Il petrolio si sgonfia, i rendimenti scendono e i semiconduttori tornano a guidare la risalita. Ma l'oro sale come se il mercato stesse comprando un'assicurazione che nessun altro indicatore giustifica.
La settimana del 3-7 agosto ha spinto S&P500 e Dow Jones sui nuovi massimi storici, mentre il Nasdaq è rimasto indietro. Il future E-Mini S&P500 (contratto Settembre) ha chiuso a 7.779,75, +3,46% in cinque sedute; il Dow (YM) ha guadagnato il 2,88% a 54.152; il Nasdaq (NQ) ha fatto meglio in percentuale, +5,04% a 29.834,75, ma partiva da molto più in basso e resta a distanza dal proprio record.
Mercoledì 5 agosto sia l'S&P sia il Dow hanno toccato territorio mai visto prima: 7.820,25 e 54.884,00 punti. Il Nasdaq no - il suo massimo settimanale, 30.074, resta oltre mille punti sotto il picco di giugno, e sul trimestre l'indice tecnologico perde ancora il 2,2% mentre gli altri due guadagnano oltre il 3%.
A sostenere il movimento è stato un quadro esterno che si è raddrizzato su più fronti insieme. Il decennale americano, salito la settimana scorsa fino al 4,718% - il livello più alto da gennaio 2025 - è sceso al 4,649%. Il petrolio ha perso un altro 7,67%, chiudendo a 78,18 dollari. Il VIX è sceso a 14,89, il valore più basso da gennaio. Della serie: la contraddizione segnalata sette giorni fa, con le Borse in salita e i tassi ai massimi, si è risolta nel modo più favorevole per l'azionario.
Due record e un obiettivo mancato per quattro punti
Il dato strutturale della settimana è la differenza fra chi ha fatto nuovo massimo e chi no. S&P500 e Dow hanno segnato il proprio record mercoledì, nella stessa identica seduta. Il Nasdaq quel giorno si è fermato a 30.074 - un soffio, meno di quattro punti, sotto un livello lasciato scoperto a metà luglio e mai più riavvicinato da allora. In pratica, il mercato ha lasciato un piccolo obiettivo a portata di mano, ma non lo ha ancora raggiunto.
Sopra il massimo di mercoledì si sovrappongono infatti due vecchi massimi rimasti scoperti dall'inizio di luglio: 30.077,75 (10 luglio) e 30.094,00 (inizio mese), a circa venti punti l'uno dall'altro. Superarli entrambi, non solo il più vicino, aprirebbe la strada verso 30.320 e poi verso 30.550, il livello dal quale era partito il trimestre in corso.
La settimana in cifre racconta però una storia diversa da quella dei massimi: il Nasdaq ha guadagnato il 5,04%, più di S&P (+3,46%) e Dow (+2,88%). Chi guarda solo la performance vede forza; chi guarda la struttura vede un indice che deve ancora dimostrare di aver chiuso il conto con giugno. Finché non lo fa, resta il principale elemento di fragilità di un rialzo a leadership ampia ma non tecnologica.
Fig_1 Grafico daily E-Mini S&P500 ed E-Mini Nasdaq100
(Clicca sul grafico per ingrandire)
I semiconduttori riprendono il comando
C'è però un argomento a favore del recupero del Nasdaq, ed è arrivato dal comparto che nelle ultime settimane aveva fatto più danni. I semiconduttori (indice SOX) hanno guadagnato il 9,25% in cinque sedute - la performance migliore di tutto il paniere - e sono saliti del 18,3% dal minimo del 29 luglio. Soprattutto, sono stati gli unici a segnare il proprio massimo settimanale venerdì, due giorni dopo gli indici principali.
Non è un dettaglio da poco: due settimane fa era stato proprio questo comparto a guidare il ribasso, anticipando la debolezza del resto del mercato. Ora la sequenza si è ribaltata. Resta comunque il 15,7% sotto il proprio massimo storico di giugno - l'unico strumento del paniere ancora così lontano dal proprio record, segno che il recupero, per quanto vigoroso, non è ancora completo.
Il pezzo che non torna: l'oro
Resta un elemento che il quadro fatica a spiegare. L'oro è salito del 7,13% in una settimana, con un balzo del 3,67% nella sola seduta di mercoledì, chiudendo a 4.399,70 dollari. È un movimento poco tipico in una fase di piena propensione al rischio: di norma, rendimenti in calo, dollaro fermo e volatilità ai minimi tolgono ragioni all'oro, non gliene danno.
