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Analisi ICT: Il rialzo rallenta, il testimone passa dal Dow al Nasdaq


L'S&P500 continua a fare record senza sosta, ma la spinta del rialzo si è quasi esaurita. Il petrolio e la curva dei rendimenti tornano a farsi sentire, mentre oro e volatilità raccontano una storia diversa.

La seconda settimana di agosto ha rallentato il passo e cambiato guida. L'S&P500 ha chiuso a 7.805,00, +0,32%, dopo aver toccato giovedì 13 un nuovo record storico a 7.838,50. Il Nasdaq ha fatto meglio in percentuale, +1,03% a 30.141,75, con il massimo della settimana segnato proprio nell'ultima seduta. Il Dow Jones no: ha chiuso in calo dello 0,64% a 53.807, unico indice in territorio negativo, e non ha più riavvicinato il proprio record di 54.884 toccato appena una settimana prima.

Il rialzo prosegue, ma con un'intensità molto più contenuta: l'S&P era salito del 3,46% la settimana precedente, ora si ferma a un decimo; il Nasdaq passa dal 5,04% all'1,03%. Anche l'ampiezza dei movimenti si è ridotta — l'S&P si è mosso in cento punti contro i 278 di sette giorni fa, il Nasdaq in 750 contro 1.760, una contrazione di oltre il 60% su entrambi. È la terza settimana positiva consecutiva per entrambi gli indici.

Il testimone passa dal Dow al Nasdaq, ma la guida resta la stessa

Guardando solo ai titoli sembra che la leadership del rialzo sia cambiata due volte in due settimane: prima il Dow senza il Nasdaq, ora il Nasdaq senza il Dow. Non è così. A guidare il movimento resta l'S&P500, che ha aggiornato il proprio record in entrambe le ultime due settimane - 7.820,25 il 5 agosto, 7.838,50 il 13. Quello che cambia è chi lo insegue: sette giorni fa era il Dow, oggi è il Nasdaq, che però il proprio massimo storico di inizio giugno non lo ha ancora riconquistato.

Non è nemmeno una novità assoluta vedere uno dei quattro indicatori che seguiamo - S&P, Nasdaq, Dow, semiconduttori - restare indietro mentre gli altri tre salgono: è già successo due settimane fa, il 31 luglio, quando a restare fuori erano proprio i semiconduttori. Oggi tocca al Dow. In pratica, il mercato sta ruotando la leadership tra i suoi componenti settimana dopo settimana, senza che nessuno di essi guidi stabilmente per più di un turno - tranne l'S&P, che finora non ha mai perso il passo.

Grafico daily E-Mini S&P500 future

(clicca sul grafico per ingrandire)

ES daily chart

Grafico daily E-Mini Nasdaq100 future

(clicca sul grafico per ingrandire)

NQ daily chart

Il Nasdaq recupera terreno, ma deve ancora rompere quota 30.320

Il Nasdaq ha davanti a sé anzitutto quota 30.320, il massimo dei primi di luglio che venerdì ha mancato per appena 37 punti; solo oltre quel livello si apre la fascia 30.500-30.600, dove si concentrano il prezzo di apertura del trimestre e i massimi di inizio luglio. Poi resta la vera destinazione, il record di giugno a 31.100,50, ormai a poco più del 3%.

Sul mensile, però, il quadro resta cauto: il massimo di agosto (30.283,00) è il secondo massimo mensile in discesa di fila, dopo quello di luglio. Finché il Nasdaq non chiude sopra 30.553,75, quella sequenza discendente non si è ancora interrotta - anche se il divario si è ridotto sensibilmente nelle ultime due settimane.

Due canali macro si riattivano, due segnali restano fuori posto

Due dei fattori che avevano schiacciato il mercato a luglio si sono riattivati nella stessa settimana: il petrolio è tornato a salire del 5,4% a 82,40 dollari, interrompendo il rientro delle due settimane precedenti, e la curva dei rendimenti si è irripidita di sette punti base - il decennale al 4,692%, il biennale al 4,171%. Sono esattamente i due canali che avevano guidato il ribasso di luglio, e tornano proprio mentre il quadro macro nel complesso smette di migliorare.

Restano due segnali che non raccontano la stessa storia. Il VIX è sceso a 14,26, la lettura più bassa da fine dicembre - quasi otto mesi. L'oro, dopo il balzo del 7% della settimana precedente, non ha ritracciato: ha consolidato a 4.437 dollari. E c'è un dettaglio che stona anche sul fronte tecnologico: nella seduta in cui il Nasdaq ha toccato il massimo della settimana, l'indice dei semiconduttori - il comparto che di solito lo traina - non lo ha seguito, chiudendo sotto il massimo del giorno prima. Resta il 15% sotto il proprio record di giugno, contro il 2,6% del Nasdaq.

