S&P500, Nasdaq, Dow Jones e semiconduttori segnano il massimo nella stessa seduta di lunedì, poi cedono insieme per quattro giorni. Petrolio e rendimenti tornano ai livelli di fine luglio, mentre la leadership del rialzo cambia per la terza settimana di fila.
Il rialzo di agosto si è fermato lunedì mattina. Tutti e quattro i principali riferimenti del mercato americano - S&P500, Nasdaq, Dow Jones e l'indice dei semiconduttori - hanno segnato il massimo della settimana nella prima seduta, lunedì 17, e sono poi scesi per i quattro giorni successivi. L'S&P ha chiuso a 7.691,25, in calo dell'1,46%; il Nasdaq a 29.387,75 (-2,50%); il Dow a 53.353 (-0,84%, seconda settimana di fila in rosso); i semiconduttori hanno ceduto il 5,45%, tornando quasi al 20% sotto il proprio record di giugno.
A pesare sul quadro tecnico è stato soprattutto il ritorno di due fattori macro che sembravano archiviati da inizio agosto, e che il mercato ritrova ora quasi ai livelli di fine luglio - quando erano loro a guidare il ribasso delle Borse.
Il testimone passa per la terza volta in tre settimane
Guardando ai massimi di lunedì si direbbe che il Nasdaq e i semiconduttori avessero preso il comando: entrambi hanno segnato un nuovo massimo del movimento, superando i rispettivi picchi di venerdì scorso. L'S&P e il Dow, invece, non hanno confermato: sono rimasti sotto i propri record, rispettivamente di inizio e metà agosto. Poi, nello stesso identico giorno, tutti e quattro hanno invertito e sono scesi insieme per il resto della settimana.
È la terza volta in tre settimane che la guida del rialzo cambia mano: a inizio agosto correvano S&P e Dow mentre il Nasdaq restava indietro; la settimana scorsa era il Nasdaq ad accelerare mentre il Dow cedeva; questa settimana il Nasdaq ha toccato il massimo più alto ma ha poi perso il doppio dell'S&P. Nessuno dei quattro indici ha tenuto la leadership per più di sette giorni da quando il rialzo è cominciato a fine luglio - e il Dow non riavvicina il proprio record da dodici sedute. Sul trimestre, per dare la misura del divario, l'S&P guadagna ancora circa il 2% e il Dow l'1,5%, mentre il Nasdaq resta indietro di quasi il 4% dall'apertura di inizio luglio: il recupero di agosto non ha ancora ribaltato il quadro trimestrale.
Fig_1 Grafico daily E-Mini S&P500
(clicca sul grafico per ingrandire)
Fig_2 Grafico daily E-Mini Nasdaq100
(clicca sul grafico per ingrandire)
Tornano i due nemici di luglio
Due dei fattori che avevano schiacciato il mercato a fine luglio sono tornati protagonisti nella stessa settimana. Il decennale ha chiuso al 4,736%, superando anche il picco toccato il 31 luglio; il biennale è salito di quasi sette punti base. Stavolta la trasmissione tra tassi e azionario è stata diretta e senza ambiguità: i rendimenti sono saliti proprio nelle sedute in cui gli indici cedevano di più.
Il petrolio, dal canto suo, è salito del 6,6% a 87 dollari, cancellando in due settimane l'intero rientro registrato a inizio agosto: è tornato esattamente al livello di fine luglio, quando era il motore principale del ribasso. Anche il VIX si è mosso, con la prima espansione dopo tre settimane di compressione. Su quattro canali macro che monitoriamo, oggi ne conferma il quadro rialzista solo uno: il dollaro, sceso al minimo da tre mesi. Sette giorni fa erano due, quattordici giorni fa tre e mezzo.
