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Analisi ICT: Wall Street tocca il fondo insieme, poi si divide


Il giorno della Fed unisce i mercati, la settimana li separa

Mercoledì, giorno della Federal Reserve, S&P500, Nasdaq, Dow Jones e semiconduttori hanno toccato il minimo nella stessa identica seduta. Da lì è partito un recupero che però ha raccontato due storie diverse: il Dow è tornato a un soffio dal record, il Nasdaq resta a distanza siderale dal suo.

Mercoledì 29 luglio la Federal Reserve ha lasciato i tassi invariati, con tre membri del board che avrebbero preferito alzarli. I mercati non l'hanno presa bene: nella stessa seduta S&P500, Nasdaq, Dow Jones e indice dei semiconduttori hanno segnato tutti il proprio minimo del movimento, entro poche ore l'uno dall'altro. In gergo ICT è quello che si chiama un Turtle Soup: una falsa rottura dei minimi precedenti che raccoglie liquidità — gli stop di chi era corto — prima di invertire con decisione. Qui il fenomeno non ha riguardato un solo indice, ma tutti e quattro insieme: una raccolta simultanea, non quella diffusa e alternata delle ultime settimane.

Da quel minimo, il recupero è stato netto. L'S&P500 ha chiuso la settimana a 7.519,25 (+0,96%), il Nasdaq a 28.404,25 (+0,43%), il Dow Jones a 52.635 (+0,98%). A trainare giovedì sono stati soprattutto i conti trimestrali delle big tech, con Microsoft in evidenza. Ma il mese di luglio, che sembrava destinato a chiudersi sui minimi, si è chiuso comunque in rosso per la seconda volta consecutiva: -0,32% per l'S&P, -6,89% per il Nasdaq, il peggior mese da marzo per la tecnologia.

Il Breaker nato dal minimo di mercoledì

Quella candela di mercoledì, seguita dal recupero di giovedì, ha lasciato dietro di sé quello che in gergo ICT si chiama un Breaker: un'area che prima respingeva il prezzo al ribasso e che, una volta attraversata con decisione nella direzione opposta, si trasforma in supporto. Sull'S&P500 la zona è 7.351-7.464, da cui è partito il rimbalzo di giovedì; sul Nasdaq è 27.342-27.962. Sono aree "fresche", nate dalla candela di mercoledì, non eredità di settimane precedenti.

Fig_1 Grafico daily E- mini S&P500 ed E-Mini Nasdaq100

(clicca sul grafico per ingrandire)

ES1! NQ1! daily chart

Il punto delicato è che nessuno dei due indici ha ancora superato la resistenza sopra di sé. Venerdì l'S&P500 ha chiuso a 7.519,25, appena 26,50 punti sotto la fascia 7.541-7.546 che lo aveva respinto a fine luglio — e che coincide, non a caso, con il prezzo di apertura del trimestre (7.543,25). Il Nasdaq si è fermato dieci punti sotto un vuoto di prezzo lasciato aperto a metà luglio (in gergo ICT una Fair Value Gap, o FVG: una zona che il mercato ha saltato senza scambiare), tra 28.736 e 28.952. Due indici, due soglie strette, entrambe intatte.

La rotazione tra Dow e Nasdaq

Qui emerge il dato più interessante della settimana, ed è un caso da manuale di quella che in ICT si chiama SMT divergence: quando due strumenti dello stesso mercato raccontano performance simili ma strutture opposte, a parlare è la struttura, non la percentuale del giorno. Il Dow ha chiuso a -1,90% dal proprio massimo storico ed è tornato positivo sul trimestre. Il Nasdaq, con una performance settimanale quasi identica, è invece a -8,67% dal suo massimo e perde il 6,89% sul trimestre. I semiconduttori, poi, hanno rotto mercoledì un nuovo minimo e restano a -22,82% dal record: sono tornati in pieno bear market tecnico.

