Quattro fondi sotto esame: Templeton, PIMCO, AXA e Nordea analizzati con Sharpe Ratio, Ulcer Index, volatilità e Martin Ratio
Ogni volta che finisce un webinar succede più o meno la stessa cosa.
Io penso ingenuamente: “Bene, abbiamo finito”.
E invece no.
Perché mentre io sto ancora cercando di capire dove ho appoggiato gli occhiali, iniziano ad arrivare messaggi, email, ISIN, screenshot, domande e richieste di analisi.
Ed è giusto così.
Perché il bello di questi incontri è proprio questo: non parlare di finanza in astratto, ma prendere fondi veri, portafogli veri, dubbi veri e provare a leggerli con un metodo.
Questa volta un lettore mi ha proposto quattro fondi molto diversi tra loro:
- Templeton Asian Smaller Companies A EUR
- PIMCO Income Fund T Dis EUR Hedged
- AXA WF Euro Credit Total Return E EUR
- Nordea 1 Global Stable Equity E EUR
Quattro fondi comuni d’investimento.
Quattro gestori importanti.
Quattro strategie completamente diverse.
E soprattutto quattro promesse diverse.
Chi promette crescita asiatica.
Chi promette reddito.
Chi promette controllo del rischio nel credito europeo.
Chi promette stabilità azionaria globale.
Ora, le promesse nei fondi comuni sono un po’ come le foto dei piatti nei menù turistici: belle, invitanti, lucide. Poi però bisogna vedere cosa arriva davvero al tavolo.
Per questo motivo ho deciso di analizzare questi quattro fondi utilizzando i dati della piattaforma Exante e concentrandomi non solo sul rendimento, ma sulla qualità del rendimento.
Perché il punto non è soltanto quanto hai guadagnato.
Il punto è anche quanta strada dissestata hai dovuto fare per arrivarci.
Gli indicatori che userò sono:
- rendimento a 3 anni;
- volatilità a 3 anni;
- Sharpe Ratio;
- Ulcer Index;
- Martin Ratio stimato.
Lo Sharpe Ratio misura il rendimento corretto per la volatilità.
L’Ulcer Index misura il “mal di pancia” dell’investitore, cioè la profondità e la durata dei drawdown.
Il Martin Ratio mette in relazione rendimento e Ulcer Index.
In parole molto semplici: più è alto, meglio il fondo ha remunerato il dolore sopportato.
E siccome nessuno investe per collezionare ulcere, direi che possiamo partire.
1. Templeton Asian Smaller Companies A EUR
ISIN: LU0390135415
Che tipo di fondo è?
Il Templeton Asian Smaller Companies A EUR è un fondo comune aperto, non un ETF.
È gestito da Franklin Templeton attraverso Templeton Asset Management.
La strategia investe principalmente in società a piccola capitalizzazione situate in Asia, escluso il Giappone, oppure in aziende che generano una parte significativa della propria attività economica in quell’area.
Siamo quindi nel mondo delle small cap asiatiche.
Un universo affascinante, dinamico, ricco di potenziale, ma certamente non adatto a chi si spaventa appena il mercato tossisce.
Qui non siamo nel parcheggio sotto casa.
Siamo più vicini a una strada panoramica di montagna: bellissima, ma con qualche curva.
I dati Exante
| Indicatore | Valore |
|---|---|
| Rendimento 3 anni | 39,15% |
| Volatilità 3 anni | 11,96% |
| Sharpe Ratio 3 anni | 0,95 |
| Ulcer Index 3 anni | 3,54 |
| Martin Ratio stimato | 11,06 |
La mia analisi
Il rendimento a tre anni è molto interessante: +39,15%.
Per un fondo azionario specializzato sulle small cap asiatiche è un risultato che merita attenzione.
La volatilità del 11,96% non è bassa in senso assoluto, ma va contestualizzata. Stiamo parlando di piccole società asiatiche, quindi di un segmento che per natura può muoversi parecchio.
Lo Sharpe Ratio pari a 0,95 è accettabile. Non siamo davanti a un numero da fuochi d’artificio, ma indica che il fondo ha saputo generare rendimento in modo abbastanza efficiente rispetto al rischio assunto.