Non è uno scenario da ignorare né da sovra-interpretare - vale la pena registrarlo senza attribuirgli una causa precisa. Se nelle prossime settimane azionario e oro continuano a salire insieme, sarà il segnale che qualcosa nel quadro attuale non è ancora prezzato del tutto.
Scenario Rialzista (Probabilità: Media-Alta)
Il quadro tecnico resta impostato al rialzo su entrambi gli strumenti. Sull'S&P il ritracciamento di giovedì si è fermato dentro l'area di supporto lasciata dall'espansione di inizio settimana, ed è stato riassorbito interamente venerdì. Sul Nasdaq lo stesso schema si è ripetuto in modo quasi identico, anche se lo storno ha lavorato un po' più a fondo la propria zona di supporto - un dettaglio che rende il rimbalzo del Nasdaq leggermente meno solido di quello dell'S&P, pur partendo da una settimana migliore in termini di performance.
Conferma S&P500: chiusura giornaliera sopra 7.786,75 (massimo di venerdì), con validazione piena sopra 7.820,25.
Target S&P500: 7.820,25 come primo riferimento; oltre, il mercato entra in territorio senza precedenti di prezzo - qualsiasi proiezione superiore (area 7.820-7.850) va trattata come stima, non come livello tecnico.
Invalidazione S&P500: chiusura giornaliera sotto 7.724,25.
Conferma NQ100: chiusura giornaliera sopra 30.094,00 - non basta superare i primi due livelli della fascia, serve chiuderla per intero.
Target NQ100: 30.320,00 come primo gradino; poi 30.553,75-30.599,75; l'obiettivo esteso resta l'area 30.968-31.100,50, dove si trova il record di giugno.
Invalidazione NQ100: chiusura giornaliera sotto 29.241,25.
Scenario Ribassista (Probabilità: Media-Bassa)
Quattro elementi di cautela convergono, senza che nessuno sia al momento un segnale di inversione. Il Nasdaq resta ancora sotto il proprio massimo storico mentre S&P e Dow lo hanno già riscritto - la divergenza descritta sopra è ancora aperta. Il VIX ai minimi da sette mesi riduce il margine di assorbimento di una sorpresa negativa. L'oro, come detto, si muove in modo non coerente col resto del quadro. E sull'S&P il minimo mensile di agosto è arrivato appena sotto l'apertura del mese - un dettaglio che nel tempo tende a essere rivisitato prima della chiusura del mese.
Conferma S&P500: chiusura giornaliera sotto 7.724,25, con rafforzamento sotto 7.637,75.
Target S&P500: area 7.629; poi 7.542-7.550, la zona che chiuderebbe il conto con l'apertura mensile di agosto.
Invalidazione S&P500: chiusura giornaliera sopra 7.820,25.
Conferma NQ100: chiusura giornaliera sotto 29.453,50, con rafforzamento sotto 29.241,25.
Target NQ100: area 28.964; poi 28.313, minimo sia settimanale sia mensile.
Invalidazione NQ100: chiusura giornaliera sopra 30.094,00.
Conclusione
La settimana consegna un mercato che accelera ma non in modo uniforme. S&P500 e Dow hanno riscritto la storia, il Nasdaq deve ancora completarla - e lo separano solo poche centinaia di punti da un livello che a metà luglio sembrava già alla portata. Il quadro esterno, dopo settimane di tensione, si è finalmente allineato a favore dell'azionario: tassi giù, petrolio giù, volatilità ai minimi dell'anno. L'unico elemento fuori posto è l'oro, che sale come se qualcuno nel mercato stesse comprando un'assicurazione di cui, per ora, nessun altro indicatore giustifica il prezzo.
I livelli da monitorare nella settimana entrante: sull'S&P, sopra 7.820,25 il mercato entra in territorio inedito, sotto 7.724,25 si riapre lo spazio verso 7.629 e 7.542-7.550. Sul Nasdaq, sopra 30.094,00 la strada si apre verso 30.320 e oltre, sotto 29.241,25 si torna verso 28.964 e poi 28.313.
Chi opera su questi mercati farebbe bene a tenere d'occhio proprio il Nasdaq: è lui, non l'S&P, a dover ancora dimostrare qualcosa.
Metodologia: ICT Private Mentorship — Core Content, Month 5 (2017).
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