Il fondo della settimana: AI, Nasdaq e Buy the Dip. È ancora il momento della tecnologia? Questo fondo prova a rispondere con i numeri
Dopo il terremoto arriva quasi sempre il silenzio.
E spesso, sui mercati finanziari, quel silenzio dura pochissimo.
Bastano pochi giorni. Qualche trimestrale migliore delle attese. Un dato macro meno preoccupante. Una dichiarazione delle banche centrali. Ed ecco che il Nasdaq ricomincia a correre come se nulla fosse successo.
È esattamente quello che abbiamo visto nelle ultime sedute.
Dopo i violenti drawdown che hanno colpito il comparto tecnologico, molti investitori hanno fatto quello che Wall Street conosce ormai fin troppo bene: Buy the Dip.
Comprare il ribasso.
Una strategia che negli ultimi dieci anni ha quasi sempre premiato chi ha avuto sangue freddo. Ma la domanda oggi è inevitabile:
conviene ancora investire nell'intelligenza artificiale? Oppure il treno è già passato?
La risposta, come spesso accade, non è così semplice.
Perché probabilmente l'AI non è una moda passeggera. Ma nemmeno una strada tutta in discesa.
Ed è proprio in questo contesto che il fondo della settimana merita uno sguardo approfondito.
TLux Global Technology IEH Cap EUR
ISIN: LU0444973100
Non è un ETF.
Non replica un indice.
È un fondo azionario globale a gestione attiva specializzato esclusivamente nel settore tecnologico, gestito da Columbia Threadneedle Investments, una delle case di investimento più apprezzate nel mondo della gestione attiva.
L'obiettivo è semplice solo sulla carta: selezionare le aziende che guideranno la prossima rivoluzione tecnologica, cercando allo stesso tempo di evitare quelle destinate a rimanere indietro.
Ed è proprio qui che una gestione attiva può fare la differenza.
Perché oggi la tecnologia continua ad essere il centro del mercato
Negli ultimi due anni abbiamo imparato una cosa.
L'intelligenza artificiale non riguarda soltanto ChatGPT.
Riguarda i semiconduttori.
I data center.
Il cloud computing.
Le reti.
Il software.
La cybersecurity.
Perfino il consumo energetico.
In altre parole, l'AI è diventata un ecosistema.
Ed è proprio all'interno di questo ecosistema che il fondo costruisce il proprio portafoglio.
Le principali partecipazioni includono nomi come NVIDIA, Broadcom, Microsoft, Alphabet, Lam Research, Applied Materials e altre aziende che rappresentano le fondamenta dell'economia digitale.
Non cerca semplicemente "la prossima moda".
Cerca chi fornisce pale e picconi durante la corsa all'oro dell'intelligenza artificiale.
Performance che fanno rumore
I numeri degli ultimi anni sono difficili da ignorare.
Secondo i dati disponibili, il fondo registra:
- +149,9% negli ultimi 3 anni
- +138% negli ultimi 5 anni
Numeri che raccontano una crescita straordinaria, favorita dall'esplosione dell'AI e dalla leadership delle grandi società tecnologiche.
Ma attenzione.
I rendimenti, da soli, raccontano soltanto metà della storia.
Perché è molto facile trovare un fondo che ha guadagnato tanto.
Molto più difficile trovarne uno che lo abbia fatto senza mettere continuamente alla prova i nervi degli investitori.
Il nostro indicatore preferito? Il Martin Ratio
Quando analizziamo un fondo guardiamo certamente i rendimenti.
Ma ancora di più osserviamo come quei rendimenti sono stati ottenuti.
Ed è qui che entra in gioco uno degli indicatori più sottovalutati dagli investitori retail: il Martin Ratio.
A differenza del più famoso Sharpe Ratio, il Martin Ratio non penalizza la normale volatilità dei mercati.
Penalizza invece ciò che davvero pesa psicologicamente a chi investe: i drawdown, cioè le perdite dai massimi e il tempo necessario per recuperarle.
Ed è proprio qui che il TLux Global Technology sorprende.
I dati mostrano:
- Martin Ratio a 1 anno: 23,86
- Martin Ratio a 3 anni: 5,82
Per dare un'idea, un Martin Ratio superiore a 2 viene generalmente considerato molto buono.