Il dato che mi interessa di più, però, è l’Ulcer Index pari a 3,54.
Non è il più basso del gruppo.
Anzi.
Significa che l’investitore qualche fase di sofferenza l’ha vissuta.
Niente di drammatico, ma nemmeno una passeggiata con gelato in mano.
Il Martin Ratio stimato, pari a 11,06, resta comunque positivo e ci dice che il rendimento ottenuto è stato interessante rispetto ai drawdown sopportati.
Giudizio sintetico
Fondo interessante per chi cerca esposizione alla crescita asiatica e vuole aggiungere una componente più dinamica al portafoglio.
Non lo vedo come fondo “core” per tutti.
Lo vedo piuttosto come posizione satellite.
Una spezia.
Non il piatto principale.
2. PIMCO Income Fund T Dis EUR Hedged
ISIN: IE00BQQ1J892
Che tipo di fondo è?
Il PIMCO Income Fund T Dis EUR Hedged è un fondo comune aperto, non un ETF.
È gestito da PIMCO, una delle case di gestione obbligazionarie più conosciute al mondo.
L’obiettivo del fondo è generare reddito corrente elevato, mantenendo al tempo stesso attenzione al controllo del rischio.
La classe analizzata è in euro hedged, quindi con copertura valutaria verso l’euro.
In pratica, siamo davanti a un fondo obbligazionario flessibile orientato al reddito.
Non promette emozioni da montagne russe.
Promette più che altro cedole, diversificazione obbligazionaria e gestione attiva.
Che poi, dopo certi anni di mercato, anche annoiarsi un po’ può diventare un lusso.
I dati Exante
| Indicatore | Valore |
| Rendimento 3 anni | 13,91% |
| Volatilità 3 anni | 4,84% |
| Sharpe Ratio 3 anni | 0,87 |
| Ulcer Index 3 anni | 1,22 |
| Martin Ratio stimato | 11,40 |
La mia analisi
Il rendimento a tre anni è pari al 13,91%.
Non è il numero più alto della tabella, ma qui bisogna stare attenti a non confrontare mele con bulloni.
PIMCO Income non è un fondo azionario asiatico.
È una strategia obbligazionaria flessibile.
La volatilità del 4,84% è contenuta.
Lo Sharpe Ratio di 0,87 anche qui accettabile.
L’Ulcer Index di 1,22 è molto interessante, perché segnala una capacità discreta di contenere le fasi di drawdown.
Il Martin Ratio stimato è 11,40, leggermente superiore a quello del Templeton.
Questo è un punto importante.
Il Templeton ha reso molto di più, ma con più volatilità e più sofferenza.
PIMCO ha reso meno, ma con un percorso decisamente più tranquillo.
E molti investitori, soprattutto quelli veri e non quelli eroici da tastiera, apprezzano molto questa differenza.
Giudizio sintetico
Fondo solido, equilibrato, adatto a chi cerca reddito e vuole una gestione obbligazionaria globale flessibile.
Non è il fondo che fa innamorare al primo sguardo.
È più il fondo che magari non noti subito, ma poi ti accorgi che nei momenti complicati si comporta meglio di tanti altri più appariscenti.
3. AXA WF Euro Credit Total Return E EUR
ISIN: LU1164220854
Che tipo di fondo è?
AXA WF Euro Credit Total Return E EUR è un fondo comune aperto, non un ETF.
La strategia è focalizzata sul credito europeo e punta a generare rendimento totale attraverso una gestione attiva e flessibile del comparto obbligazionario in euro.
Parliamo quindi di credito corporate, gestione attiva, controllo della duration e ricerca di opportunità nel mercato obbligazionario europeo.
Non è il fondo più sexy da raccontare a cena.
Diciamolo.
“Credito europeo total return” non fa partire l’applauso al tavolo.
Però a volte i fondi meno appariscenti sono quelli che, numeri alla mano, fanno meglio il loro mestiere.
