investimenti, esistono mercati che non hanno bisogno di presentazioni.

E poi esistono mercati che lavorano in silenzio.

Senza fare rumore.

Senza occupare le copertine dei giornali finanziari.

Senza diventare l'argomento preferito delle conversazioni tra investitori.

La Spagna appartiene a questa seconda categoria.

Eppure, negli ultimi tre anni, il mercato azionario spagnolo ha costruito una delle storie più interessanti dell'intero panorama europeo.

Una storia fatta di banche tornate a generare utili record.

Utility solide.

Dividendi generosi.

E rendimenti che hanno sorpreso molti osservatori.

Ed è proprio qui che troviamo il protagonista dell'analisi di questa settimana.

Amundi IBEX 35 UCITS ETF Acc

Il prodotto analizzato oggi è:

Amundi IBEX 35 UCITS ETF Acc

ISIN: FR0010655746

Si tratta di un ETF UCITS gestito da Amundi che replica passivamente l'indice:

IBEX 35 Net Return

ovvero il principale indice azionario della Borsa spagnola.

L'obiettivo del fondo non è battere il mercato.

L'obiettivo è replicarlo nel modo più fedele possibile.

Siamo quindi di fronte a una strategia completamente passiva.

Un ETF e non un fondo attivo

A differenza dei fondi a gestione attiva, qui non troviamo un team di gestori che seleziona titoli con l'obiettivo di sovraperformare il benchmark.

L'ETF acquista semplicemente le società presenti nell'indice.

La replica è fisica completa.

In pratica il fondo possiede realmente le azioni delle aziende che compongono l'IBEX 35.

Il costo annuo di gestione si colloca intorno allo 0,30%.

Su cosa investe

L'IBEX 35 raccoglie le principali società quotate in Spagna.

Tra le partecipazioni più rilevanti troviamo:

  • Banco Santander;
  • Iberdrola;
  • BBVA;
  • Inditex (gruppo Zara);
  • CaixaBank;
  • Ferrovial.

A differenza dell'S&P 500 o del Nasdaq, la tecnologia pesa relativamente poco.

Il cuore dell'indice è rappresentato soprattutto da:

  • banche;
  • utility;
  • infrastrutture;
  • energia;
  • consumi.

È una composizione molto diversa rispetto a quella dei principali indici americani.

La differenza che conta: versione Acc

L'ETF analizzato oggi è la versione:

Accumulation (Acc)

Questo significa che i dividendi distribuiti dalle società presenti nel portafoglio non vengono pagati all'investitore.

Vengono reinvestiti automaticamente all'interno del fondo.

Nel lungo periodo questo meccanismo può contribuire ad aumentare la crescita composta del capitale.

I numeri degli ultimi tre anni

Secondo i dati riportati dalla piattaforma Exante al momento dell'analisi, l'ETF presenta le seguenti statistiche a tre anni:

Indicatore Valore
Rendimento 3 anni 125,49%
Volatilità 3 anni 13,11%
Sharpe Ratio 3 anni 2,36
Ulcer Index 3 anni 1,27

Sono numeri che meritano attenzione.

Perché raccontano molto più di una semplice performance.

Oltre il 125% in tre anni

Partiamo dal dato più evidente.

L'ETF ha registrato una performance pari a:

+125,49% negli ultimi tre anni.

Tradotto in termini semplici:

10.000 euro investiti sarebbero diventati circa 22.549 euro.

Numeri che pochi investitori assocerebbero spontaneamente al mercato spagnolo.

Eppure sono proprio questi i risultati osservati nel periodo considerato.

Sharpe Ratio: un valore da campione

Molti investitori osservano soltanto il rendimento finale.

Ma il rendimento, da solo, racconta soltanto metà della storia.

La domanda corretta è:

Quanto rischio è stato necessario assumere per ottenere quel risultato?

Lo Sharpe Ratio prova a rispondere proprio a questa domanda.