Superare quota 5 è raro.
Sfiorare quota 24 significa che, nell'ultimo anno, il fondo è riuscito a trasformare il rischio sopportato in rendimento con un'efficienza davvero eccezionale.
Naturalmente un dato così elevato è stato favorito anche dal forte recupero del settore tecnologico, ma resta comunque un segnale di qualità della gestione.
Anche l'Ulcer Index racconta una storia interessante
Esiste un altro indicatore che ci piace molto.
Si chiama Ulcer Index.
Il nome è curioso, ma rende perfettamente l'idea.
Misura quanta "sofferenza" ha vissuto un investitore durante il percorso.
Non guarda semplicemente le oscillazioni giornaliere.
Guarda quanto il fondo è rimasto sotto i propri massimi e per quanto tempo.
Anche qui i numeri sono interessanti:
- Ulcer Index 1 anno: 3,66
- Ulcer Index 3 anni: 6,62
Per un fondo interamente investito nella tecnologia sono valori decisamente contenuti.
Tradotto:
non solo il fondo è salito molto.
Lo ha fatto evitando drawdown eccessivamente profondi rispetto a molti concorrenti.
Una gestione attiva che punta sulla qualità
Essere un fondo attivo significa una cosa molto semplice.
Non compra automaticamente tutto il mercato.
I gestori scelgono le aziende una per una.
Possono aumentare il peso dei semiconduttori.
Ridurre quello del software.
Entrare prima su un trend.
Uscire quando ritengono che una valutazione sia diventata eccessiva.
È una filosofia molto diversa rispetto a quella di un ETF passivo.
Naturalmente comporta anche maggiori responsabilità.
Ma negli ultimi anni la gestione sembra aver premiato.
Conviene ancora investire nell'AI?
È probabilmente la domanda che tutti si stanno facendo.
La risposta è che nessuno può sapere cosa farà il mercato nei prossimi sei mesi.
Ma una cosa appare evidente.
L'intelligenza artificiale non è più un semplice tema di investimento.
Sta diventando l'infrastruttura su cui si costruirà una parte importante dell'economia dei prossimi dieci anni.
Questo non significa che il percorso sarà lineare.
Anzi.
Le correzioni continueranno ad arrivare.
I drawdown continueranno a fare paura.
E ogni volta qualcuno dichiarerà finita la corsa della tecnologia.
Salvo poi assistere, magari qualche settimana dopo, all'ennesimo "buy the dip".
Per questo, più che inseguire il titolo del momento, può avere senso affidarsi a un gestore che selezioni le aziende con un approccio strutturato.
Il rischio esiste. Ed è giusto ricordarlo.
Questo fondo resta un azionario settoriale.
È fortemente esposto alla tecnologia.
Se il comparto dovesse attraversare una fase negativa, anche il fondo potrebbe registrare perdite importanti.
Non è uno strumento da utilizzare come unico investimento del portafoglio.
Ma può rappresentare una componente interessante per chi vuole esporsi ai grandi trend dell'innovazione mantenendo una gestione attiva.
Conclusioni
Ogni volta che il Nasdaq corregge, torna la stessa domanda.
"È finita?"
E ogni volta il mercato "sembra" rispondere nello stesso modo.
Quello che però sembra cambiare molto meno è la direzione di lungo periodo della trasformazione digitale.
Cloud, AI, semiconduttori, infrastrutture, software e cybersecurity continuano ad essere il motore della nuova economia.
Il TLux Global Technology IEH Cap EUR non promette miracoli.
Promette qualcosa di più realistico: cercare di individuare i vincitori della rivoluzione tecnologica, gestendo il rischio meglio di quanto farebbe un semplice investimento passivo.
E, almeno osservando indicatori come Martin Ratio, Ulcer Index e la performance degli ultimi anni, sembra esserci riuscito piuttosto bene.
Perché, come insegna ogni correzione di mercato, comprare il ribasso è relativamente facile.
Molto più difficile è scegliere cosa comprare. E soprattutto chi lo seleziona per noi.
L'autore del presente articolo è un trader privato e detenendo gli strumenti finanziari oggetto delle sue analisi potrebbe essere in conflitto di interesse con i lettori.
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