L'oro continua a salire, ma non è record
C'è poi l'oro, che continua a fare storia a sé. Ha guadagnato un altro 5,5%, chiudendo a 4.680 dollari - terza settimana consecutiva di rialzo, quasi il 14% complessivo. Vale però una precisazione: non si tratta di massimi storici. Il record dell'oro resta quello del 29 gennaio, a 5.480 dollari, e il livello attuale è ancora il 15% più in basso. Il metallo sta recuperando un ribasso precedente, non estendendo una corsa senza precedenti - una distinzione che conta, perché il movimento resta comunque anomalo: l'oro accelera sia quando l'azionario sale sia quando scende.
Scenario Ribassista (Probabilità: Media)
Il quadro tecnico della settimana appena chiusa è coerente con la lettura ribassista: massimo simultaneo lunedì su tutti e quattro gli strumenti, seguito da un'espansione al ribasso più ampia del rialzo che l'aveva preceduta - il range settimanale si è allargato del 66% sull'S&P e del 52% sul Nasdaq. Va detto però che nessun minimo strutturale è stato violato, ed entrambi gli indici hanno chiuso venerdì con una seduta positiva: è una settimana negativa, non ancora un'inversione confermata.
Conferma S&P500: chiusura giornaliera sotto 7.657,75 (minimo settimanale); rafforzamento sotto 7.637,75.
Target S&P500: 7.629,00 come primo riferimento; poi 7.542,75-7.550,00, il minimo e il prezzo di apertura del mese.
Invalidazione S&P500: chiusura giornaliera sopra 7.796,50.
Conferma NQ100: chiusura giornaliera sotto 29.202,75 (minimo settimanale); rafforzamento sotto 28.964,25.
Target NQ100: 28.964,25 come primo riferimento; poi 28.763,25; oltre, 28.313,50 (minimo del mese).
Invalidazione NQ100: chiusura giornaliera sopra 30.054,50.
Scenario Rialzista (Probabilità: Medio bassa)
L'ipotesi che il ritracciamento sia già esaurito poggia su basi più solide di sette giorni fa. Sull'S&P la candela di lunedì non ha prodotto alcuna struttura tecnica ribassista valida - il movimento rialzista partito il 29 luglio non risulta tecnicamente invalidato. Entrambi gli indici hanno chiuso venerdì con un minimo più alto di giovedì e una seduta positiva, e la pressione statistica che una settimana fa spingeva verso un riequilibrio ribassista si è in gran parte scaricata.
Conferma S&P500: chiusura giornaliera sopra 7.714,00 (massimo di venerdì); rafforzamento sopra 7.796,50.
Target S&P500: 7.770,50-7.796,50 come prima fascia; poi 7.838,50, il record del 13 agosto.
Invalidazione S&P500: chiusura giornaliera sotto 7.657,75.
Conferma NQ100: chiusura giornaliera sopra 29.539,00 (massimo di venerdì).
Target NQ100: 29.757,25-30.054,50 come prima fascia; poi 30.343,00, il massimo mensile del 17 agosto.
Invalidazione NQ100: chiusura giornaliera sotto 29.202,75.
Conclusione
La settimana consegna un mercato che ha smesso, almeno temporaneamente, di salire in modo lineare. Il canovaccio delle ultime tre settimane si ripete puntuale: un protagonista diverso ogni volta, un quadro esterno che va e viene, e un mercato che fatica a tenere la stessa direzione per più di sette giorni. Questa volta il copione si è chiuso con tutti e quattro gli strumenti in calo insieme, dopo un lunedì mattina che sembrava promettere il contrario.
Sullo sfondo restano i due fattori di luglio descritti sopra, insieme a una leadership che non si stabilizza da tre settimane: segnali di fragilità più che di allarme, con il dollaro debole a offrire l'unico argine a un quadro altrimenti tornato quello di un mese fa.
I livelli da monitorare: sull'S&P, sotto 7.657,75 si riapre lo spazio verso 7.629 e 7.542-7.550; sopra 7.714,00 il quadro si complica e la strada torna verso il record di 7.838,50. Sul Nasdaq, sotto 29.202,75 il prossimo riferimento è 28.964, poi 28.763; sopra 29.539,00 si riapre la strada verso 30.343,00.
Metodologia: ICT Private Mentorship - Core Content, Month 5 (2017).
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