Nel caso dell'ETF troviamo un valore pari a:

2,36

Per comprendere meglio il significato del dato:

Sharpe Ratio Interpretazione
Inferiore a 1 Discreto
Tra 1 e 1,5 Buono
Tra 1,5 e 2 Molto buono
Superiore a 2 Eccellente

Per una strategia azionaria, un valore superiore a 2 è decisamente raro.

Significa che il rendimento ottenuto è stato estremamente efficiente rispetto alla volatilità sopportata.

Ulcer Index: il vero termometro della sofferenza

La volatilità misura le oscillazioni.

Ma non sempre misura il disagio dell'investitore.

L'Ulcer Index nasce proprio per questo.

L'indicatore tiene conto di:

  • profondità delle perdite;
  • durata dei drawdown;
  • velocità di recupero.

Nel caso dell'ETF troviamo un valore pari a:

1,27

Si tratta di un dato eccezionalmente contenuto.

Soprattutto considerando che parliamo di una strategia azionaria pura.

Questo suggerisce che il percorso che ha portato al +125,49% non è stato accompagnato da drawdown particolarmente profondi o persistenti.

Martin Ratio: quando conta il percorso e non solo il traguardo

Esiste una metrica meno conosciuta dello Sharpe Ratio ma molto interessante.

Si chiama Martin Ratio.

La differenza è semplice.

Lo Sharpe utilizza la volatilità.

Il Martin Ratio utilizza l'Ulcer Index.

In altre parole misura quanto rendimento è stato prodotto rispetto al reale "dolore" vissuto dall'investitore.

Utilizzando i dati disponibili:

  • rendimento annualizzato stimato di circa 31%;
  • Ulcer Index pari a 1,27;

si ottiene un Martin Ratio stimato compreso tra:

22 e 24

È importante precisare che non si tratta di un dato ufficiale del gestore ma di una stima elaborata sulla base dei numeri disponibili.

Tuttavia il risultato è straordinariamente elevato.

E conferma quanto emerge già dagli altri indicatori.

Perché il mercato spagnolo ha funzionato così bene

Negli ultimi anni diversi fattori hanno giocato a favore delle società presenti nell'IBEX 35.

Le banche hanno beneficiato del rialzo dei tassi.

Le utility hanno mantenuto una buona capacità di generare utili.

Molte società partivano inoltre da valutazioni inferiori rispetto a quelle osservate negli Stati Uniti.

Il risultato è stato un mix particolarmente favorevole tra crescita degli utili e rivalutazione delle quotazioni.

I rischi da non dimenticare

Naturalmente il rischio non scompare.

L'ETF rimane fortemente concentrato.

Parliamo di appena 35 società.

Con un peso molto rilevante di alcuni grandi gruppi finanziari ed energetici.

L'investitore resta quindi esposto a:

  • economia spagnola;
  • settore bancario europeo;
  • andamento dei tassi d'interesse;
  • mercato azionario iberico.

Si tratta quindi di uno strumento che può essere utilizzato come componente specifica di portafoglio.

Non necessariamente come unica esposizione azionaria globale.

Conclusioni

Ogni tanto il mercato regala sorprese.

E spesso arrivano proprio dai luoghi meno osservati.

Negli ultimi tre anni il mercato spagnolo è stato una di queste.

L'Amundi IBEX 35 UCITS ETF Acc ha mostrato una combinazione particolarmente interessante:

  • +125,49% di rendimento;
  • volatilità del 13,11%;
  • Sharpe Ratio pari a 2,36;
  • Ulcer Index pari a 1,27;
  • Martin Ratio stimato tra 22 e 24.

Numeri che naturalmente non garantiscono il futuro.

Ma che raccontano una storia interessante.

Quella di un ETF semplice.

Passivo.

Trasparente.

E capace, negli ultimi anni, di trasformare il rischio assunto in rendimento con un'efficienza che pochi si sarebbero aspettati dal mercato spagnolo.

L'autore del presente articolo è un trader privato e detenendo gli strumenti finanziari oggetto delle sue analisi potrebbe essere in conflitto di interesse con i lettori.
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