I dati Exante
| Indicatore | Valore |
| Rendimento 3 anni | 20,56% |
| Volatilità 3 anni | 3,71% |
| Sharpe Ratio 3 anni | 1,67 |
| Ulcer Index 3 anni | 0,64 |
| Martin Ratio stimato | 32,13 |
La mia analisi
Qui i numeri iniziano a diventare davvero interessanti.
Rendimento a tre anni: 20,56%.
Volatilità: 3,71%.
Sharpe Ratio: 1,67 molto buono.
Ulcer Index: 0,64.
Martin Ratio stimato: 32,13.
Questo è il fondo che, tra i quattro, mi colpisce di più dal punto di vista quantitativo.
Non ha il rendimento più alto in assoluto, perché Templeton ha fatto meglio.
Ma ha generato un rendimento molto importante con una volatilità estremamente contenuta.
E soprattutto con un Ulcer Index bassissimo.
Tradotto: l’investitore ha guadagnato bene, ma senza dover attraversare troppe notti insonni.
Il Martin Ratio sopra 32 è il dato più forte dell’intera analisi.
Quando rendimento, volatilità, Sharpe e Ulcer Index vanno tutti nella stessa direzione, io mi fermo sempre a guardare.
Perché lì non c’è solo performance.
C’è qualità della performance.
Giudizio sintetico
Tra i quattro fondi analizzati, questo è quello che presenta il miglior rapporto rischio-rendimento secondo i dati Exante.
È una strategia obbligazionaria sul credito europeo che negli ultimi tre anni ha lavorato molto bene.
Naturalmente non significa che continuerà così per sempre.
Il futuro non firma mai contratti con il passato.
Però i numeri, oggi, sono decisamente convincenti.
4. Nordea 1 Global Stable Equity E EUR
ISIN: LU0229519805
Che tipo di fondo è?
Nordea 1 Global Stable Equity E EUR è un fondo comune aperto, non un ETF.
È gestito da Nordea e rientra nella famiglia delle strategie azionarie globali “stable equity”.
L’idea è molto chiara: costruire un portafoglio azionario globale più stabile, selezionando società con utili, dividendi e flussi di cassa più prevedibili.
La filosofia mi piace.
Perché in teoria cerca di offrire esposizione ai mercati azionari, ma con meno volatilità e minori drawdown rispetto a un azionario globale tradizionale.
In teoria, appunto.
Poi arrivano i numeri, che come sempre hanno il brutto vizio di rovinare le frasi eleganti.
I dati Exante
| Indicatore | Valore |
| Rendimento 3 anni | 11,55% |
| Volatilità 3 anni | 9,61% |
| Sharpe Ratio 3 anni | 0,36 |
| Ulcer Index 3 anni | 4,18 |
| Martin Ratio stimato | 2,76 |
La mia analisi
Questo è il fondo che mi convince meno, almeno guardando i dati degli ultimi tre anni.
Il rendimento del 11,55% non è disastroso.
Il problema è che è stato ottenuto con una volatilità del 9,61% e con un Ulcer Index di 4,18, il più alto tra i quattro fondi analizzati.
Lo Sharpe Ratio di 0,36 è debole.
Il Martin Ratio stimato di 2,76 è nettamente inferiore rispetto agli altri tre.
La cosa curiosa è che parliamo di un fondo che nel nome e nella filosofia promette stabilità.
Eppure, nei dati Exante, la stabilità non emerge con la forza che mi sarei aspettato.
Questo non significa che il fondo sia da bocciare senza appello.
Significa però che, negli ultimi tre anni, il rapporto tra rendimento ottenuto e rischio sopportato non è stato particolarmente brillante.
Giudizio sintetico
Fondo con una filosofia interessante, ma numeri recenti meno convincenti.
Lo terrei sotto osservazione, ma oggi non lo metterei davanti agli altri tre.
A volte il nome “stable” tranquillizza.
Poi però bisogna sempre verificare se la stabilità c’è davvero.
Perché anche un ombrello può chiamarsi “Antipioggia 3000”, ma se al primo temporale ti bagni, qualche domanda bisogna farsela.