Scenario Rialzista (Probabilità: Media-Alta)

Il quadro tecnico resta orientato al rialzo su entrambi gli strumenti: in dodici sedute nessun minimo è stato violato, ed entrambi gli indici hanno costruito questa settimana una nuova area di supporto sul grafico settimanale, segno che il trend ha smesso di lasciare vuoti dietro di sé. Sull'S&P il quadro è però più povero di riferimenti: sopra il record di giovedì non esiste alcun prezzo di confronto precedente, quindi un'eventuale ulteriore estensione andrebbe trattata come stima. Sul Nasdaq, invece, la mappa dei livelli superiori resta completa fino al record di giugno.

Conferma S&P500: chiusura giornaliera sopra 7.838,50 (massimo storico del 13 agosto).

Target S&P500: nessun riferimento tecnico esistente sopra questo livello; l'area 7.838-7.870 va trattata come stima, non come livello tecnico.

Invalidazione S&P500: chiusura giornaliera sotto 7.738,00 (minimo settimanale).

Conferma NQ100: chiusura giornaliera sopra 30.320,00 (massimo dei primi di luglio - non il massimo di venerdì, che è liquidità di continuazione); rafforzamento sopra 30.599,75.

Target NQ100: 30.320,00 come primo riferimento; poi 30.505,75-30.599,75; infine 30.968,00-30.975,50 e oltre l'area 31.100,50, il record di giugno.

Invalidazione NQ100: chiusura giornaliera sotto 29.533,50 (minimo settimanale).

Scenario Ribassista (Probabilità: Media)

Gli elementi di cautela sono aumentati di numero e di peso, pur senza produrre alcun segnale tecnico di inversione. Il rialzo ha perso gran parte della propria intensità in appena cinque sedute; il quadro macro è tornato a peggiorare su due fronti che avevano già dominato il ribasso di luglio; la volatilità implicita ai minimi da otto mesi lascia poco margine di assorbimento per una sorpresa negativa; e sull'S&P la fase di ripiegamento mensile tipica di ogni ciclo non si è ancora manifestata, con undici sedute alla chiusura del mese.

Conferma S&P500: chiusura giornaliera sotto 7.796,50 (minimo di venerdì); rafforzamento sotto 7.738,00.

Target S&P500: area 7.724; poi 7.542-7.550 (minimo e apertura mensile di agosto).

Invalidazione S&P500: chiusura giornaliera sopra 7.838,50.

Conferma NQ100: chiusura giornaliera sotto 30.028,50 (minimo di venerdì); rafforzamento sotto 29.780,50.

Target NQ100: area 29.533; poi 28.964.

Invalidazione NQ100: chiusura giornaliera sopra 30.599,75.

Conclusione

La settimana consegna un rialzo che prosegue ma ha perso quasi tutta la propria spinta. A guidarlo resta sempre l'S&P500, ormai su un binario proprio senza riferimenti di prezzo sopra di sé; a inseguire, questa volta, è il Nasdaq, che dopo undici settimane di ritardo strutturale ha finalmente superato il livello lasciato scoperto a metà luglio ma deve ancora rompere quota 30.320 per continuare la rincorsa. Il Dow, per la prima volta in un mese, resta a bocca asciutta.

Sullo sfondo, due fattori che sembravano archiviati - petrolio e curva dei rendimenti - sono tornati protagonisti nella stessa settimana in cui la volatilità toccava i minimi dell'anno e l'oro si rifiutava di restituire i propri guadagni: un mercato che prezza tranquillità mentre alcune delle sue fonti di stress si riattivano.

I livelli da monitorare: sull'S&P, sopra 7.838,50 il mercato prosegue senza riferimenti tecnici, sotto 7.738,00 si riapre lo spazio verso 7.724 e 7.542-7.550. Sul Nasdaq, sopra 30.320,00 la strada si apre verso 30.500-30.600 e poi verso il record di giugno; sotto 29.533,50 si torna verso 28.964.

Metodologia: ICT Private Mentorship - Core Content, Month 5 (2017).

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L'autore del presente articolo è un trader privato e detenendo gli strumenti finanziari oggetto delle sue analisi potrebbe essere in conflitto di interesse con i lettori.
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