Va detto con onestà: la settimana scorsa questa rubrica aveva segnalato una divergenza rialzista tra semiconduttori e Nasdaq come segnale di cautela per chi vendeva. Quella divergenza è stata invalidata mercoledì — il comparto ha rotto il proprio minimo insieme a tutto il resto. Non era un'inversione, era una non-conferma che si è risolta al ribasso, come capita spesso nel breve termine.

Il decennale non partecipa alla festa

Il contorno macro si è allentato su tre fronti: il dollaro è sceso sotto quota 100 per la prima volta dal 16 giugno, il petrolio ha stornato del 5,2% dopo tre settimane di corsa, il VIX è crollato da 20,65 di mercoledì a 16,00 di venerdì. Ma il quarto fronte, quello dei tassi, si muove in direzione opposta: il rendimento del decennale americano ha chiuso al 4,718%, il livello più alto dal 14 gennaio 2025 — oltre diciotto mesi — proprio mentre le borse salivano. Il biennale, specularmente, è sceso di 7,5 punti base. È un crack in correlation di segno nuovo rispetto alla settimana scorsa: allora erano i tassi a schiacciare l'azionario, ora è l'azionario a ignorare i tassi. Storicamente questo tipo di divergenza non resta aperto a lungo.

Scenario Rialzista (Probabilità: Media-Alta)

Il contesto tecnico favorisce la prosecuzione del recupero: minimo simultaneo su tutti gli strumenti, Breaker confermati su entrambi, tre condizioni macro su quattro in miglioramento.

Conferma S&P500: chiusura daily sopra 7.545,75. Target 1: 7.563,50. Target 2: 7.632,00. Invalidazione: chiusura daily sotto 7.351,25.

Conferma NQ100: chiusura daily sopra 28.520,50, rafforzamento sopra 28.952,00. Target 1: fascia 28.736-28.952. Target 2: 29.364,75. Invalidazione: chiusura daily sotto 27.962,00.

Scenario Ribassista (Probabilità: Media-Bassa)

Pesano tre elementi irrisolti: il decennale ai massimi da diciotto mesi proprio mentre gli indici salivano, i semiconduttori che non hanno partecipato al recupero, il Nasdaq ancora fuori dalla fascia di prezzi di giugno-luglio. Entrambi gli indici hanno chiuso appoggiati alla propria resistenza senza superarla.

Conferma S&P500: chiusura daily sotto 7.427,50, rafforzamento sotto 7.351,25. Target 1: 7.324,00. Target 2: 7.294,75. Invalidazione: chiusura daily sopra 7.563,50.

Conferma NQ100: chiusura daily sotto 28.079,75, rafforzamento sotto 27.962,00. Target 1: 27.201,50. Target 2: 26.793,63. Invalidazione: chiusura daily sopra 29.397,00.

Conclusione

La settimana lascia un quadro a due velocità, proprio come le due precedenti — solo che stavolta a dividersi non sono S&P e Nasdaq, ma Dow e Nasdaq. Il minimo simultaneo di mercoledì ha prodotto Breaker solidi su entrambi gli strumenti principali, ma né l'uno né l'altro ha ancora superato la resistenza che lo aspettava sopra.

I livelli da monitorare: sull'S&P500 la resistenza è 7.541-7.546, il supporto 7.351-7.464. Sul Nasdaq la resistenza è 28.736-28.952, il supporto scende fino a 27.962 e poi 27.201.

Le prime sedute di agosto, che aprono anche il mese, avranno un peso superiore alla loro durata: diranno se il rimbalzo era l'inizio di qualcosa o solo la reazione meccanica al minimo di mercoledì. Con una sequenza settimanale che nelle ultime sei uscite ha cambiato segno quattro volte su sei, estrapolare linearmente resta l'errore più facile da fare.

Metodologia: ICT Private Mentorship — Core Content, Month 5 (2017).

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L'autore del presente articolo è un trader privato e detenendo gli strumenti finanziari oggetto delle sue analisi potrebbe essere in conflitto di interesse con i lettori.
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