Confronto finale dei quattro fondi
| Fondo | Rendimento 3 anni | Volatilità | Sharpe | Ulcer | Martin Ratio stimato |
| Templeton Asian Smaller Companies | 39,15% | 11,96% | 0,95 | 3,54 | 11,06 |
| PIMCO Income Fund | 13,91% | 4,84% | 0,87 | 1,22 | 11,40 |
| AXA WF Euro Credit Total Return | 20,56% | 3,71% | 1,67 | 0,64 | 32,13 |
| Nordea Global Stable Equity | 11,55% | 9,61% | 0,36 | 4,18 | 2,76 |
La mia classifica
Primo posto: AXA WF Euro Credit Total Return
È il fondo che presenta il miglior equilibrio complessivo.
Buon rendimento, bassa volatilità, Sharpe Ratio elevato, Ulcer Index bassissimo e Martin Ratio molto alto.
Il classico fondo che non urla, non fa sceneggiate, non promette la luna, ma poi quando guardi i numeri ti fa alzare un sopracciglio.
E quando un fondo mi fa alzare un sopracciglio, di solito merita attenzione.
Secondo posto: PIMCO Income Fund
Meno brillante sul rendimento, ma molto ordinato nel percorso.
È una strategia obbligazionaria flessibile che può avere senso per chi cerca reddito, diversificazione e minore volatilità.
Non è il fondo da copertina.
È più il fondo da portafoglio ragionato.
E spesso sono proprio quelli che servono di più.
Terzo posto: Templeton Asian Smaller Companies
Il rendimento è il più alto del gruppo.
Però anche il rischio è più alto.
Mi piace come idea di investimento satellite, soprattutto per chi vuole esposizione alla crescita asiatica e ha un orizzonte temporale lungo.
Ma bisogna sapere cosa si compra.
Le small cap asiatiche non sono un tranquillante.
Sono più simili a un espresso doppio.
Quarto posto: Nordea Global Stable Equity
La filosofia è interessante, ma i dati Exante degli ultimi tre anni non mi convincono pienamente.
Rendimento modesto rispetto al rischio sopportato.
Sharpe basso.
Ulcer alto.
Martin Ratio debole.
Non lo scarterei per sempre, ma oggi non è quello che mi fa battere il cuore.
E in finanza, lo sappiamo, il cuore deve battere poco.
Meglio se batte il rendimento corretto per il rischio.
Conclusioni
Questa analisi conferma una cosa che ripeto spesso: quando si valutano i migliori fondi comuni d’investimento, non basta guardare il rendimento.
Il rendimento è importante, certo.
Ma da solo può essere ingannevole.
Un fondo può guadagnare molto perché si è preso molto rischio.
Oppure può guadagnare meno, ma farlo con una qualità molto superiore.
Per questo indicatori come Sharpe Ratio, Ulcer Index, volatilità e Martin Ratio sono fondamentali.
Aiutano a capire non solo quanto un fondo ha reso, ma quanto è stato efficiente nel farlo.
Tra i quattro fondi analizzati, quello che mi ha colpito maggiormente è AXA WF Euro Credit Total Return.
PIMCO Income Fund resta una soluzione solida per chi cerca reddito e controllo della volatilità.
Templeton Asian Smaller Companies è interessante per chi vuole una componente azionaria asiatica più aggressiva.
Nordea Global Stable Equity, invece, oggi mi lascia qualche dubbio in più.
Poi, come sempre, nessun fondo è perfetto.
E nessun fondo va comprato solo perché ha avuto buoni numeri negli ultimi tre anni.
La vera domanda è sempre la stessa: questo fondo è coerente con il mio portafoglio, con il mio orizzonte temporale e con la mia capacità di sopportare le fasi negative?
Perché alla fine il miglior fondo non è quello che sale di più quando tutto va bene.
È quello che riesci a tenere anche quando il mercato decide di mettersi di traverso.
E il mercato, ogni tanto, si mette di traverso.
Anche senza chiedere permesso.
PS: Se vuoi che il prossimo articolo tratti uno o più fondi a cui sei interessato, scrivici e vedremo di accontentarti.
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